Oleodotto Dakota Access, chiesto un ulteriore riesame. I Sioux: «Obama ci sta ascoltando»

Il Department of army: il processo di revisione segnato da notevoli “scorciatoie”

[15 novembre 2016]

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La rivolta degli indiani, di water protectors e dei loro alleati ambientalisti contro l’oleodotto Dakota Access che dovrebbe attraversare i siti sacri dei Sioux di Standing Rock è una patata bollente che il presidente uscente Barack Obama intende lasciare in eredità al suo successore Donald Trump e ai suoi amici petrolieri.

Infatti il   Department of army  ha inviato a Obama una lettera sul futuro del Dakota Access nella quale si afferma che il processo di revisione dell’oleodotto è stato condotto e completato in conformità con i requisiti necessari, ma poi fa anche notare che e la discussione e le analisi aggiuntive sulla pipline osteggiata dalla riserva indiana è stata garantita prima di concedere le servitù definitive necessarie per la costruzione dell’oleodotto sotto Lake Oahe.

Il Dipartimento dell’esercito era stato incaricato di  condurre serrati colloqui con la tribù Sioux di Standing Rock Sioux Tribe,  questi confronti sono stati previsti, ma che non avrebbero  concesso di costruire all’interno della riserva o ai suoi confini, quindi non potevano essere concessi i permessi finali, la costruzione dell’oleodotto nell’area del Lake Oahe «Non può avvenire perché l’esercito non ha preso una decisione definitiva sull’opportunità di concedere la servitù».

Il capo della tribù Sioux di Standing Rock, Dave Archambault, ha detto che «Anche se la decisione non è al 100% quello che la tribù sperava, è chiaro che il presidente Obama ci sta ascoltando. Siamo incoraggiati e la preghiera e le dimostrazioni pacifiche a Standing Rock  abbiano potentemente portato alla luce l’ingiusta narrazione subito dalle nazioni tribali e dai nativi americani in tutto il Paese. Insieme possiamo ispirare le persone di tutta l’America e dl mondo per onorarsi gli uni con gli altri e la terra sacra. Milioni di persone sono letteralmente e spiritualmente state con noi a Standing Rock. E per questo hanno la nostra più profonda riconoscenza e gratitudine. Le tattiche nocive e disumanizzanti dallo Stato del North Dakota e dei bulli delle corporazioni non sono passate  inosservate. Non tutte le nostre preghiere sono state esaudite, ma questa volta, sono state ascoltate».

Il tracciato dell’oleodotto lungo 1.100 miglia era stato deviato verso i territori  tribali dopo che i cittadini del North Dakota – che poi hanno votato in maggioranza per Trump che sostiene il Dakota Access – lo avevano respinto perché avrebbe messo a rischio le loro comunità e l’acqua.  Ma l’oleodotto era quasi completato ed doveva solo ottenere  la servitù finale per passare sotto il fiume Missouri (nel Lake Oahe) solo mezzo miglio dal confine della riserva di Standing Rock. I sioux si sono ribellati sia perché l’oleodotto passerebbe sulle loro terre sacre sia perché metterebbe a rischio l’approvvigionamento idrico della tribù e di 17 milioni di persone a valle. Un’operazione che avrebbe una ricaduta culturalmente ed economicamente catastrofica per la tribù  Sioux e che metterebbe in pericolo  per una possibile fuoriuscita di petrolio il Missouri, il fiume più lungo dell’America del nord che attraversa diversi Stati Usa.

Archambault  aggiunge: «Invitiamo tutti protettori dell’acqua, come abbiamo fatto fin dall’inizio, ad unire le nostre voci in preghiera e a condividere pacificamente la nostra opposizione a questo oleodotto Il mondo intero ci sta guardando e se ci vedrà in preghiera e resistere pacificamente si unirà a noi».

Intanto, le pressioni dell’opinione pubblica hanno costretto lo sceriffo della contea di Gallatin, Brian Gootkin, adannullato la sua decisione di inviare rinforzi alle forze di polizia e private che si stanno confrontando con i Sioux e i loro alleati.

Oggi negli Usa sono previste quasi 200 iniziative per chiedere a Obama di annullare la costruzione dell’oleodotto Dakota Access e Michael Brune, direttore esecutivo di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista Usa, commmenta così la lettera del Department of army: «Siamo incoraggiati dalla decisione dell’amministrazione Obama di sospendere la concessione della servitù finale per l’approvazione dell’oleodotto Dakota Access, ma resta il fatto che non esiste un percorso sicuro per qualsiasi oleodotto, soprattutto quando attraversa uno specchio d’acqua. Dissacrando la terra tribale sacra con l’impiego di vigilantes privati che aizzano cani da attacco, Energy Transfer ha più volte dimostrato il suo disprezzo per la gente, la storia e il patrimonio degli Standing Rock Sioux, e la sua pipeline sporca e  pericolosa deve essere bocciata prima che la company possa infliggere ancora più danni».