Oms e Ocse: inquinamento atmosferico in Europa costa 1.463 miliardi di euro all’anno

1 europeo su 4 si ammala o muore prematuramente per l’inquinamento dell’ambiente

[29 aprile 2015]

Secondo lo studioEconomic cost of the health impact of air pollution in Europe”, reso noto dall’ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), «il costo economico  dei circa 600.000 decessi prematuri e malattie provocate dall’inquinamento in Europa, raggiungevano, nel 2010, la cifra di 1.600 miliardi di dollari», ovvero 1.463 miliardi di euro. Un ammontare che equivale praticamente al 10% del Pil dell’Unione.

Il nuovo studio, innovativo nel suo genere, è stato presentato in aperture del summit sull’ambiente e la salute in Europa che è in corso ad Hsaif, in Israele, dove oltre 200 rappresentanti di Paesi europei, organizzazioni internazionali e Ong stanno esaminando realizzazioni, lacune e difficoltà, e fisseranno le priorità future.

La direttrice dell’Oms per l’Europa, Zsuzsanna Jakab,  ha sottolineato che «è redditizio attenuare gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute. Le basi fattuali che disponiamo danno ai decisori dei pubblici poteri una ragione imperiosa per agire. Se differenti settori si unissero in questa lotta, salveremmo più vite e otterremmo così dei risultati per i quali altrimenti servirebbero somme in denaro esorbitanti. Il lavoro intersettoriale è la spina dorsale del processo Ambiente e Salute, avviato  26 anni fa, e che oggi è ancora più pertinente nelle discussioni che hanno luogo durante questa riunione di Haïfa».

Il rapporto Oms/Ocse è  la prima valutazione del peso economico rappresentato da morti e malattie causate dall’inquinamento dell’aria esterna nei 53 Paesi dell’Europa, ed evidenzia che «da solo, il costo economico dei decessi rappresenta più di 1,4 trilioni di dollari. Aggiungendo ancora il 10% a questo ammontare per rappresentare il costo delle malattie derivanti dall’inquinamento dell’aria, si ottiene un totale di circa 1,6 trilioni di dollari. In non meno di 10 dei 53 paesi della Regione, questo costo è uguale o superiore al 20% del Pil nazionale». Di fronte a queste cifre la lotta all’inquinamento non è “solo” un aspetto del principio di precauzione – perché non vietare allora del tutto il traffico auto, responsabile in Italia di 5mila morti l’anno solo per incidenti stradali, per non parlare dell’inquinamento? – ma una concreta opportunità economica, ambientale e di giustizia sociale.

Lo studio applica la metodologia proposta nel 2014 dall’Ocse, che si basa sui calcoli delle più recenti stime economiche dell’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico. Il valore economico dei decessi e delle malattie da inquinamento dell’aria corrisponde alla cifra che le società sono “disposte a pagare” per evitarle con i necessari interventi. In questi calcoli, macabri ma funzionali, viene attribuito un valore ad ogni decesso o caso di malattia, qualunque sia l’età della persona, e varia in funzione del contesto economico nazionale.

Oltre il 90% dei cittadini della regione europea sono esposti (in ambienti aperti) a livelli annui di particolato fine superiori alle raccomandazioni dell’Oms sulla qualità dell’aria. Nel 2012, questo significava 482.000 morti premature, dovute a malattie cardiovascolari o respiratorie, malattie coronariche e incidenti vascolari cerebrali, così come cancri al polmone. Nello stesso anno l’inquinamento indoor ha provocato 117.200 morti premature, 5 volte più nei Paesi a reddito basso e medio che nei Paesi ad alto reddito.

Secondo Christian Friis Bach, segretario esecutivo della Commissione economica Onu per l’Europa (Cee-Onu), «la lotta contro l’inquinamento dell’aria è diventata una delle principali priorità politiche. La qualità dell’aria sarà un tema chiave della prossima conferenza ministeriale “Environment for Europe”, che si terrà in Georgia nel  2016: oggi 51 Paesi trovano delle soluzioni comuni nel quadro della Convenzione della Cee-Onu sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza. Questi lavori devono essere intensificati per ridurre ancora l’inquinamento dell’aria e devono essere estesi a più Paesi e ad altre regioni».

E’ dunque utile ricordare che il costo dell’impatto sanitario dell’inquinamento dell’aria è solo uno dei numerosi studi sull’impatto dell’ambiente sulla salute umana che saranno resi pubblici ad Haïfa, come il nuovo rapporto “Improving environment and health in Europe: how far have we gotten?” pubblicato da Oms e Cee-Onu, secondo il quale  «1 europeo su 4 si ammala ancora o muore prematuramente a causa dell’inquinamento dell’ambiente».

Diversi studi si basano su tematiche prioritarie, come l’acqua e l’impianti igienicvi-sanitari, la qualità dell’aria, il contesto dove vivono quotidianamente i bambini, i prodotti chimici e l’amianto, il cambiamento climatico e le ineguaglianze in campo sanitario. «Dimostrano tutti che se i progressi sono stati rimarchevoli, sono anche stati ineguali», conclude l’Oms.