Otto punti per migliorare la Strategia energetica nazionale (Sen), secondo Ermete Realacci

«In analogia con quanto accade per altri Paesi, va posto anche l’obiettivo della produzione elettrica al 100% di fonti rinnovabili»

[10 agosto 2017]

L’elaborazione della nuova Strategia energetica nazionale è strettamente connessa agli impegni per il contrasto ai mutamenti climatici in atto ed è un passaggio importante per capire il futuro economico, ambientale, sociale, geopolitico del nostro Paese. Il Parlamento ha per questo chiesto ed ottenuto un prolungamento dei tempi per la consultazione pubblica aperta ai soggetti interessati e ritiene necessario individuare forme di legittimazione parlamentare del documento finale. Per il futuro dell’Italia servono obiettivi al tempo stesso ambiziosi e praticabili.

Data l’importanza del tema abbiamo deciso di proporre anche, a titolo personale, un contributo al dibattito in corso su alcuni dei punti che riteniamo significativi. In particolare:

• introdurre anche un orizzonte al 2050; oltre agli obiettivi legati all’efficienza per quella data, in analogia con quanto accade per altri Paesi, va posto anche l’obiettivo della produzione elettrica al 100% di fonti rinnovabili;

• un forte ruolo nell’aumento della generazione elettrica da rinnovabili può venire dalla promozione dell’autoconsumo e dello scambio sul posto attraverso una forte diminuzione degli oneri di sistema per cittadini, imprese ed enti locali.

• l’obiettivo dell’eliminazione del carbone nella produzione elettrica, qualificante nel confronto con altri Paesi europei, va collocato prima del 2030;

• il 48% di fonti energetiche rinnovabili nella produzione elettrica al 2030 appare un obiettivo timido, potrebbe essere portato almeno al 55%;

• il gas può svolgere un ruolo importante nella transizione, ma l’insieme delle proposte avanzate vanno sottoposte ad un’analisi più accurata rispetto alla loro effettiva utilità per il Paese. Nella trazione il metano, con la piena integrazione del biogas, può svolgere un ruolo importante nei grandi mezzi e può essere centrale anche nel trasporto marittimo;

• per la mobilità elettrica è fondamentale una rapida e completa diffusione dei punti di ricarica in tutto il Paese, oltre a facilitazioni normative nell’uso urbano. Grande attenzione va posta anche alla riconversione della filiera automotive;

• è necessario semplificare la normativa sulle rinnovabili, ovviamente senza abbassare la tutela ambientale, in particolare per il revamping degli impianti eolici e solari esistenti;

• un grande contributo alle politiche energetiche e di contrasto ai mutamenti climatici può venire dagli interventi sull’efficienza energetica che incrociano anche la missione dell’industria 4.0. Le politiche di incentivazione fiscale nell’edilizia vanno rafforzate e qualificate, puntando anche ad una maggiore integrazione tra efficienza e messa in sicurezza antisismica e prevedendo interventi in favore dei cittadini incapienti.

di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera