Paradossi cinesi: investimenti in rinnovabili e batterie al piombo abbandonate

[25 maggio 2015]

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DA SHANGHAI. La sfida energetica globale richiede uno sforzo continuo in materia di ricerca e innovazione. Che si tratti di Powerwall, l’accumulatore di energia da parete di Tesla, o dei continui sviluppi del settore delle energie rinnovabili, le ultime notizie ci ricordano che esistono soluzioni per razionalizzare il consumo di energia tramite l’efficienza energetica.

Assistiamo al progresso dell’Occidente, convinti che dall’altro capo del mondo anche la Cina ponga particolare attenzione al mercato delle energie rinnovabili. Ed è vero, ma il rapporto tra il Paese e il consumo di energia può ancora definirsi malsano. Basti guardare all’uso delle batterie al piombo-acido. Secondo Shen Xiaoyue, un ingegnere affiliato al ministero della Protezione ambientale in Cina, il Paese «è il maggior produttore, consumatore ed esportatore di batterie al piombo-acido al mondo… più di 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti di batterie al piombo-acido sono generati in Cina ogni anno, ma meno del 30% sono recuperati e trattati secondo gli standard ufficiali».

Le batterie al piombo-acido, inventate nel 1859 dal francese Gaston Planté, in Cina sono soprattutto utilizzate per e-bike e scooter elettrici, perché sono economiche e possono essere ricaricate più volte (fattore chiave in Cina, dove la benzina è meno accessibile e più costosa). Ancor più promettenti, performanti ed efficienti, sono le batterie agli ioni di litio –ma una serie di ragioni, tra le quali spicca il costo più elevato, non permettono ancora alla Cina di cambiare rotta.

L’ampio utilizzo delle batterie al piombo-acido in Cina presenta un problema ecologico: rappresentano una tecnologia altamente impattante sull’ambiente e sono dannose per la salute, se non gestite correttamente a fine vita. Ed ecco perché è particolarmente grave ciò che accade nel Paese: quando le batterie al piombo-acido non sono più utilizzabili, non vengono riciclate, ma abbandonate. In alcune zone del Paese si può addirittura inciampare in batterie al piombo-acido per strada. E il problema è ancora più rilevante se si pensa che il loro intenso utilizzo non darà segni di rallentamento, perché, come riportato da Daxue Consulting (società specializzata nelle ricerche di mercato in Cina), le previsioni sostengono che il mercato delle batterie al piombo-acido crescerà del 16% nei prossimi 5 anni.

La Cina sta già investendo massicciamente nell’energia solare ed eolica per creare un futuro più verde, ma il problema dell’accumulo di energia rimane grave. Una soluzione migliore all’attuale utilizzo delle batterie al piombo-acido dovrà essere individuata; anche perché, come ha dichiarato Xia Qing, Chief Engineer ed ex vicepresidente della Research Academy of Environmental Sciences, «i tempi delle soluzioni a basso costo e ad alto livello d’inquinamento sono ormai passati».