Per l’Europa e l’Iran l’accordo sul nucleare resta valido. E anche per Cina e Russia

Mogherini: «L'accordo è abbastanza complesso e non ha bisogno di alcuna modifica»

[16 maggio 2018]

E’ stata fruttuosa la visita a Bruxelles del ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif: l’accordo nucleare G5+6 – Iran  (ma con l’uscita degli Usa è ormai G4+1) sembra salvo. L’unione europea ha confermato l’impegno a proseguire che Zarif aveva già ricevuto da cinesi e russi nelle sue precedenti tappe a Pechino e Mosca.

Nella conferenza stampa che ha fatto seguito al summit con i ministri degli esteri di Iran, Gran Bretagna, Francia e Germania, l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha confermato che «L’accordo iraniano, noto come  Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), è abbastanza complesso e non ha bisogno di alcuna modifica». L’Ue si schiera decisamente contro Trump e lo sfida: «La revoca delle sanzioni connesse alla questione nucleare iraniana e la normalizzazione degli scambi e delle relazioni economiche con Teheran costituiscono elementi essenziali dell’accordo – ha detto la Mogherini – Stiamo lavorando ad una soluzione praticabile,  a soluzioni che mantengano in vita l’accordo consentendo all’Iran di continuare ad esportare petrolio e alle banche europee di poter operare nel Paese. L’Unione Europea non ha intenzione di fare marcia indietro nell’accordo sul nucleare iraniano».

Intervistato da Euronews, Steven Blockmans, ricercatore del Centre for european policy studies, ha sottolineato che «Questo è uno dei successi dell’accordo, uno dei pochi a livello politico e diplomatico dell’Unione europea, che è stato mantenuto e fa ormai parte del suo lascito. L’Ue inoltre deve, a causa dalle proprie regole e obblighi nei confronti del diritto internazionale e della governance multilaterale, rispettare l’accordo. Infine, c’è una promessa fatta anche nei confronti delle aziende iraniane ed europee per preservare gli interessi economici dell’accordo».

Molto soddisfatto Zarif: «Il processo è iniziato, siamo sulla strada giusta e molto dipende da quello che faremo nelle prossime settimane. L’annuncio della Mogherini è una buon inizio, stiamo avviando il processo e abbiamo bisogno di ricevere quelle garanzie per fare il nostro meglio per andare avanti».

Gli Stati Uniti hanno risposto al summit Ue – Iran  imponendo subito sanzioni contro il governatore della Banca centrale iraniana Valiollah Seif e  Aras Habib, a capo della  Banca islamica irakena Al-Bilad, accusata di sostenere e finanziare il terrorismo.

Lo ha annunciato il segretario al tesoro Usa Steven Mnuchin, secondo il quale  Seif, attraverso il Corpo della Guardia della rivoluzione Iraniana (i Pasdaran) e la Banca islamica ‘Al-Bilad’, sostiene finanziariamente il movimento libanese Hezbollah, che gli Usa nella lista nera dei gruppi terroristici ma che ha vinto le elezioni in Libano e che è al governo di quel Paese.

Ieri e dopo l’incontro Ue – Iran a Bruxelles, il presidente francese Emmanuel Macron  e quello russo Vladimir Putin sono sentiti per telefono. Secondo il Cremlino, i due leader hanno discusso di Siria e hanno prestato «particolare attenzione» alla situazione creatasi in seguito all’uscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano. “La Russia e la Francia ribadiscono il loro impegno a rispettare l’accordo».

Mikhail Ulyanov, rappresentante permanente della Russia all’International atomic energy agency (Iaea), ha detto ai giornalisti che durante l’incontro tra Putin e il direttore generale dell’Iaea Yukiya Amano tenutosi a Sochi, il presidente russo «ha sottolineato la prontezza di Mosca a rimanere impegnata nell’ importante accordo nucleare firmato dall’Iran con le maggiori potenze nel 2015, nonostante la mossa degli Stati Uniti per uscire dall’accordo».

Ulyanov. ha aggiunto che «Per quanto riguarda l’Iran, il presidente ha riaffermato la disponibilità della Russia a continuare a portare a termine il Jcpoa, a prescindere dalla decisione degli Stati Uniti di ritirarsi».
insomma, dopo l’uscita dall’Accordo di Parigi sul clima e lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, anche il ritiro dall’accordo G5+1 – Iran segna il crescente divario in politica estera tra l’Unione europea e gli Usa. Ora bisognerà vedere se Trump manterrà le promesse di sanzioni contro gli europei se – Italia in testa -continueranno a fare i lucrosi affari petroliferi, energetici e manifatturieri con la Repubblica islamica.