La polizia ha arrestato 9 manifestanti

Petrolio delle sabbie bituminose, pellerossa e attivisti contro l’oleodotto canadese

Negli Usa cresce la lotta contro il Keystone XL Alberta-Golfo del Messico

[21 novembre 2014]

Nel tentativo di rompere il blocco dei manifestanti, che dura da più di un mese, contro l’oleodotto Trans Mountain delle sabbie bituminose della Kinder Morgan, la Royal Canadian Mounted Police ha arrestato almeno 9 attivisti che partecipavano al picchetto sulla Burnaby Mountain, nella British Columbia.

I manifestanti  sono accampati sulle pendici della montagna da  settimane – alcuni da settembre –  per protestare contro il progetto dell’oleodotto Trans Mountain che porterebbe lo sporchissimo greggio delle sabbie bituminose da Edmonton, nell’Alberta, a Burnaby, nella British Columbia e la Kinder Morgan vuole scavare  un tunnel sotto la Burnaby Mountain, mandando su tutte le furie gli abitanti dell’area, visto che la Burnaby Mountain è un’area protetta ed è percorsa da numerosi sentieri escursionistici che sostengono un ricco eco-turismo.

Per opporsi all’oleodotto i manifestanti hanno cominciato ad accamparsi all’inizio dell’autunno e circa 40 di loro a fine ottobre hanno respinto i geometri della Kinder Morgan che erano entrati nel p Parco per fare i rilievi, subito dopo la compagnia petrolifera ha chiesto un’ordinanza del tribunale per costringere i manifestanti ad abbandonare il presidio ed a sloggiare dal Parco, cosa che è riuscita ad ottenere all’inizio di questo mese, ma doversi manifestanti si sono rifiutati di abbandonare il picchetto anti-sabbie bituminose ed è arrivata la polizia.

«Quello che succede è molto deludente – ha detto al giornale locale The Province Lynne Quarmby, che insegna ala Simon Fraser University  e che ha partecipato alle proteste  – Posso solo supporre che la Royal Canadian Mounted Police  subisca una tremenda pressione da parte delle Kinder Morgan. In nessun altro modo non ha molto senso logico».

I manifestanti non vogliono lasciare la montagna, perché dicono che hanno il diritto di protestare e di stare nel loro Parco. «Ci stanno accusando di violazione dei confini di un parco della città,  che è un po’ assurdo e bizzarro, da uscirne pazzi. E’ una cosa strana che questa società con sede negli Usa possa  dire ai cittadini del Canada che stanno sconfinando in un parco – dice Stephen Collis, anche lui della Simon Fraser University, che partecipa al presidio permanente da ottobre – Dopo lo shock iniziale,  sento ribollire una specie di sdegno morale, dopo che qui in Canada si può essere privati ​​dei nostri diritti costituzionali, dei nostri diritti democratici, della nostra libertà di riunione e di parola».

La Kinder Morgan risponde che ogni mese di ritardo nella costruzione dell’oleodotto significa una perdita economica di milioni di dollari. La città di Burnaby, che si trova a est di Vancouver, non ne vuole nemmeno sentir parlare di un oleodotto che passa sul suo territorio e le comunità dei popoli autoctoni canadesi che vivono lungo il percorso della Trans Mountain pipeline hanno promesso battaglia. Il Grande capo Stewart Phillip, dell’Union of British Columbia Indian Chiefs, qualche giorno fa aveva detto alla Reuters che le comunità indigene stavano organizzando la lotta contro l’oleodotto «pino alla morte» e che sarà un’opposizione «estesa e veemente».

Trans Mountain è uno dei molti oleodotti con i quali le companies  sperano di trasportare le sabbie bituminose canadesi fino ai porti ed raffinerie per l’esportazione. Il più noto di tutti  è il famigerato progetto della Keystone XL pipeline, che dovrebbe trasportare il greggio delle sabbie bituminose dell’Alberta fino alle raffinerie del Texas sul Golfo del Messico, traversando tutto il Midwest Usa.

Negli Stati Uniti l’opposizione al Keystone XL  è fortissima, anche con atti di disubbidienza civile, ad anche b negli Usa a ci sono stati centinaia di arresti durante una manifestazione davanti alla Casa Bianca e più di 96.000 persone hanno firmato una “Pledge of Resistance “contro il mega-oleodotto e le proteste stanno aumentando e, se Barack Obama, cedendo alle pressioni del Partito Repubblicano e delle Big Oil,  dovesse dare il via libera al Keystone XL, in confronto  gli arresti di Burnaby Mountain potrebbero essere uno scherzo.