Petrolio e gas: cala l’occupazione in (quasi) tutto il mondo

"Colpa" del prezzo del petrolio. Reggono Asia e Medio Oriente, guai per Europa e Australia

[20 aprile 2015]

Secondo l’Oil & Gas Global Job Index di Hays, «La flessione del mercato del petrolio e del gas inverte il trend, tradizionalmente in crescita nel primo trimestre dell’anno. Tra gennaio e marzo 2015, infatti, non si è verificata la ripresa che caratterizza questo periodo, quando i volumi delle assunzioni solitamente ritornano a crescere dopo i rallentamenti della stagione estiva».

L’Index Hays, che dal 2010 monitora l’andamento delle ricerche lavorative per il comparto petrolifero, nel primo trimestre del 2015è sceso dall’1,16 al 0,95, con un calo del 28% dal dicembre 2014, e di ben il 42% in un anno. Gli esperti di Hays spiegano che «Ora che l’effetto della recessione si è pienamente attuato, le società operative e di servizio stanno implementando strategie e misure di cost-saving in tutte le macroaree geografiche del comparto, per assicurarsi profitti».

Per John Faraguna, managing director di Hays Oil & Gas, «Un aumento dei prezzi del petrolio non sembra possa concretizzarsi nel breve periodo e l’industry si sta già adattando al nuovo regime di prezzi ribassati. Le misure di salvaguardia dei costi che verranno messe in atto, influenzeranno inevitabilmente i piani di assunzioni e le decisioni prese oggi avranno ricadute sulla forza lavoro di domani. Ecco perché è importante che le aziende continuino ad assumere, evitando di creare un divario di competenze in futuro. Ci sono ancora, per esempio, disponibilità economiche consistenti: l’Asia e il Medio Oriente, mostrano una crescita nell’attività di assunzione rispetto al precedente trimestre, sebbene al di sotto dei primi tre mesi del 2014».

L’Hays Oil & Gas Job Index fornisce anche i dati da gennaio a marzo 2015  per ciacscuna area geografica. eccoli:

Europa: Il costo di produzione di petrolio nel Mare del Nord e la lenta estrazione ed esplorazione di giacimenti di shale gas del continente fanno pagare lo scotto al mercato del lavoro. Dopo le elezioni di maggio il governo del Regno Unito si ritroverà presto sotto pressione, obbligato a rivedere le riforme fiscali per dare il via alla sua produzione di petrolio.

Comunità degli Stati indipendenti (ex Urss): Le sanzioni occidentali, insieme alla caduta dei prezzi del petrolio, hanno portato negli ultimi sei anni il Job Index della Comunità degli Stati Indipendenti ai livelli più bassi di sempre. La Russia ha rivolto la sua attenzione all’Asia – in particolare alla Cina – sia per gli investimenti finanziari, sia per la ricerca di personale necessario a completare i progetti, condicio sine qua non per continuare ad assicurarsi profitti derivanti dalle esportazioni di petrolio e gas.

Medio Oriente: Le aziende, che come la Saudi Aramco stanno assumendo immigrati occidentali con esperienze specializzate nella realizzazione di progetti infrastrutturali, hanno contribuito a stabilizzare l’Indice. Il mercato del lavoro dovrebbe rimanere relativamente forte tra il secondo ed il terzo trimestre, ma è ancora troppo presto per poter prevedere una crescita dell’Index ai livelli del 2014.

Africa: L’aumento del costo della produzione da un lato, e il calo del prezzo del petrolio dall’altro, stanno costringendo le aziende a frenare le assunzioni, causando il crollo dell’Index al di sotto dei livelli del primo trimestre del 2011. L’Africa prevede di rappresentare il 15% della spesa globale di capitale off-shore nel corso del 2015, registrando un +10% rispetto ai livelli del 2014. Se i timori per la situazione sanitaria locale dovessero scomparire, il Job Index potrebbe tornare a crescere nel corso del 2015, anche se sarà difficile raggiungere i picchi percentuali degli anni precedenti.

Asia: L’Asia si attesta come la più forte delle aree prese in considerazione dall’Index. La competenza e la comprovata esperienza nella progettazione e costruzione di impianti di produzione off-shore sono tra i motivi per cui la regione ha visto una crescita sostanziale. Aziende con progetti in itinere hanno già impegnato le finanze necessarie. Ci si aspetta, pertanto, qualche tempo prima che siano realizzate nuove modifiche ai piani di assunzione.

Nord America: Se da una parte il calo del prezzo del petrolio sta iniziando ad avere i primi effetti determinando un ridimensionamento delle operazioni con economie sfavorevoli, dall’altro i progetti GNL (Gas Naturale Liquefatto) sulla costa del Golfo spingono la richiesta di nuovo personale per la loro realizzazione.

Sud America: La decisione dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) di non tagliare la produzione ha colpito duramente la regione, specie il Venezuela. Questo, in aggiunta alle continue indagini all’interno della Petrobras, ha ostacolato la crescita del mercato del lavoro. Le continue riforme nel settore energia in Messico e l’annuncio del Round One in programma entro la fine dell’anno dovrebbero avere un effetto positivo sull’Indice nel terzo trimestre.

Australia: I progetti GNL (Gas Naturale Liquefatto) si stanno spostando dalle fasi di progettazione e costruzione a quelle operative, con conseguente riduzione della domanda di nuovi talenti. L’Index di conseguenza ha subìto un calo per quattro trimestri consecutivi, fino ad un lieve recupero nel maggio 2014.