Petrolio: la Shell vuole trivellare il Piemonte tra le provincie di Novara, Vercelli, Biella (e Varese)

Il 6 febbraio conferenza dei servizi per esaminare la richiesta di prospezione. Legambiente: la Regione dica no alla deriva petrolifera

[5 febbraio 2018]

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta dice «No a nuove estrazioni petrolifere», un messaggio chiari inviato alla vigilia della conferenza dei servizi convocata in Regione Piemonte per esaminare la richiesta della Shell di autorizzare attività di prospezione e possibili nuove trivellazioni in un’area di 462 km2 tra le provincie di Novara, Vercelli, Biella e Varese.

Il Cigno Vede Piemontese sottolinea che «L’obiettivo finale di Shell è quello di “valutare l’opportunità di effettuare ulteriori attività di verifica dell’esistenza del giacimento” nell’area del permesso di ricerca di idrocarburi denominato “Cascina Alberto”, territorio compreso tra i comuni di Gattinara, Ghemme, Sizzano e le aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, zone che hanno un’economia prevalentemente basata sul turismo con centinaia di migliaia di presenze all’anno con un’offerta che si basa su natura e paesaggio. La Shell utilizzerebbe due tecniche di prospezione del terreno. La prima, chiamata “vibroseis”, prevede onde elastiche prodotte facendo vibrare una massa di una certa dimensione e trasmettendo le vibrazioni al suolo. La seconda tecnica prevede invece che le onde elastiche vengano innescate facendo detonare una carica esplosiva direttamente nel terreno».

Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta ribadisce: «Siamo fermamente contrari alla deriva petrolifera nella nostra Regione a cominciare dalle prime attività di ricerca e prospezione sia per il rischio a cui verrebbero sottoposti il territorio e la popolazione, sia perché il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti e protagonismo delle grandi lobby. Piuttosto che diventare terreno di conquista delle compagnie petrolifere l’area dovrebbe essere tutelata e valorizzata per la sua vocazione turistica e la pregiata produzione vitivinicola».

Ma Dovana ricorda anche alla Regione gli impegni internazionali presi dall’Italia dai quali il Piemonte non può certamente tirarsi fuori: «L’Accordo di Parigi indica una strada da seguire e non è certamente quella di investire nelle fonti fossili che non solo continuano a diminuire nei consumi  – negli ultimi 10 anni il gas è diminuito del 14% mentre il petrolio del 39% dal 2000 ad oggi – ma che non possono garantire quella sicurezza energetica di cui tanto si parla. Il futuro è nelle fonti rinnovabili, già oggi competitive e in grado di soddisfare il 32% dei consumi elettrici nazionali e in Piemonte il 39%. Un grande risultato che dimostra come si debba guardare a un modello energetico sempre più distribuito, pulito, innovativo e integrato nei territori. Per questo chiediamo alla Regione Piemonte di opporsi al tentativo di Shell, coerentemente con gli impegni che il nostro governo ha preso alla Cop21 di Parigi».