Il petrolio è scaduto: Cospe aderisce alla campagna per il “Sì” al referendum del 17 aprile

Anche la onlus “Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti”, che opera in oltre 30 paesi, si schiera contro le trivelle

[30 marzo 2016]

cospe no triv

Il 17 aprile i cittadini sono chiamati a votare per il referendum sulle trivelle. Un referendum di cui si parla pochissimo e che rischia di non raggiungere il quorum necessario per essere approvato. Per evitare che questo accada Cospe onlus ha deciso di unirsi alla campagna del coordinamento nazionale No triv, invitando gli italiani a votare e far votare “Sì” per fermare le trivelle e schierarsi per la protezione del mare e delle nostre coste.

Fermare le concessioni delle trivelle è un primo decisivo segnale per andare verso un futuro senza combustibili fossili, per mantenere il riscaldamento del pianeta sotto 1 grado e mezzo, come promesso a Parigi da noi e da altri 193 paesi. Il petrolio è una fonte di energia che compromette il futuro del nostro paese; continuare ad estrarlo dai nostri fondali vuol dire rinviare quell’inversione di rotta verso le energie rinnovabili che i cambiamenti climatici ci impongono, vuol dire danneggiare il nostro paese in alcune delle sue risorse principali, il turismo, la pesca e le economie costiere.

Queste estrazioni sono doppiamente inutili: da una parte mettono a rischio il nostro patrimonio ambientale, e i tanti posti di lavoro che da esso dipendono, dall’altra contraddicono gli impegni che l’Italia si è assunta sottoscrivendo il recente Accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici.

Votando Sì si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Se infatti le società petrolifere non possono più richiedere nuove concessioni per la ricerca e l’estrazione in mare entro questa distanza, le attività già in corso avrebbero come unica scadenza l’esaurimento naturale dei giacimenti.

Il voto del Sì è un significativo cambio di rotta nelle nostre politiche energetiche, e mette definitivamente al riparo i nostri mari dall’estrazione di combustibili fossili.  In questo modo, tutte le attività di ricerca ed estrazione andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni.

Per diffondere il più possibile questo messaggio Cospe rilancia la campagna social  #NoTriv, con lo slogan “Le uniche trivelle che ci piacciono sono quelle che aprono cose buone”.

Invitiamo tutti alla partecipazione attiva: basta farsi una foto assieme ad un cavatappi, postarla sulla pagina Facebook o sul Twitter  di Cospe, o pubblicarla sul proprio profilo, taggando Cospe per far diffondere un concetto forte e chiaro: “Insieme facciamogli fare fiasco! Il 17 aprile, vota Sì al referendum contro le trivelle!”.

Tutte le info e le foto: www.cospe.org/news/notriv. Per un approfondimento sul quesito referendario, un contributo di Duccio Basosi: http://www.cospe.org/news/transizioni-energetiche-e-trivelle-sul-referendum-del-17-aprile/

di Cospe