Piano di riassetto di Piancastagnaio: parla il sindaco Fabrizio Agnorelli

[22 novembre 2013]

Un taglio del nastro simbolico, quello che è avvenuto a Piancastagnaio, per segnare la chiusura degli interventi di riassetto (per un totale di investimenti da parte di Enel Green Power di circa 90 milioni di euro), come previsto nell’Accordo volontario attuativo (siglato nel 2009) del più ampio Accordo Generale sulla Geotermia.

«Si tratta», ci spiega il Sindaco di Piancastagnaio Fabrizio Agnorelli «di una serie di operazioni, iniziate nel 2012, che hanno comportato la dismissione della centrale geotermica PC2 con lo smontaggio del camino che aveva un’altezza di 50 metri e un diametro esterno di oltre 2 metri per un peso di 35 tonnellate, l’installazione dei nuovi impianti AMIS dotati del sistema per eliminare anche l’aerosol (Drift Eliminator) in tutte le altre centrali in servizio (PC3, PC4, PC5 ndr), la costruzione e l’entrata in funzione del nuovo “termodotto” che parte dalla centrale geotermoelettrica PC3 e fornisce calore alle serre di Floramiata e a tutte le aziende in località “Casa del corto” che ne faranno richiesta».

«Sono stati terminati –prosegue il Sindaco- anche gli interventi di efficientamento delle centrali PC3, PC4 e PC5 con la realizzazione di un anello di vapordotti che consente una distribuzione ottimale del fluido geotermico tra le tre centrali. In pratica è come se vi fosse un unico pozzo  geotermico, con una riduzione delle emissioni e una maggiore efficienza in termini di produzione. Si è poi conclusa anche la prima parte delle attività di perforazione del nuovo pozzo PC38 che fornirà nuovo vapore alle centrali in funzione».

L’area dove aveva sede l’impianto PC2 sarà adesso completamente riqualificata, con un restyling del vecchio fabbricato macchine, che è stato destinato ad ospitare gli  uffici per il personale di Egp.

Nell’ambito degli interventi di riassetto previsti, è stata inoltre completata anche la perforazione del primo piezometro (P6), che è parte qualificante del piano di monitoraggio previsto in progetto.

«E’ stata una procedura lunga -ci ha detto il Sindaco- e la speranza era senza dubbio di arrivare in un periodo più breve alla fine del percorso, ma le necessarie attività di studio messe in campo per avere le garanzie indispensabili riguardo alla tutela dell’ambiente e della salute della popolazione hanno fatto dilatare i tempi. Tutti i risultati degli studi ci confortano e abbiamo dunque potuto prendere le decisioni per andare avanti con quanto previsto dall’Accordo sia per il previsto aumento di potenza installata che per la fornitura di calore e al tempo stesso gli interventi per ridurre gli impatti».

Le tre centrali di Piancastagnaio a regime avranno una potenza complessiva di 60 MW, mentre durante la fase del riassetto la potenza effettiva era minore.

«Come comunità –dice Agnorelli- noi diamo un contributo importante per la produzione di energia elettrica e in cambio abbiamo chiesto la fornitura di calore per le attività economiche e per il riscaldamento».

Il termodotto appena ultimato porta il vapore dalla centrale PC3 alle serre di Floramiata, all’area di Casa del Corto e sarà messo a disposizione delle aziende che lo richiederanno, ma è intenzione del Sindaco far sì che possa raggiungere l’abitato e le altre aziende dell’area PIP nei primi mesi del 2014, e in un secondo momento, anche l’altra area artigianale della Rota per arrivare, infine, a realizzare una rete di teleriscaldamento con il vapore geotermico a servizio del centro abitato di Piancastagnaio.

«Per le risorse», ci spiega Agnorelli «per il primo stralcio, verrà coperto utilizzando sia la quota comunale che parte di quella regionale del Fondo Geotermico».