Il picco del petrolio nel 2035? Ma la domanda mondiale è destinata a crescere fino al 2030

Auto elettriche e efficienti: divario crescente fra mondo sviluppato e in via di sviluppo

[18 ottobre 2017]

Diversi esperti di energia prevedono che la domanda mondiale di benzina raggiungerà il picco entro 13 anni grazie all’impatto delle auto elettriche e dei motori più efficienti, ma nel suo rapporto “The rise and fall of black gold – When will peak oil demand strike?” Wood Mackenzie, prevede che l’adozione di veicoli elettrici possa ridurre in modo significativo la domanda di benzina, in particolare dopo il 2025, quando le vendite di auto a batteria supereranno quelle a combustibili fossili.

Il nuovo rapporto suggerisce che «la domanda globale della benzina è probabile che raggiunga il  picco entro il 2030».

Wood Mackenzie dice che la crisi dei prezzi non ha dato un colpo fatale all’industri petrolifera, ma la prossima crisi potrebbe diventare permanente: «Negli ultimi anni, l’industria petrolifera ha perso mordente, ma ne è venuta fuori a testa alta e guardando al futuro. Ma si trova di fronte a delle perturbazioni; una prospettiva scoraggiante sia per gli acquirenti che per i venditori. Abbiamo già assistito  all’aumento dell’energia rinnovabile che ha determinato un cambiamento nel mercato.  Allora cosa significa tutto questo cambiamento per la domanda del petrolio e il futuro dell’industria?»

Il rapporto prova a rispondere con un’altra domanda: «Veicoli elettrici – solo l’inizio?» e risponde che «Dei  96 milioni di barili di petrolio consumati globalmente ogni giorno, quasi 60 milioni vengono utilizzati nei trasporti. Tuttavia, i progressi tecnologici, sia nell’efficienza dei carburanti, sia nel passaggio a veicoli ibridi e elettrici, sembrano ostacolare la domanda».

Un trend che emerge anche dalle vendite di auto elettriche nei diversi continenti. Secondo gli esperti di Wood Mackenzie, «L’aumento dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili spiega alcuni dei divari crescenti tra il mondo sviluppato e quello emergente. La domanda di petrolio nei Paesi sviluppati ritornerà al declino strutturale entro il 2020, eliminando circa quattro milioni di barili al giorno entro il 2035. Al contrario, le economie in via di sviluppo aumenteranno la loro domanda di petrolio di quasi 16 milioni di barili al giorno entro il 2035». Anche se il picco della domanda di petrolio per i trasporti a livello mondiale dovrebbe essere raggiunto entro il 2030, il rapporto prevede «la crescita continua della domanda complessiva globale del petrolio, sostenuta dal settore petrochimico. Tuttavia, la prospettiva di un picco della domanda di petrolio di picco è molto reale. L’industria deve iniziare a pianificare ora se vuole essere preparata a  ciò che ha di fronte».

Paesi come Regno Unito, Francia, Norvegia, Olanda, Islana e Slovenia hanno detto che vieteranno la vendita delle auto a diesel e benzina entro un periodo che va dal 2025 al 2040 e la Cina, il più grande mercato automobilistico del mondo, è sulla stessa strada e l’India ha annunciato che la seguirà. E’ chiaro che questo avrà un impatto significativo sulla domanda petrolifera.

Alan Gelder, analista senior di Wood Mackenzie, ha detto a The Guardian che le increspature sulla superficie del mercato dei combustibili fossili si faranno sentire  molto prima e che «Le compagnie petrolifere stanno già disinvestendo dalle raffinerie e diminuisce il numero delle stazioni di servizio, Stiamo diventando sempre più efficienti nell’utilizzo della nostra energia. Così, mentre  le economie crescono facciamo sempre meno affidamento sul  petrolio, quindi l’importanza del petrolio nell’economia globale dovrebbe diminuire nel tempo. Per i paesi che si affidano fortemente alle entrate delle imposte sui carburanti, come ad esempio i 28 miliardi di sterline di tasse che arrivano al Regno Unito ogni anno , il crollo della domanda di benzina costituirà una sfida per i governi».

A breve termine, le modifiche normative per gli standard di efficienza dei combustibili imposti negli Usa da Barack Obama sull’esempio di quelli europei e cinesi saranno il maggiore ostacolo alla crescita della domanda di combustibili fossili. Poi l’impatto maggiore dovrebbe venire dalle auto elettriche.

Toyota ha annunciato che testerà automobili elettriche, da mettere in strada in Giappone dal 2020, che  sono dotate di intelligenza artificiale per aiutare le auto  a comprendere meglio i loro guidatori e ad adattarsi. Un progetto  di auto senza guidatore, la Concept i-series, che può anche essere pilotato manualmente. La Toyota ha spiegato che l’intelligenza artificiale valuterà «Le emozioni e il livello di vigilanza leggendo le espressioni, le azioni e il tono di voce del guidatore».

Gelder è convinto che le vendite delle auto elettriche decolleranno dopo il 2025: «Quanto più si va nel futuro, più auto elettriche  ci saranno» e prevede che entro il 2030 i modelli plug-in rappresenteranno il 10% delle vendite di nuove auto, ma «Se le città cominceranno a vietare le automobili con il motore a combustione, questo accelererebbe rapidamente il passaggio ai veicoli elettrici»,

Mentre la benzina raggiungerà il picco prima,  gli analisti prevedono che il picco della  domanda globale di petrolio sarà raggiunto intorno al 2035, dato che la sua crescita è determinata sia dalle politiche di lotta al cambiamento climatico che dalla maturazione delle economie dei Paesi in via di sviluppo.

Alla Wood Mackenzie sottolineano che «Anche se il mercato si preoccupava dell’offerta di approvvigionamento petrolifero, la preoccupazione principale dell’industria è il picco della domanda. La prospettiva di un picco della domanda di petrolio è molto reale» e prevede che il picco della domanda di picco di petrolio sia anticipato di una decina di anni rispetto alla previsione fatta dalla BP per la metà degli anni 2040 e di 5 anni rispetto all’International energy agency che fissa il picco al 2040.

La previsione del picco della Wood Mackenzie  è addirittura più prudente di quello di alcune multinazionali petrolifere come la Shell che pensano che verrà raggiunto nei primi anni 2030  e potenzialmente anche verso la fine degli anni 2020, causa della crescita delle auto elettriche e alimentate da  biocarburanti. La Shell è convinta che l’impatto sulla domanda di petrolio di auto più efficienti nel consumare carburante supererà di gran lunga l’impatto dei veicoli elettrici.

Ma tutto potrebbe essere rallentato (o accelerato) dalla geopolitica impazzita di Donald Trump o dalle eterne guerre mediorientali: a causa degli scontri tra l’esercito irakeno e i peshmerga kurdi nelle aree petrolifere dell’Iraq e delle preoccupazioni per le sanzioni Usa contro l’Iran, il prezzo del petrolio si è assestato su uno dei suoi livelli più alti di quest’anno: 58,24 dollari al barile.