Pit e paesaggio, cosa ne pensano i comuni del Distretto delle aree geotermiche

I sindaci hanno presentato al Consiglio Regionale della Toscana le osservazioni al Piano di Indirizzo Territoriale

[24 ottobre 2014]

Il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT), con valenza di piano paesaggistico, adottato dal Consiglio Regionale della Regione Toscana lo scorso 2 luglio, non convince del tutto i Sindaci delle aree geotermiche che hanno pertanto presentato le loro osservazioni, scrivendo al Presidente del Consiglio Regionale.

A firmare le osservazioni i Sindaci dei Comuni di Arcidosso, Santa Fiora, Roccalbegna, Montieri, Monterotondo Marittimo, Chiusdino, Radicondoli, Monteverdi Marittimo, Castelnuovo Val di Cecina e Pomarance, in cui sono  evidenziate alcune problematiche ed incongruenze che emergono dal testo preparato dalla Giunta e adottato dal Consiglio Regionale, e che “potrebbero generare dubbi e limitazioni allo sviluppo territoriale su argomenti, tra l’altro, già ampiamente discussi, approfonditi e valutati dagli organismi competenti”. Il riferimento riguarda in particolare “il tema Geotermia” che –scrivono i Sindaci- “è cruciale per lo sviluppo delle nostre zone nel rispetto della compatibilità ambientale e sanitaria, peraltro già assicurata dall’enorme mole di studi fatti e riconosciuti dalle Amministrazioni competenti”.

Numerosi sono i passaggi presenti negli elaborati del PIT che, si legge ancora nelle osservazioni presentate, “contraddicono palesemente quanto asserito dagli Studi effettuati negli ultimi anni sul tema Geotermia”.

A titolo di esempio si indica una frase ricorrente sia nelle schede monografiche dei territori (Val di Cecina, Monte Amiata, Colline Metallifere) sia nel Rapporto Ambientale che accompagna il PIT, e che fa riferimento al fatto che lo “Sfruttamento delle risorse geotermiche in contesti di alto valore naturalistico” comporti “pesanti fenomeni di subsidenza e di inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde sotterranee”.

Temi -che fanno osservare i Sindaci- proprio negli ultimi anni sono stati trattati e valutati più volte da studi commissionati proprio dalla Regione Toscana (lo “Studio geostrutturale, idrogeologico e geochimico ambientale dell’area amiatina” a cura dell’Università di Siena del 2008; il parere dell’INGV del 2009; il “Rilievo geostrutturale preliminare dell’apparato vulcanico del Monte Amiata” di EDRA del 2006; l’“Indagine geochimica ed isotopica delle sorgenti termo ed oligominerali dell’area amiatina” nell’ambito del Progetto MAC GEO a cura dell’Università di Firenze) e che concordano sulla “sostanziale inesistenza della ipotizzata “connessione idraulica” tra l’acquifero superficiale potabile e il serbatoio geotermico”.

Inoltre i Sindaci rilevano il fatto che la regione Toscana ha anche previsto di verificare sull’Amiata quanto asserito dagli Studi con la realizzazione di piezometri per controllare i dati reali del livello dell’acquifero.

Di questi piezometri uno è stato realizzato dalla Regione stessa in località Poggio Trauzzolo nel 2010, che assieme agli altri in esercizio (piezometro 6 – Madonna del Castagno, piezometro 7 – La Valle, piezometro 4) tengono sotto controllo il livello dell’acquifero sull’Amiata.

“Ebbene –osservano i Sindaci- questi dati reali misurati dai piezometri in esercizio, a partire dai primi mesi del 2013, indicano che il bacino acquifero del Monte Amiata è in continua risalita e l’andamento mostra, chiaramente, con uno sfasamento temporale dovuto al tempo di corrivazione delle acque, la correlazione con il regime di piovosità/nevosità e null’altro”.

Oltre agli studi sugli aspetti ambientali, i Sindaci ricordano anche lo studio epidemiologico realizzato nel 2010 (“Progetto di ricerca epidemiologica sulle popolazioni residenti nell’intero bacino geotermico toscano”), per conto della Regione Toscana,  dall’Agenzia Regionale di Sanità Toscana (ARS), Fondazione Toscana Monasterio, CNR PISA, Università di Pisa, e gli aggiornamenti successivi a cura sempre di ARS e ARPAT da cui “emerge che le emissioni geotermiche hanno un ruolo del tutto marginale, se non proprio assente, sullo stato di salute della popolazione”.

Un’altra “incoerenza” sottolineata nelle osservazioni riguarda “le affermazioni contenute nella proposta di PIT e i procedimenti autorizzativi rilasciati dalla stessa Regione Toscana negli ultimi mesi, all’interno dei quali si riconoscono gli elementi di compatibilità con il contesto ambientale nei quali si collocano gli stessi”.

“A titolo di informazione e a conforto –scrivono- ci risulta che anche il TAR TOSCANA, esprimendosi sul ricorso di alcuni comitati avverso alla Centrale Bagnore 4, abbia richiamato puntualmente gli Studi che confermano la non problematicità della Geotermia”.

“Pertanto –concludono- alla luce di quanto sopra esposto riteniamo indispensabile e chiediamo una revisione del testo del PIT nei punti in cui vengono evidenziate le criticità sopra ricordate, che, stando a quanto la stessa Regione ha asserito più volte e sulla base degli studi citati, non risultano corrispondere alla situazione reale, ed un aggiornamento complessivo delle schede, del rapporto Ambientale e di tutti gli altri documenti alla luce degli Studi e dei pareri espressi”.

I rapporti citati sono disponibili per la consultazione anche sul sito CoSviG a questo link: http://www.distrettoenergierinnovabili.it/der/s/geotermia-news/atti-bandi-delibere-e-documenti