Plutonio nella Loira, come ci è arrivato? (VIDEO)

Centrale nucleare di Saint-Laurent-des-Eaux: gravi incidenti passati sotto silenzio

[22 maggio 2015]

Plutonio Loira a

 

In Francia il documentario “Nucléaire, la politique du mensonge?”, trasmesso qualche giorno fa da Canal+  ha rivelato all’opinone pubblica i gravi incidenti avvenuti nel 1969 e nel 1980 nella centrale nucleare di Saint-Laurent-des-Eaux (Loir-et-Cher). Nel 1980 del plutonio è stato sversato direttamente nella Loira ed ora il suolo dei Comuni  intorno alla centrale, potenzialmente ancora contaminati, sono interessati dalla costruzione di nuovi edifici, compresa una scuola.

In quello che è uno dei più importanti fiumi francesi ed europei, sono finiti 20 kg di combustibile nucleare che erano entrati in fusione e nello stessi incidente vennero rilasciati gas radioattivi. Ad ammetterlo è stato l’ex amministratore delegato di EDF,  che ha confermato che anche del plutonio, una sostanza molto radioattiva e tossica, è stato sversato nella Loira, il tutto senza che la centrale nucleare avvisasse la popolazione.

Dopo la messa in onda del documentario, l’Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (Irsn) in una nota ha precisato che del plutonio è stato davvero trovato nei sedimenti fluviali, ma che non proverrebbe dall’incidente noto del marzo 1980… ma da un altro avvenimento: il ribaltamento di un container dove era stoccato combustibile nucleare, avvenuto lo stesso anno ma un mese dopo, ad aprile.  La coalizione anti-nucleare francese Réseau “Sortir du nucléaire” sottolinea che «Se questa informazione verrà confermata, bisogna dedurne che all’epoca il rilascio di plutonio era moneta corrente?>

Secondo i no-nuke francesi, dato che a chi vive nei dintorni della centrale non è mai stato comunicato nulla di tutto questo, «E’ probabile che degli elementi radioattivi siano sempre presenti nei sedimenti della Loira e nei suoli intorno alla centrale». In effetti, in una carta del Commissariat à l’Énergie Atomique del 1999 – già pubblicata da grenreport.it –  tutto intorno alla centrale si vedono importanti concentrazioni di Cesio 137, un elemento radioattivo  emesso durante gli incidenti nucleari.

“Sortir du nucléaire” fa notare che «La regione intorno alla centrale nucleare non è un deserto! I Comuni rivieraschi hanno conosciuto una forte crescita demografica». Nel raggio di 2 Km dall’impianto nucleare si continua a costruire e proprio di fronte alla centrale nucleare sono in vendita terreni edificabili. Nel settembre 2014 il comune di Avaray ha addirittura inaugurato una nuova scuola primaria prprio all’ombra della centrale, anche se dal 2010 è ufficialmente sconsigliato realizzare edifici “sensibili”, come quelli scolastici,  all’interno del perimetro di “sicurezza”.

Dopo la trasmissione del reportage “Nucléaire, la politique du mensonge?”, la ministra dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia, Ségolène Royal ha annunciato l’avvio di un’inchesta per  identificare le circostanze dell’incidente del 1980. La Royal il 6 maggio ha chiesto agli atuali dirigenti EDF ed a quelli dell’epoca di favorire in ogni modo un inciesta da parte del Conseil général de l’économie e del Conseil général de l’environnement et du développement durable, per «Fare completamente luce sulle circostanze dell’ccaduto e sull’informazione della quale hanno beneficiato, allora, le autorità  di controllo».

Ma in una lettera inviata alla ministra, “Sortir du nucléaire”  evidenzia che «Se questa inchiesta è indispensabile, non può restare allo stadio della comprensione dei fatti. Non sarebbe comprensibile che i responsabili di queste gravi infrazioni  –  che, come Marcel Boiteux, sono  riconoscibili senza alcun dubbio – siano dispensati dal rispondere sul piano giudiziario.  Noi speriamo anche che questa inchiesta tenga di conto delle informazioni evocate da una nota pubblicata il 18 maggio dall’Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (Irsn). In quella si indica di non disporre “di elementi dettagliati sulla produzione di effluenti e di scarichi radioattivi associati alle operazioni di ristrutturazione del reattore”, il che non rassicura quanto al loro impatto potenziale e richiede un’investigazione approfondita degli archivi di EDF».  “Sortir du nucléaire”  fa notare alla Royal  che le sostanze scaricate nella Loira «Non si  sono volatilizzate: il Cesio 137 e il plutonio 239, per citarne solo due, necessitano rispettivamente di 30 anni e di 24.000 anni per perdere la metàò della loro radioattività. Del plutonio che è stato sversato nella Loira, “ultimo fiume selvaggio d’Europa”, quanto se ne è accumulato nei sedimenti? Quanto resta presente sulle rive del fiume? Quale è lo stato della contaminazione della fauna e della flora?»

I no-nuke fanno notare a Madame la Ministre che «Sarebbe impensabile che un’inchiesta si contenti di determinare delle responsabilità passate senza anche affrontare le potenziali conseguenze di queste ricadute radioattive sui residenti vicino alla  centrale. E’ per questo, per assicurare la protezione dei residenti, che le chiediamo la realizzazione di una campagna di misurazione della radioattività esaustiva e rigorosa dei suoli dei comuni  intorno alla centrale. Questa campagna dovrebbe riguardare in particolare i suoli degli edifici pubblici e con assoluta priorità quella della scuola primaria aperta di nuovo ad Avaray. Le chiediamo che questa campagna di misurazione sia affidata ad un organismo indipendente dai poteri pubblici. Infine, se dovesse evidenziare la persistenza di importanti concentrazioni di radioattività,  ci attendiamo che le prenda tutte le disposizioni che si impongono per proteggere la salute dei residenti ed in particolare dei bambini».

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