Pompe di calore geotermiche: la potenza installata sarà di 127,4 GWt nel 2020

Lo prevede un rapporto di Navigant Research; intanto la Gran Bretagna aumenta gli incentivi per la loro installazione, nell’ambito del Renewable Heat Incentive (RHI).

[19 luglio 2013]

Il governo britannico aggiorna il sistema di supporto economico statale per le pompe di calore geotermiche, ad aria, e per le caldaie a biomasse e che dal prossimo anno potranno beneficiare di ulteriori incentivi nell’ambito del Renewable Heat Incentive (RHI).

Il Dipartimento dell’ Energia e i Cambiamenti Climatici (DECC) ha reso noto le quote previste per gli incentivi  alle pompe di calore, che saranno pari a 7.3 p/kWh  per quelle ad aria; 18.8 p/kWh per le pompe di calore geotermiche; 12.2 p/kWh per le caldaie a biomassa mentre i sistemi solari termici riceveranno 19.2 p/kWh.

Il DECC ha inoltre illustrato quali saranno le caratteristiche degli impianti che potranno beneficiare degli incentivi: il regime incentivante sarà, infatti, a vantaggio degli impianti progettati in modo da compensare la differenza tra il costo dell’istallazione e della messa in funzione dei sistemi di riscaldamento alimentati da fonti rinnovabili in sostituzione ad un dispositivo inquinante alimentato con fonti fossili. Il fatto che le abitazioni dove sarà installato siano o meno collegate alla rete del gas nazionale non fa invece alcuna differenza.

«Investire nel lungo termine in nuove tecnologie di calore rinnovabili significa più energia pulita e bollette più economiche -ha dichiarato il ministro per il cambiamento climatico Greg Barker-. «Quindi questo pacchetto di misure –ha continuato – è un grande passo in avanti nel nostro sforzo per ottenere un sistema innovativo per il riscaldamento da fonti rinnovabili nelle nostre case».

Le modifiche dello schema RHI saranno attive con molta probabilità dalla primavera prossima e, secondo quanto sostiene il ministro Barker, potranno rappresentare un valido contributo sia per ridurre le emissioni di carbonio in atmosfera sia per ridurre i costi nella bolletta dei cittadini.

Le pompe di calore geotermiche sono uno dei sistemi più maturi di utilizzo delle energie rinnovabili, e sono diffuse in quasi tutte le regioni del mondo, in ambienti residenziali, commerciali, istituzionali e industriali con grande successo.

Il mercato delle pompe di calore geotermiche, tuttavia, ha subito una battuta d’arresto del suo sviluppo nel corso degli ultimi anni:  la realizzazione di nuovi impianti, a causa della recessione economica, ha subito un rallentamento e, contemporaneamente si è ridotta la capacità degli sviluppatori di acquisire capitale per realizzare prodotti di fascia alta.

In tutto questo la spesso attuata riduzione degli incentivi statali, non ha aiutato lo sviluppo del settore che necessita ancora di un supporto per la sua implementazione, rimanendo ancora elevato il costo iniziale di installazione del sistema, nonostante proprio su questi aspetti si sia concentrata la ricerca tecnologica degli ultimi anni.

I dati per il futuro indicano però un trend assolutamente positivo, almeno secondo quanto sostenuto in un rapporto pubblicato da Navigant Research, le cui stime segnalano come la capacità installata di pompe di calore geotermiche crescerà –su scala mondiale- da 46,7 GWt del 2012 a 127,4 GWt nel 2020.

Il rapporto Navigant Research, appena pubblicato, esamina le opportunità del mercato globale per le pompe di calore geotermiche, stima quale potrebbe essere la domanda, analizza le tecnologie esistenti ed emergenti, studia il quadro normativo e le caratteristiche dei principali attori del settore.

Sulla base di tutti questi dati Navigant Research prova, dunque, a stilare previsioni di mercato, segmentato per area geografica e settore di riferimento, fino al 2020, comprendendo l’esame delle dinamiche di mercato in tutte le principali regioni del mondo.

Le domande fondamentali che sono affrontate nel rapporto -e a cui si cerca di dare una risposta- riguardano l’evoluzione del mercato delle pompe di calore geotermiche negli ultimi 3 anni; l’andamento mondiale del mercato di questi sistemi e i possibili sviluppi da ora al 2020 facendo una stima della nuova capacità installata.

Nello studio viene fatta anche una disanima del rapporto tra i mercati  residenziali e commerciali delle pompe di calore geotermiche, le tecnologie in uso e le componenti di costo e si ipotizza quali potranno essere in futuro gli incentivi statali a loro supporto.

Un rapporto quello di Navigant Research, per stessa ammissione della società di ricerca, utile per i produttori di pompe di calore geotermiche, per i proprietari e gestori di edifici residenziali, commerciali e pubblici; per gli architetti, ingegneri e installatori, oltre che per le agenzie governative, le Associazioni di settore, le Comunità degli investitori.