Un ponte energetico nel Mediterraneo? Possibile solo con la cooperazione e la pace

[19 novembre 2014]

Si conclude oggi a Roma la Conferenza di Alto livello “Costruire un ponte energetico sul Mediterraneo: l’importanza strategica delle reti del gas e dell’energia elettrica nel contesto della sicurezza energetica”, che ha il dichiarato obiettivo di «rafforzare la cooperazione tra i partner euro-mediterranei a fronte delle sfide energetiche emergenti e delle preoccupazioni per la sicurezza energetica».

Il summit di Roma, organizzato dalla presidenza di turno italiana dell’Ue e dalla Commissione europea, ha messo a confronto per due giorni i ministri dell’energia degli Stati membri dell’Unione europea e dei paesi del Mediterraneo, i rappresentanti delle istituzioni finanziarie, delle associazioni dei regolatori e dei gestori dei sistemi di trasmissione e l’industria energetica.

Dopo il saluto di benvenuto del ministro degli esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, la giornata di lavoro del 19 novembre ha visto l’intervento del ministro dello sviluppo economico Federica Guidi.

Alla Conferenza è particolarmente attiva la Mediterranean Transmission System Operators (Med-TSO), che sottolinea come «L’integrazione della Regione Euro-Mediterranea non rappresenti solo una opportunità, ma soprattutto un requisito essenziale, al fine di avvicinare le due sponde del Mediterraneo e colmare le lacune insieme, soprattutto tenendo conto dell’attuale fase di instabilità. I problemi sociali e occupazionali sono gravi su entrambe le sponde e lo sviluppo delle infrastrutture (energia, acqua, trasporti) rappresentano la chiave per un nuovo percorso di sviluppo basato sul lavoro. In tale contesto, l’energia svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza dei Paesi del Mediterraneo, senza la quale non c’è sviluppo».

MedTso, che ha iniziato la sua attività nel 2013, associa le società elettriche che gestiscono le reti di 17 Paesi del Mediterraneo: Terna (Italia); Ost (Albania);  Sonelgaz, Grte, Os (Algeria);  Cyprus Transmission System Operator (Cipro); Eetc (Egitto); Rete (Francia); Admie (Grecia); Iec (Israele); Nepco (Giordania);  Gecol (Libia); Cges  (Montenegro);  One  (Marocco); Ren (Portogallo); Elektro-Slovenija (Slovenia); Rte (Spagna); Steg (Tunisia); Teisa (Turchia).  A Med-TSO dicono che l’iniziatva «è basata sulla cooperazione multilaterale per l’integrazione dei Sistemi Elettrici Mediterranei, i cui benefici derivano dalla condivisione delle risorse (fonti primarie di energia, impianti di generazione, know how), dei costi e dei rischi legati agli investimenti in infrastrutture». Il primo progetto Med-TSO risale al 2013: il Master Plan delle Interconnessioni Mediterranee e dei relativi Investimenti.

Secondo l’algerino Noureddine Boutarfa, amministratore delegato di Sonelgaz e presidente Med-Tso, «L’area del Mediterraneo è da anni caratterizzata da una forte instabilità politica nella sponda sud, e da una sensibile crisi economica in quella nord. Le politiche e le infrastrutture energetiche possono contribuire in modo sostanziale a garantire la sicurezza e sviluppo nel Mediterraneo, e quindi il suo Sviluppo sociale ed economico. Mai come oggi il mondo dell’energia ha dovuto affrontare cambiamenti tanto radicali in tempi così brevi. Vere e proprie sfide, imposte dall’evoluzione tecnologica e dai mutamenti che sono in corso in ambito geopolitico, economico e sociale. Dal punto di vista tecnologico e di mercato i cambiamenti riguardano il ruolo dei combustibili fossili (non solo per le nuove opportunità offerte dall’evoluzione del settore gas), la crescente penetrazione delle energie rinnovabili non programmabili (in particolare sole e vento), l’innovazione nei sistemi di trasporto e nel settore elettrico, la necessità di ridurre l’inquinamento e gli impatti ambientali, le nuove esigenze climatiche e molto altro. Si tratta di una vera e propria rivoluzione. E il Mediterraneo ne è al centro, in un momento di evidenti fermenti economici e sociali che destano nello stesso tempo preoccupazione e speranze. Per concretizzare queste speranze c’è un solo modo: collaborare tutti insieme per costruire soluzioni comuni che garantiscano maggiore sicurezza e maggiore sviluppo. Ecco: il settore dell’energia è quello che, in questo momento, offre di per sé le maggiori opportunità, perché in ogni caso impone di coinvolgere in un processo comune tutti i fattori di evoluzione in corso. Ricordiamo sempre che l’energia è la principale risorsa dell’economia mondiale, il fattore indispensabile per garantire adeguati livelli di sviluppo e benessere, ma anche di cultura e libertà individuale e sociale».

Ma l’associazione degli operatori della trasmissione di energia  si è trovata subito ad aver a che fare con l’incertezza derivata dall’esplodere prima delle primavere arabe e o di conflitti devastanti come quello libico e siriano, senza contare l’eterna guerra israelo-palestinese.  Un cambiamento tumultuoso che, dicono al Med-TSO. «indica la priorità degli obiettivi di Politica Energetica: sicurezza (fornitura), flessibilità (per far fronte alle all’aleatorietà delle previsioni) ed efficienza (per ottimizzare l’uso delle risorse e minimizzare i costi). Nei prossimi dieci anni, i TSO prevedono un aumento della capacità di generazione dell’elettricità di nel Mediterraneo di circa 150 GW, di cui il 15% da fonti rinnovabili, corrispondenti a un aumento previsto della domanda di elettricità di circa 90 GW. I relativi investimenti sono pari a 220-250 miliardi di €. Questo richiede il rafforzamento e l’integrazione delle reti della sponda Sud del Mediterraneo e quindi la loro integrazione con quelle della sponda Nord». I TSO  dicono che nei prossimi 10 anni bisognerà realizzare  33.000 km di nuove linee ad altissima tensione, per 20 miliardi € di investimenti nei prossimi dieci anni.

Alla fine del 2013, Med-TSO ha definito un Progetto Mediterraneo che richiede la cooperazione multilaterale, tra le istituzioni e le imprese, e una forte volontà politica – a cominciare dalla pace nell’area – e che è «diretto a sostenere i progetti infrastrutturali, e il relativo Piano di Azione 2014-2016, articolato in cinque linee di attività: Regole. Regole essenziali per lo scambio internazionale di elettricità, in cooperazione con Medreg; Infrastrutture. Processo di  pianificazione delle Reti Mediterranee di Riferimento; Progetti di Riferimento. Studi casi, dimostrativi della fattibilità dei Progetti di interconnessione; Database Med TSO. Condivisione delle informazioni per lo sviluppo degli scambi di energia elettrica a livello regionale; Reti di Conoscenza. Una rete per lo scambio ed il trasferimento di conoscenze ed esperienze, in collaborazione con le Università dei Paesi dell’Area Med TSO.

Intanto Med-TSO, Direzione generale per l’energia della Commissione Europea (Dg Ener) e MedReg l’Associazione dei regolatori dei Paesi del Mediterraneo, hanno firmato un protocollo d’intesa che  ha come biettivo a lungo termine l’integrazione dei sistemi energetici Euro- Mediterranei e in un comunicato congiunto si legge che «La concretezza dell’accordo risiede nelle competenze specifiche dei firmatari: la CE per le politiche energetiche euro mediterranee, Med-TSO per i programmi industriali nel settore delle infrastrutture elettriche, MedReg per le regole del mercato regionale. In particolare, MedReg e Med-TSO promuoveranno la piattaforma Ero-Mediterranean Platform on Regional Electricity Market, sotto l’egida  della Commissione Europea, e parteciperanno attivamente alle sue attività. La piattaforma costituirà, tra l’altro, periodiche occasioni di confronto e discussione sull’effettivo sviluppo dei Progetti nel Mediterraneo.

Boutarfa  sottolinea che «Da alcuni anni i consumi sono in diminuzione nella riva nord del Mediterraneo, mentre continuano la forte crescita nei Paesi della sponda sud. Questo mutamento di scenario ha avuto già un impatto sui criteri di pianificazione e sviluppo dei sistemi elettrici, confermando l’esigenza di politiche energetiche regionali condivise, fondate su sicurezza, flessibilità ed efficienza. Ma per renderle davvero efficaci occorre anche condividere estese infrastrutture di interconnessione tra i vari Paesi, così da integrarne i sistemi energetici e condividerne le risorse». E non si tratta solo di reti elettriche: «Stiamo parlando di tutto – conclude Boutarfa –  perché l’elettricità è la forma di energia più pregiata, più flessibile e più pulita per i consumatori. La realizzazione di infrastrutture di base come quelle elettriche mette in gioco tutti i mercati energetici, quindi, di fatto, garantisce un accesso più equo e distribuito a tutte le tipologie di risorse primarie, crea sviluppo e occupazione, migliora la qualità della vita. In due parole, appunto, benessere e sicurezza».