Porti marittimi e terminal merci, un progetto Ue per tagliare l’impronta ecologica

[14 agosto 2013]

Attraverso il progetto Green Efforts (Green and effective operations at terminals and in ports), finanziato dall’Ue con 2,2 milioni di euro, si stanno analizzando in dettaglio i processi che avvengono nei terminal portuali per la navigazione (marittimi e interni) e nei terminal merci, nella prospettiva di sviluppare nuove soluzioni che riducono il consumo energetico, promuovendo allo stesso tempo l’uso di energia più pulita.

Il progetto mira a promuovere un maggiore uso di energie rinnovabili, e a coinvolgere attivamente il personale dei porti e dei terminal nel risparmio energetico. Green Efforts esaminerà anche la possibilità di usare il gas naturale liquefatto (Gnl), oltre a energia proveniente dalla costa, per le navi ormeggiate al fine di ridurre le emissioni di particolato nei porti.

Condotto da ricercatori presso la Jacobs University di Brema (Germania), Green Efforts svilupperà metodi e standard mirati alla riduzione delle impronte ambientali nei porti e nei terminal con risultati descritti in modo chiaro e comprensibile per promuovere una facile applicazione. Attraverso il progetto sarà realizzato un nuovo strumento di informazione e gestione, il “Port and Terminal Knowledge Landscape”.

Si tratta fondamentalmente di un simulatore virtuale 3-D che può modellare tutte le operazioni portuali, dalla gestione delle merci al raffreddamento dei container, e fornire le relative informazioni. Il simulatore permetterà agli amministratori di valutare qualsiasi misura pianificata, calcolando allo stesso tempo i suoi costi e benefici, sia in termini finanziari che di produttività, che di impatto ambientale. Concentrandosi su efficienza e sostenibilità, Green Efforts sta aiutando i porti e i terminal a realizzare le proprie idee per operazioni più sostenibili e a fornire dati relativi all’impronta ecologica, una richiesta chiave all’interno della rete dei trasporti e del trasporto merci.

Il progetto che proseguirà fino a giugno 2014, sta lavorando nell’ambito di un più grande quadro di ricerca che comprende altre iniziative finanziate dall’Ue come Cofret, che sta analizzando le impronte ecologiche tra tutte le modalità di trasporto, dalla strada alla ferrovia, dal trasporto navale in canali e in mare aperto al trasporto merci per via aerea. Il consorzio del progetto include importanti operatori portuali in Germania e Svezia, insieme a diversi terminal associati in Europa e America Latina, che forniranno i dati operativi necessari e convalideranno i risultati progettuali.