Poveri e fracking, perché i pozzi per le acque reflue contaminate sono vicino alle aree di “colore”?

I quartiere poveri subiscono il peso ambientale maggiore del boom della fratturazione idraulica di Eagle Ford

[5 febbraio 2016]

poveri e fracking

Brian Bienkowski racconta su Environmental Health News (EHN) una storia di disuguaglianza legata al boom del  fracking  ad Eagle Ford, in Texas, dove i pozzi e le torce del gas sono diventate ormai una caratteristica del paesaggio. Infatti, come spiega Chavel Lopez, un sindacalista della Southwest Workers Union,  quei pozzi, invece che rappresentare un progresso economico,  sono un altro pericolo per le persone di colore: Abbiamo già avuto problemi. Proprio qui a San Antonio, i serbatoi di carburante sono stati tutti situati nell’ eastside, nei quartieri prevalentemente afro-americani. Alcuni dei quartieri ispanici avevano già a che fare con gli impatti dell’estrazione di uranio e ora c’è il fracking di petrolio e gas».

Secondo lo studio “Wastewater Disposal Wells, Fracking, and Environmental Injustice in Southern Texas”, i quartieri poveri e le minoranze del sud del Texas hanno una quota sproporzionata di pozzi delle acque reflue del  fracking  di Eagle Ford. Risultati che si vanno ad aggiungere alla crescente evidenza che le comunità nere, ispaniche e i poveri politicamente emarginati portano il peso maggiore dello spreco di energia negli Usa. Le acque reflue del fracking contengono  sostanze chimiche e metalli pesanti  potenzialmente dannosi e sono ritenute responsabili sia della contaminazione delle acque superficiali che di terremoti locali.

La principale autrice  dello studio, Jill Johnston, della Keck School of Medicine  dell’University of Southern California, ha detto a EHN che «E ‘un altro esempio di razzismo ambientale presente in tutto il Paese», ma l’industria del fracking ha ribattuto che lo studio è impreciso e che non fornisce nessuna prova che lo smaltimento delle acque reflue danneggi davvero le comunità più povere. Resta da capire allora il perché della concentrazione di questi impianti, accusati di provocare cancro e problemi ormonali e riproduttivi, intorno alle comunità “non bianche”.

Il giacimento di Eagle Ford si estende sotto  26 contee e il suo sfruttamento ha avuto una crescita esplosiva quando il fracking  ha reso accessibili riserve prima irraggiungibili. Dopo che  la Southwest Workers Union ha espresso la sua  preoccupazione  per le scorie del fracking di Eagle Ford,  Johnston e i suoi colleghi hanno esaminato la composizione razziale ed economica dei residenti nelle aree in cui sono stati  permessi 1.000 nuovi pozzi di iniezione delle acque reflue di petrolio e gas tra il 2007 e il 2014 e hanno scoperto che le minoranze etniche hanno il doppio delle probabilità di vivere vicino ai pozzi dei reflui del fracking.

Delle 217.000 persone “non bianche” che vivono a meno di tre miglia da uno di questi impianti, l’83% sono  ispanici. La preoccupazione principale per i pozzi di smaltimento delle acque reflue del fracking è che contaminino l’acqua potabile, pericolo confermato da un altro studio (A systematic evaluation of chemicals in hydraulic-fracturing fluids and wastewater for reproductive and developmental toxicity) pubblicato a gennaio sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology: « I fluidi della fratturazione idraulica e le  acque reflue provenienti da petrolio non convenzionale e dallo sviluppo del gas naturale contengono  centinaia di sostanze che possono contaminare l’acqua potabile» e che molti di questi composti sono legati agli impatti sulla riproduzione e lo di sviluppo.

La Johnston  sottolinea che nell’area di Eagle Ford  «Molte persone fanno affidamento sulle acque sotterranee, tutto questo mette a rischio queste fonti d’acqua sotterranee. L’aumento del traffico di camion  e altre infrastrutture di smaltimento non fanno che aumentare il peso. Alcuni inquinanti nocivi come il benzene possono anche volatilizzarsi dalle acque reflue e contaminare l’aria vicino ai pozzi di smaltimento».

Geofisici come Justin Rubinstein, dell’ US Geological Survey (USGS), sono convinti che «I pozzi di smaltimento di petrolio e gas sono legati ai picchi dei  terremoti in stati come Oklahoma, Texas e Kansas. Le acque reflue iniettato scorrono nelle faglie, diminuendo la resistenza ai processi geologici che innescano i terremoti». L’USGS stima che, dal 1973 e il 2008,  negli Stati Uniti centro-orientali ci sia stata una media di 21 terremoti all’anno di magnitudo 3 e oltre,  99 in più che nel periodo 2009-2013 e che questo è legato al l boom del fracking.

Il Texas è lo Stato Usa che produce più petrolio e gas: ha più di 8.000  di smaltimento delle acque reflue che sono sotto il controllo della  Railroad Commission of Texas ma, come ha spiegato a EHN lsa portavoce della stessa Commissione, Ramona Nye, «I siti sono scelti dagli operatori dello smaltimento».

Steve Everley, portavoce di Energy in Depth, un programma delle Petroleum Association of America, è arrivato a dire che  gli autori degli studi «Stanno utilizzando la vicinanza alle minoranze per agganciare i  media. Quello che gli autori hanno fatto è stato scegliere una zona ben conosciuta come una delle regioni petrolifera e gasiera  che producono di più e che ha una altissima popolazione ispanica  e quindi hanno “scoperto” che lo sviluppo del petrolio e del gas sta avvenendo in aree con elevate popolazioni ispaniche. Molte contee fortemente ispaniche di Eagle Ford hanno avuto cali dei numeri dei disoccupati negli ultimi 5 anni». Insomma gli scienziati avrebbero seguito una tesi precostituita che farebbe parte del complotto anti-fracking.

Ma la Johnston ha demolito con poche parole la teoria complottistica di Everley: «Lo studio ha scoperto in realtà che le attività legate al fracking sono leggermente prevalenti nelle comunità bianche, ma i pozzi delle acque reflue sono più di frequenti nelle comunità di colore».

Il problema per Everley e la Petroleum Association of America e che il nuovo studio conferma quanto emerso da una ricerca effettuata dalla Clark University nella regione del gigantesco giacimento Marcellus Shale  in Pennsylvania: anche lì lo smaltimento delle scorie e dei reflui del fracking  è realizzato quasi esclusivamente  vicino alle comunità rurali povere. E lo stesso vale per i sti di smaltiment delle ceneri di carbone o per le centrali a carbone che sono state realizzate in grande maggioranza vicino a comunità a basso reddito. Di cui dispongono per sfidare questi tipi di permessi». Lopez conclude tra l’amaro e il sarcastico: «Abbiamo la carnagione sbagliato per avere protezione».