Prezzo del petrolio, fallisce anche il nuovo vertice Opec. È ancora scontro tra iraniani e sauditi

Teheran: «Iran elemento chiave nella decisione sulle quote estrattive»

[3 giugno 2016]

Iran Petrolio

Il nigeriano Mohammed Sanusi Barkindo è stato eletto nuovo segretario generale dell’Opec, ma è stata l’unica cosa su cui  si è trovata d’accordo l’Organizzazione di Paesi esportatori di petrolio che, ancora una volta, non è  riuscita a fissare una quota per la produzione di greggio.

Il nuovo meeting dei ministri del petrolio dell’Opec è durato solo 4 ore ed alla fine è stato preso atto della impossibilità d trovare un accordo e tutto è stato rimandato ad una nuova riunione dell’Opec che si terrà il  30 novembre nella capitale austriaca.

I media danno la colpa del nuovo fallimento allo scontro tra Iraniani e sauditi: l’Iran vorrebbe riportare le sue esportazioni di petrolio almeno ai livelli pre-sanzioni, anche perché gli altri Stati membri dell’Opec hanno quote diversificate,  cosa che viene decisamente rifiutata dall’Arabia saudita. il Ma i sauditi si sono trovati di fronte l’agguerrito ministro del petrolio iraniano, Bijan Namdar Zanganeh che a Vienna ha ribadito che «l’Iran prevede di aumentare la produzione di petrolio di 4,8 milioni di barili al giorno per cinque anni», aggiungendo che «il livello giornaliero entro la fine del 2016 sarà di 4 milioni di barili».

Zanganeh  ha sottolineato che «la produzione nazionale del mese scorso è stata di 3,8 milioni di barili al giorno di petrolio e altri 500.000  barili di condensato». Secondo il ministro del petrolio iraniano, «la quota nell’Opec dell’Iran dovrebbe essere del 14,5%, quasi 4,6 milioni di barili giornalieri, rispetto al livello complessivo del cartello di 31,5 milioni registrato nel dicembre 2015».

Ma qualche spiraglio di trattativa sembra essersi aperto. Prima dell’apertura del meeting Opec a Vienna, i futures sul Brent erano saliti oltre i 50 dollari al barile e il  Wall Street Journal, ha riferito che, dopo consultazioni a porte chiuse, tenute alla vigilia della riunione dell’Opec, l’Arabia Saudita aveva  accettato l’idea di introdurre le restrizioni sulla produzione di petrolio, ma che bisogna comunque aumentare il tetto dai 30 milioni di barili al giorno registrato nel dicembre 2015 a 32-32,5. Poi evidentemente ha prevalso lo scontro geopolitico/ideologico/settario con gli iraniani.