La moto ancora non è in vendita: dipenderà dal gradimento dei possibili clienti

Ecco la prima Harley-Davidson tutta elettrica [FOTOGALLERY]

Tutti i numeri e le performance di un mito di libertà che si fa green

[20 giugno 2014]

Il rombo delle Harley-Davidson del mito americano on the road sembra destinato a diventare un esplosivo fruscio: dal  24 giugno negli Stati Uniti d’America prenderà il via un tour che toccherà 30 città per promuovere una nuova moto elettrica. Si tratta dell’Harley’s Project Livewire e, anche se la  moto non è ancora in vendita, la company vuole testare il gradimento dei possibili clienti nell’ambito di un progetto a lungo termine di elettrificazione delle Harley-Davidson.

«L’America al suo meglio si è sempre saputa reinventare  – ha detto Matt Levatich, presidente e chief operating officer di Harley-Davidson – E come l’America, Harley-Davidson si è reinventata molte volte nella nostra storia, con i clienti che ci guidano ad ogni passo del cammino».

Attualmente non c’ è praticamente mercato per i “full-size electric motorcycles”, mentre le biciclette e i piccoli scooter elettrici ormai in molte grandi città hanno spianato la strada ai veicoli elettrici (EV). Scott Harden, vice presidente  marketing globale di Zero Motorcycles, che vende la maggior parte delle moto full-size elettriche ad alta potenza, dice che il tour della Harley «non solo convalida quello che abbiamo fatto, ma ci aggiunge ulteriore credibilità e certamente ha intenzione di attirare l’attenzione di più persone verso i motocicli elettrici La potenza di marketing di Harley-Davidson potrebbe essere in grado di fare cose che noi siamo in grado di fare da soli». Zero nel 2014 prevede di vendere 2.400 moto elettriche, mentre la Harley-Davidson nel 2013 ha venduto più di 260.000 motociclette tradizionali.

Levatich ha detto alla Associated Press: «Pensiamo che con le tendenze nella tecnologia EV e con la clientela che si aprirà ai prodotti EV, sia automobili che moto, questi andranno solo ad aumentare, e quando si pensa alle tendenze di sostenibilità e ambientali, vediamo proprio che saranno una parte crescente dello stile di vita e delle richieste dei raiders. Quindi, attualmente nessuno può prevedere quanto grande sarà  l’industria o quanto sarà significativa».

La Harley e gli altri produttori stanno analizzando ogni aspetto del percorso, tentando di re-immaginare il mito di libertà che ha portato le grosse e rombanti moto made in Usa a diventare un simbolo da donare perfino al Papa.

Secondo Mark-Hans Richer, vicepresidente senior e chief marketing officer di Harley-Davidson, «il progetto LiveWire è più come la prima chitarra elettrica, non come un’auto elettrica. E’ un’espressione di individualità e stile iconico che solo per un accadimento è elettrica». Per quanto riguarda il rumore, parte integrale del mito della Harley,  Richer, ha detto: «Pensate a un  jet da combattimento su una portaerei», titillando evidentemente il machismo “guerriero” di molti clienti.

Gli ingegneri della Harley-Davidson hanno dovuto lavorare molto per realizzare una batteria in grado di fornire tanta energia da far accelerare la moto da zero a 60 miglia all’ora  in 4 secondi. La super-moto elettrica può viaggiare a 92 mph e ha un’autonomia di 100 miglia, con una finestra di ricarica di circa 3 ore. L’esoscheletro è pressofuso in alluminio e ha un passo più piccolo con pneumatici da 18 pollici, la guida sembra facile e molto divertente.

Uno degli ostacoli che dovranno superare la Harley e gli altri produttori è quello della gamma limitata dei motocicli elettrici. In genere, le batterie devono essere ricaricate dopo circa 130 miglia e la cosa può richiedere da 30 minuti a un’ora. I raiders americani, abituati a trovare molti e veloci punti di rifornimento lungo le strade, probabilmente perderebbero la pazienza con l’odierna tecnologia di rifornimento elettrico, ma la fitta rete trans-americana di distributori elettrici per le auto che sta mettendo su la Tesla potrebbe dare una grossa mano a elettrizzare il mito della Harley.

Levatich conclude: «Siamo stati molto silenziosi fino a questo punto del nostro investimento nella tecnologia EV. Ma ora che lo abbiamo reso pubblico e siamo in questo spazio, ci aspettiamo di  venire coinvolti e di far parte dei leader nello sviluppo degli standard, della tecnologia e delle infrastrutture necessarie per favorire l’accettazione e l’utilità dei veicoli elettrici».