Produzione sostenibile di biogas: l’enorme potenziale delle doppie colture

Cib: «Gli agricoltori italiani producono biometano a costi bassi con impatti ambientali positivi»

[1 febbraio 2017]

Ecofys, una società di consulenza energetica e climatica, ha realizzato per il Consorzio italiano biogas (Cib), una studio dal quale  emerge che «L’utilizzo di doppie colture può essere un modello promettente per produrre biomasse aggiuntive senza ricadute negative sull’utilizzo dei suoli o per le produzioni alimentari., mostra che le produzioni agricole possono essere incrementate in modo netto e sostenibile grazie all’introduzione delle colture di integrazione».Ecofys e Cib sottolineano che In Europa i terreni agricoli generalmente sono lasciati “a riposo” durante i mesi invernali. In una rotazione con doppia coltura, invece, in inverno una coltura denominata “di copertura” viene aggiunta a quella convenzionale del periodo estivo». Ecofys, in collaborazione con il Centro di analisi dei sistemi colturali dell’università olandese di Wageningen e con il Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia, ha valutato l’impatto ambientale di questa pratica, applicata da molti agricoltori italiani. L’indagine si è incentrata su un caso studio in Nord Italia, «dove viene coltivato mais da insilare come coltura estiva dedicata al foraggio, e triticale, sempre da insilare come coltura di copertura invernale da destinare al digestore. Il digestato, il prodotto finale della digestione anaerobica ricco di nutrienti, ritorna al suolo». Gli esperti hanno analizzato quanta biomassa addizionale viene così prodotta e quali impatti abbia sui nutrienti presenti nel terreno, sull’erosione del suolo, sulla disponibilità di acqua, sulla biodiversità dell’ecosistema dell’azienda agricola ed anche sul bilancio di carbonio e i risultati dimostrano che questo sistema agricolo è promettente sotto tutti questi aspetti: «Le produzioni di colture foraggere e colture addizionali per il digestore sono incrementate; questo porta ad una crescita di redditività per l’azienda agricola senza la necessità di ridurre le produzioni alimentari esistenti e senza generare impatti negativi a livello ambientale. In ogni caso, si consigliano nuove ricerche a ulteriore conferma. Il biogas addizionale può essere trasformato in biometano e quindi utilizzato per i trasporti e il riscaldamento, oltre che per produrre energia elettrica».Secondo Daan Peters, senior Consultant per le bioenergie in Ecofys e principale autore dello studio, «Vedere come il biometano possa essere prodotto a basso costo con impatti positivi sull’ambiente e senza rischi sul cambio d’uso del suolo, è incoraggiante. Soprattutto tenendo conto del fatto che la richiesta di bio-carburanti in questo momento è sempre più in crescita per gli obiettivi di decarbonizzazione del settore dei trasporti. Sarà eccitante vedere come questo modello potrà essere applicato in Europa».

Ecofys è convinta che lo studio dimostra che «l’utilizzo di doppie colture è un modello economico interessante che può essere diffuso vantaggiosamente anche in altre regioni». Inoltr stina che «il potenziale di risparmio economico e di opportunità per i territori possono essere significativi. Un potenziale ancora maggiore si può prevedere se si tiene conto anche di altre combinazioni di colture in rotazione».

Per questo gli esperti hanno raccomandato uno studio più dettagliato sul potenziale delle colture in rotazione in Europa e anche in altri territori. Il CIB ed Ecofys presenteranno i contenuti e i risultati di questo studio durante la prossima edizione di “Biogas Italy, l’alba di una nuova #rivoluzioneagricola” agli Stati Generali del Biogas 2017, evento annuale del Cib che si terrà a Roma il 24 febbraio.

Il presidente Cib, Piero Gattoni, conclude: «Siamo molto felici di vedere come il nostro modello di produzione colturale in rotazione, combinato con le pratiche agronomiche conosciute come Biogasdoneright® o Biogasfattobene®, produce in concreto un incremento di biomasse catturando più CO2 dall’atmosfera. Continueremo ad analizzare gli impatti positivi di questo modello agricolo e a migliorarlo attraverso l’innovazione tecnologica e le buone pratiche agricole con l’obiettivo di incrementare la produzione di energia senza competere con le produzioni alimentari e migliorando la sostenibilità in agricoltura».