Proposta di bilancio dell’Unione europea, Verdi ed Eu Ase: non è stato fatto un cattivo lavoro

Ma occorre maggiore coraggio per le politiche climatiche ed energetiche e quelle sociali

[3 maggio 2018]

Secondo l’European Alliance to Save Energy (Eu Ase), «La presentazione della Comunicazione della Commissione europea “Un bilancio moderno per un’Unione che protegge, dà forza e difende. Il quadro finanziario pluriennale per il 2021-2027” è un primo passo importante per definire i mezzi finanziari per affrontare le principali sfide sociali, economiche e ambientali dell’Ue. Il Multiannual Financial Framework for 2021-2027 (MFF) rappresenta un’opportunità unica per l’Ue di dimostrare coerenza con i suoi obiettivi di politica energetica e climatica a lungo termine e di offrire vantaggi tangibili ai cittadini europei».

La Commissione Ue ha proposto un quadro finanziario pluriennale di 1,279 miliardi di euro di impegni nel periodo 2021-2027, pari all’1,104% del reddito nazionale lordo dell’Ue-27. Per l’azione per il clima – che è una delle 10 richieste politiche dell’ Ease  «per  un QFP a prova di clima post 2020»,  la Commissione ha proposto di includere un obiettivo più ambizioso per l’integrazione del clima in tutti i programmi dell’Ue, con un obiettivo di 25 % della spesa Ue che contribuisce agli obiettivi climatici.

Per Monica Frassoni, presidente dell’Eu Ase, «Un obiettivo del 25% della spesa dell’Ue che contribuisce agli obiettivi climatici è un buon segnale politico per gli investitori. Tuttavia, data la portata e l’importanza, gli obiettivi dell’accordo di Parigi e dei Sustainable Developments Goals dell’Onu avrebbero meritato un ruolo più centrale nel bilancio a lungo termine dell’Ue, perché la decarbonizzazione della nostra economia fornisce valore aggiunto europeo e impatti sulla crescita e sull’occupazione in tutto il continente e sulle dimensioni complessive del bilancio proposto. Crediamo che la proposta del Parlamento europeo di aumentare il bilancio dell’Ue all’1,3% del reddito nazionale lordo dell’Ue sia più adeguata per affrontare le sfide future dell’Europa: speriamo che le cifre proposte dalla Commissione saranno riviste e aumentate nei mesi a venire».

Le richieste politiche dell’European Alliance to Save Energy a livello climatico per l’MMFpost 2020 comprendono anche una migliore allocazione dei fondi e il monitoraggio delle azioni climatiche e la Frassoni aggiunge: «Accogliamo con favore la proposta della Commissione di rafforzare l’attenzione sulle prestazioni per agevolare il monitoraggio e la misurazione dei risultati e, di conseguenza, migliorare la qualità della spesa e speriamo che il monitoraggio dell’impatto delle risorse investite nell’energia e nei progetti sul clima prenderanno in debita considerazione l’attuazione completa e ottimale della legislazione energetica chiave, come la direttiva sull’efficienza energetica (EED), la direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia (EPBD) e la governance del regolamento dell’Unione dell’energia».

La proposta della Commissione Ue fa riferimento alle infrastrutture energetiche strategiche, ma non prevede i criteri di esclusione per i progetti di combustibili fossili e non menziona il principio di efficienza energetica che, secondo la Frassoni, «Dovrebbe guidare tutte le decisioni di investimento nel campo delle infrastrutture climatiche ed energetiche per evitare investimenti negli stranded assets.  L’efficienza energetica è un driver strategico dell’agenda economica e politica europea: il rinnovamento efficiente sotto il profilo energetico degli edifici residenziali dell’Ue, ad esempio, renderebbe il parco immobiliare dell’Ue (che rappresenta fino al 40% del consumo totale di energia in Europa) un’infrastruttura energetica strategica e dovrebbe essere prioritario. Riteniamo che l’MMF post 2020 dovrebbe avviare un programma a livello europeo per migliorare il rendimento energetico degli edifici europei, sostenere la crescita economica dell’Ue, creare posti di lavoro e migliorare le condizioni di vita dei cittadini».

Sul tema la Frassoni ha rilasciato un’altra dichiarazione, ma questa volta insieme a Reinhard Bütikofer in qualità di copresidenti del Partito verde europeo. E il giudizio dei Verdi non sembra negativo: «Per la sua bozza di MMF, la Commissione europea è destinata ad essere criticata da più parti. Queste critiche, per quanto contraddittorie, si riducono ad un punto: il commissario per il bilancio Oettinger non ha fatto un cattivo lavoro».

La Frassoni e Bütikofer aggiungono: «Certamente, i Verdi contribuiranno anche alla discussione sulla proposta della Commissione. Chiameremo, ad esempio, per sottolineare la necessità di rendere il bilancio più ambizioso. Mentre cerchiamo di rispettare i nostri impegni come parte dell’accordo di Parigi, dobbiamo essere pronti a rispondere alle conseguenze impreviste dei cambiamenti climatici. Dobbiamo cercare di stabilire le fonti di reddito proprie dell’Ue attraverso soluzioni innovative, come tassare gli inquinatori attraverso una carbon tax e una tassa sulle materie plastiche, oltre a una digital tax. Questi nuovi flussi di entrate saranno necessari per colmare il deficit della Brexit in meno di un anno. Insistiamo inoltre perché venga data maggiore priorità allo sviluppo di finanziamenti per le politiche e agli sforzi diplomatici dell’Ue a livello mondiale, opponendosi al contempo al livello di spesa previsto dal bilancio europeo per la difesa. Continueremo a sottolineare la necessità di fare uno sforzo reale per il gendering del budget».

Ma i due leader  dei Verdi europei sottolineano che «Ci sono anche elementi che accogliamo con favore, ad esempio sostenendo l’aumento dei finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo, sostenendo anche il raddoppio di Erasmus + e tutti gli sforzi per aumentare il finanziamento della politica per i giovani».

La Frassoni e Bütikofer concludono: «Sarà importante che questo progetto di bilancio sia aperto al processo partecipativo in un bilancio orientato alle persone, che consenta ai cittadini di porre direttamente l’accento sulle loro priorità. Il bilancio non può essere concordato in un braccio di ferro burocratico tra la Commissione e gli Stati membri. Sarà inoltre di fondamentale importanza vigilare affinché il bilancio non diventi uno strumento di approfondimento delle divisioni tra est e ovest e nord e sud nell’Ue».