Pubblica amministrazione ed efficienza energetica: a rischio 850 milioni di fondi Ue

Oltre la metà nelle regioni del Mezzogiorno, 120 milioni di euro solo in Campania

[14 marzo 2018]

Secondo l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), gli oltre 13,000 edifici della Pubblica Amministrazione italiana consumano 4,3 TWh di energia, il che equivale a una spesa di oltre 600 milioni di euro, rendendo efficienti le infrastrutture e gli impianti di riscaldamento e d’illuminazione si potrebbero abbattere i consumi del 40% con risparmi annui fino a 70 milioni di euro.

Eppure, nonostante le casse pubbliche piangano e i programmi elettorali dei Partiti promettano tagli agli sprechi, i progetti di efficienza energetica che quei risparmi li produrrebbero concretamente stentano a decollare; Eppure le risorse e le tecnologie sono disponibili, ma non vengono richiesti: gli stanziamenti dei fondi strutturali europei per progetti di efficienza energetica non ancora assegnati e in scadenza in Italia nel 2018  ammontano a ben 850 milioni di euro e la situazione è particolarmente grave nelle Regioni del Sud dove si accumulano avvisi in scadenza e spese ancora da dichiarare all’Unione europea, Da sola la Regione Campania rischia di perdere 120 milioni di euro. La situazione di allarme coinvolge molte regioni del Sud che sono chiamate a dichiarare le spese entro il 31 dicembre 2018, pena la perdita delle risorse stanziate da Bruxelles per il triennio 2018-2020 nell’ambito del Fondo sociale (FS) e del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr). Le risorse da assegnare complessivamente (che non riguardano solo l’efficienza energetica dunque) ammontano a 588 milioni di euro per la Sicilia, 456 per la Campania, 436 per la Puglia, 149 per la Calabria, 73 per la Basilicata, 72 per la Sardegna e 10 per il Molise. Ci sono poi le Città Metropolitane italiane cui rimangono 82,8 milioni di euro da spendere.

L’amministratore delegato della ESCo Samsø, Gianpiero Cascone, sottolinea che «Il Mezzogiorno può disporre di cospicue risorse destinate all’efficientamento energetico delle aziende e delle infrastrutture pubbliche ma, mentre i privati hanno imparato da tempo a intercettare questi fondi rivolgendosi a società specializzate che le assistono nelle pratiche e nei progetti, la pubblica amministrazione rischia di veder sfumare milioni di euro a causa delle lungaggini burocratiche e della mancanza di competenze progettuali interne».

Eppure ci sono anche gli esempi positivi: «Samsø – spiega Cascone – ha collaborato nel 2017 con la città metropolitana di Reggio Calabria, assistendo l’amministrazione negli adempimenti necessari a sfruttare gli oltre 8mln di € stanziati dal Piano Operativo Nazionale in ambito di efficientamento. Risultato: tempi di accesso alle risorse accorciati di 1 anno e mezzo rispetto alla media».