Quando l’eolico diventa arte (FOTOGALLERY)

Ma non tutti sono d’accordo sull’efficienza energetica dell’eolico verticale “estetico”

[13 gennaio 2016]

Eolico artistico 2

Nel mondo crescono i sostenitori dell’energia eolica ma, soprattutto nei Paesi ricchi, ci sono anche molte persone a cui non piacciono le grandi pale eoliche. Nonostante le accuse di “far rumore” o di essere pericolose per gli uccelli migratori e alcune specie di pipistrelli, sono  infatti  l’estetica e l’impatto paesaggistico i principali  fattori che scatenano l’opposizione contro la realizzazione di impianti eolici, anche da parte di alcune associazioni ambientaliste che si dichiarano ufficialmente favorevoli alle energie rinnovabili.

Per sviluppare l’eolico tenendo conto di questo tipo di contrarietà, molti progettisti si stanno impegnando a realizzare nuovi tipi di turbine più “gradevoli” e meglio integrate negli ambienti urbani e rurali, una sfida che ha attratto l’attenzione di un numero crescente di inventori e artisti, molti dei quali vedono la soluzione più promettente  nella turbina ad asse verticale. I progetti dei cacciatori di vento sono diversi, ma tutti condividono un aspetto:  le pale eoliche girano attorno ad un asse che punta verso il cielo, a differenza delle pale  orizzontali, i componenti e i generatori di  una turbina verticale sono posti alla sua base, con un centro di gravità più basso.

In tutto il mondo, diverse  imprese private hanno cominciato a integrare  le turbine ad asse verticale nei progetti degli edifici commerciali. La maggior parte del nuovo eolico è anche relativamente piccolo e,  a differenza delle grandi pale orizzontali, può essere costituito da impianti  realizzati molto vicini, per ottimizzare l’efficienza.  Il design verticale sembra ispirare l’ingegneria scultorea: se le gigantesche  pale orizzontali possono provocare una  sensazione inconsciamente intimidatoria a chi le guarda da vicino, le pale verticali sono spesso presentate con un “abito” affascinante, tranquillo e rilassante e vengono spesso scambiate per installazioni artistiche.

In occasione della recente COP21 Unfccc, Parigi ha aderito all’idea con entusiasmo,  anche realizzando La Tour Verte, due gigantesche turbine installate all’interno del traliccio d’acciaio della Torre Eiffel, che dovrebbero produrre abbastanza elettricità da poter alimentare il piano terra della più importante attrazione turistica della capitale francese.

Alla Cop21 Unfccc di Parigi sono stati installati dei “wind tree”, ognuno dei quali è in grado di illuminare un parcheggio con 71 posti macchina o di fornire l’energia sufficiente per 4 mesi ad una casa statunitense.

In molte grandi città statunitensi, tra cui New York, San Francisco, Boston e Chicago, le amministrazioni cittadine e gli scienziati hanno studiato l’utilizzo di  turbine ad asse verticale. Lungo la strada che porta all’aeroporto internazionale di El Paso, in Texas, 16 torri, alte 50 piedi, sono illuminate dal basso con una luce blu spettrale. Nella parte superiore di ognuna c’è una turbina eolica verticale alta 10 piedi, il tutto è realizzato e gestito dall’UGE, un’impresa che produce energia sostenibile. Secondo il responsabile del progetto Jan Gromadzki, ogni turbina produce tra 1 e 1,5 chilowattora di energia, abbastanza per compensare il costo dell’illuminazione intorno all’aeroporto.

In cima all’edificio dell’Oklahoma Medical Research Foundation, nel centro di Oklahoma City, sonno state costruite ti 18 turbine ad asse verticale, alte ognuna 18,5 piedi, che imitare la forma dei filamenti di DNA.
In Islanda le condizioni meteorologiche invernali estreme pongono sfide particolari per l’eolico: il vento è forte e costante, ma le basse temperature congelano le turbine. La Icewind ha testato per anni mini-turbine  eoliche verticali e attualmente vende due modelli: uno per chi ha bisogno di riscaldare un piccolo locale e un altro che può essere utilizzato alimentare gli impianti di sorveglianza o le antenne per la telecomunicazione.

Ma anche per  le turbine verticali non mancano gli  scettici e oppositori. Tra questi c’è Robert Preus, un ricercatore del National Renewable Energy Laboratory del Colorado che ha contribuito a sviluppare i criteri di certificazione per le piccole turbine eoliche negli Usa,  che ha detto allo Smithsonian Magazine:«Se ne può fare una che produrrà energia elettrica. La domanda è se  sia o meno  possibile farlo in modo competitivo.  Fino ad ora non c’è stata abbastanza ricerca per rendere le turbine verticali sostenibili e convenienti. Non si sa ancora abbastanza su quanto tempo  durerà l’attrezzatura  e non c’è sempre una solida garanzia di ritorno degli investimenti. Inoltre queste macchine non possono essere prodotte commercialmente a sufficienza  per poter far scendere il prezzo, che rimane ostinatamente alto,  in alcuni casi arrivando a decine di migliaia di dollari per unità. Molte domande rimangono senza risposta su quanta energia sia  in grado di produrre una piccola turbina verticale sulla cima di un edificio. E anche se gli appassionati sostengono che le piccole turbine verticali non uccidono animali volanti come gli uccelli,  non c’è ancora una grande quantità di dati raccolti sul  loro impatto complessivo sulla fauna selvatica».

Ma lo scetticismo di Preus non è condiviso da molte persone disposte a sperimentare, a volte con scarso sostegno finanziario, questa tecnologia eolica emergente. Internet però è piena di siti web di aziende ormai fallite che proclamando la meraviglia e l’efficienza dell’eolico verticale, così come di una lista quasi infinita di articoli entusiastici che spesso spargono a piene mani miracolismo tecnologico che rasenta il mito, sovrastimando il potenziale energetico del “nuovo” eolico o utilizzando informazioni obsolete che presentano un quadro impreciso di queste nuove tecnologie.

Sullo Smithsonian Magazine  Richard Cochrane, un ingegnere dell’università britannica di  Exeter,  sottolinea che «Uno degli equivoci più popolari è che tutte le turbine eoliche ad asse verticale siano silenziosi, o almeno meno rumorose di tutte l loro omologhe orizzontali nei  grandi parchi eolici. Ci sono alcune macchine ad asse verticale che sono molto rumorose, perché non hanno messo molto  impegno nel l’aerodinamica della macchina. Ci sono anche alcune turbine ad asse orizzontale di nuova concezione che sono incredibilmente silenziose».

Cochrane fa parte da diversi anni di team che lavora ad una pala eolica chiamata  Quiet Revolution e che ha installato  prototipi in più di 200siti diversi in tutto il Regno Unito, anche sul tetto degli edifici scolastici, nei parchi suburbani e ai margini dei parcheggi dei centri commerciali, misurandone poi sia le prestazioni e la produzione di energia che il rumore, ma anche il disturbo estetico percepito dai cittadini. In questo modo è stato in grado di raccogliere una quantità enorme di informazioni sul potenziale delle piccole turbine verticali prima di tirare fuori il progetto definitivo, resistendo alle pressioni di un investitore che voleva  mettere la nuova turbina eolica rapidamente sul mercato.

Altri ingegneri sono scettici sul potenziale dello sfruttamento dell’energia eolica nei centri abitati, perché edifici e alberi tendono a causare turbolenze e a ridurre le correnti costanti, soprattutto a livello del suolo o sui tetti. Ma, in diverse località alla periferia delle città e vicino al mare, Cochrane e il suo team sono stati in grado di ottenere una ventilazione forte e stabile, anche sui tetti degli edifici. «Alla fine abbiamo chiamato a scherzosamente la macchina suburban wind, invece che urban wind», conclude Cochrane.