Un’analisi dello studio dedicato al tema dal Gse

Quanto spendono (davvero) le famiglie italiane per incentivare rinnovabili ed efficienza energetica

Investendo appena il 5% della bolletta energetica (tra luce, gas e spesa carburanti) è stato possibile creare 39mila posti di lavoro e tagliare tanta CO2 quanta ne assorbirebbero 2,2 miliardi di alberi

[21 dicembre 2017]

Nel 2016 sono stati 81 i TWh prodotti da energie rinnovabili (nei settori elettrico, termico e dei trasporti) incentivati dal Gse, il Gestore dei servizi energetici, che in uno studio dedicato spiega con la massima trasparenza da dove sono arrivate le risorse per tali incentivi, e con quali benefici per ambiente e lavoro. Da una parte, grazie alle rinnovabili e all’efficienza energetica incentivate dal Gse non sono stati bruciati 15 Mtep di combustibili fossili, come se 7 milioni di famiglie non ne avessero utilizzata neanche una goccia durante tutto l’anno; in termini di emissioni climalteranti, ciò significa che è stata evitata l’immissione di ben 44 Mton CO2 in atmosfera, un traguardo che avremmo potuto raggiungere solo –  per dare una dimensione concreta ai numeri – spegnendo il motore a 22 milioni di auto, o piantando 2,2 miliardi di alberi.

Tutto questo grazie ai 16,1 miliardi di euro (circa l’1% del Pil nazionale) di incentivi gestiti dal Gse nel 2016, che hanno portato lavoro a circa 39mila occupati tra diretti e diretti nel solo ramo delle energie rinnovabili elettriche.

Da dove sono arrivati quei 16,1 miliardi di euro? Dalle bollette energetiche delle imprese e delle famiglie, che hanno permesso i risultati ambientali – e garantito i posti di lavoro – appena descritti. Nello specifico, gli incentivi rivolti allo sviluppo delle rinnovabili elettriche ammontano a 14,4 miliardi di euro, alle termiche e all’efficienza energetica 1,08 miliardi di euro (1,05 tramite Certificati bianchi, 0,03 tramite Conto termico), ai biocarburanti per trasporti 0,6.

Scendendo ancor più nel dettaglio, il Gse osserva che la bolletta energetica annua di una famiglia tipo ammonta (nel 2016) a quasi 2.600 euro, di cui solo il 5% attribuibile a oneri per la sostenibilità. Proponendo dati aggiornati, il Gse dettaglia che il 16% della bolletta elettrica della famiglia tipo residente nel 2017 è destinata al finanziamento dei meccanismi per l’incentivazione delle fonti rinnovabili (e in parte dei Certificati bianchi); l’1% della bolletta gas delle diverse tipologie di utenze al finanziamento di Conto termico e Certificati bianchi; l’1% circa della spesa per benzina e gasolio agli extra-costi sostenuti dai fornitori di carburanti per rispettare gli obblighi di miscelazione di biocarburanti. In altre parole, nel 2016 il 97% dei 16,1 miliardi di euro per l’incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza è stato finanziate tramite bollette (94% luce e 3% gas), il 3% tramite la spesa per carburanti.

Concretamente, tutto questo significa che per la promozione di rinnovabili ed efficienza energetica, la famiglia-tipo italiana ha contribuito agli investimenti con 136€/anno, contributo che – allo stato dell’arte – è destinato a diminuire progressivamente insieme all’ammontare degli incentivi erogati dal Gse all’energia pulita. Nel 2016 si è infatti verificato il picco delle risorse impegnate, pari appunto a 16,1 miliardi di euro: nel 2017 è stimata una riduzione di 1 miliardo, seguita nel 2018 da un’ulteriore riduzione di 500 milioni di euro per proseguire poi poco al di sotto dei 15 miliardi di euro fino al 2020.