Realacci: «Ilva, ultima chiamata»

«Non c’è futuro senza risanamento ambientale e innovazione industriale»

[13 gennaio 2016]

Ilva Taranto

Giunti al decimo decreto che si occupa della materia, per l’Ilva di Taranto è forse l’ultima chiamata.

È sempre più chiaro che non ci può essere un futuro produttivo dell’impianto senza risanamento ambientale e innovazione tecnologica , così come non ci può essere il risanamento del territorio senza il rilancio industriale.

Il decreto Ilva in via di approvazione oggi alla Camera è uno strumento importante. Mette in campo un fortissimo intervento da parte dello Stato, che stanzia 800 milioni per il risanamento ambientale, e un grande impegno del Parlamento con l’obiettivo di tenere assieme l’ambiente, la salute, il lavoro e il futuro produttivo dell’acciaieria di Taranto.

Non credo che l’Europa possa permettersi di “bocciare” questo piano. Di più. Credo che qualsiasi infrazione da parte dell’Europa sugli 800 milioni sia inaccettabile, perché servono a rispettare gli irrinunciabili obiettivi di tutela della salute e dell’ambiente e vanno nella direzione indicata anche dalla recente conferenza di Parigi.

Un futuro sostenibile per l’Ilva e quindi per l’acciaio italiano è una scommessa fondamentale non solo per Taranto e la Puglia, ma per l’Italia tutta. Per essere la seconda manifattura d’Europa abbiamo bisogno anche dell’acciaio. Perché la sfida dell’Ilva abbia successo è necessario avere visione e coraggio e proporre un lungimirante piano di innovazione tecnologica, rilancio aziendale e bonifica ambientale. In controluce di questo provvedimento c’è una linea ben sostenuta in queste settimane dal collega Mucchetti, Presidente della X Commissione del Senato, coerente con le proposte del presidente della Regione Puglia Emiliano, che riprende ipotesi a suo tempo avanzate anche dagli ex commissari Bondi e Ronchi.

Una linea che prevede in prospettiva la creazione della più avanzata acciaieria europea grazie al ricorso al preridotto di ferro e al passaggio dal carbone al metano. Con questo piano di risanamento e rilancio, che richiede una forte innovazione tecnologica e produttiva, si abbattono fortemente tutti gli inquinanti incluse le emissioni di CO2.

Il parlamento dovrà svolgere fino in fondo il suo compito convocando, come concordato con il presidente della Commissione Attività produttive Epifani, la ministra Guidi non appena ci saranno le manifestazioni di interesse per verificare se soddisfino le indicazioni forti che arrivano da questo provvedimento.

 

Ermete Realacci

Presidente Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera