Referendum del 17 Aprile, in Toscana nascono altri coordinamenti per il Sì: «Guardiamo al futuro»

«Votiamo Sì per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili»

[23 marzo 2016]

No Triv Sì

Si è costituito anche il Comitato lucchese “Vota SÌ per fermare le trivelle”, promosso da Arci, Associazione la Piana per l’Uomo, Coordinamento Democratico Costituzionale Provinciale di Lucca, Comitato Pro Ponte in Giusto Loco, Il Giardino di Marinella, Italia Nostra, Legambiente, Lucca Bene Comune, Stop TTIP Lucca, Unione Sindacale di Base USB, Wwf Alta Toscana ed a cui hanno aderito Associazione per l’iniziativa Radicale Andrea Tamburi, Comitato Lucca Possibile, Sinistra Italiana, Sì Toscana a Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista. Intanto hanno preso il via anche le iniziative del Comitato per il Sì di Livorno.

Mentre partono Si è tenuta stamani la conferenza stampa del Coordinamento Fiorentino Vota Sì per fermare le trivelle, il raggruppamento di associazioni, forze politiche e di tantissimi liberi cittadini, che si stanno mobilitando per informare gli elettori dell’imminente referendum del 17 aprile sulle trivellazioni petrolifere. Questa consultazione referendaria riguarda, in particolare, le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel mare italiano entro le 12 miglia marine dalla costa. Il quesito interessa tutti i titoli abilitativi all’estrazione e alla ricerca di idrocarburi già rilasciati e interviene sulla loro data di scadenza.

Il Coordinamento Fiorentino Vota Sì per fermare le trivelle riassume le ragioni delle 9 Regioni che hanno promosso il referendum: «Perché questo quesito referendario, al quale chiediamo di votare Sì? Perché il Governo, con un emendamento alla legge di Stabilità 2016 (che modifica il decreto legislativo 152/2006) ha vietato tutte le nuove attività entro le 12 miglia marine, ma ha mantenuto i titoli già rilasciati prevedendo che essi possano rimanere vigenti “fino a vita utile del giacimento”. Nel nostro mare, entro le 12 miglia, ci sono ad oggi 35 concessioni di estrazione di idrocarburi. Tre di queste sono inattive, una è in sospeso fino alla fine del 2016 (è quella di Ombrina Mare, al largo delle coste abruzzesi), cinque erano non produttive nel 2015. Le altre 26 concessioni, che sono produttive, sono distribuite tra il mare Adriatico, il Mar Ionio e il Canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. Queste piattaforme, soggette a referendum, oggi producono il 27% del totale del gas e il 9% del greggio estratti in Italia (il petrolio viene estratto nell’ambito di 4 concessioni dislocate tra Adriatico centrale – di fronte a Marche e Abruzzo – e nel Canale di Sicilia). La loro produzione nel 2015 è stata di 542.881 tonnellate di petrolio e 1,84 miliardi di Smc (standard metri cubi) di gas».

Il Comitato fiorentino sottolinea che: «I consumi di petrolio in Italia nel 2014 sono stati di circa 57,3 milioni di TEP (ovvero milioni di tonnellate). Quindi l’incidenza della produzione delle piattaforme a mare entro le 12 miglia è stata di meno dell’1% rispetto al fabbisogno nazionale (0,95%). Per il gas, i consumi nel 2014 sono stati di 50,7 milioni di TEP; l’incidenza della produzione di gas dalle piattaforme entro le 12 miglia è stata quindi del 3% del fabbisogno nazionale. È importante sottolineare che i dati forniti dall’Ufficio Minerario per gli idrocarburi e le georisorse del Ministero delle Sviluppo Economico, e da Assomineraria, stimano riserve certe sotto i fondali italiani che sarebbero sufficienti (nel caso dovessimo contare solo su di esse) a soddisfare il fabbisogno di petrolio per sole 7 settimane e quello di gas per appena 6 mesi».

Di fronte a queste evidenze scientifiche, il Comitato Vota Sì per fermare le trivelle, che a Firenze è composto, tra le altre associazioni, da Arci, Legambiente, Greenpeace, Wwf, Comitato No Tunnel Tav, Perunaltracittà, Comitato No inceneritore, CUB, Comitato No Aeroporto, Lav, Assemblea per la piana contro le nocività e da forze politiche impegnate a livello nazionale nella promozione del Referendum, «chiede a tutti i cittadini dell’area metropolitana fiorentina di andare massicciamente a votare e di votare per il Sì, per fermare uno scempio del nostro mare che è sostanzialmente inutile e per certi versi “preistorico”».

Marco Catellacci, portavoce del Comitato Fiorentino Vota Sì per fermare le trivelle, Fausto Ferruzza presidente di Legambiente Toscana e Marco Andrei, responsabile politiche per la sostenibilità di Arci  Firenze, concludono: «L’importanza di questo referendum è politica, perché è il primo referendum indetto nel nostro Paese da alcune Regioni, che vogliono sia riconosciuto il loro ruolo di responsabilità nei e dei territori. Inoltre, è un referendum strategico per il futuro energetico dell’Italia. Non conviene attardarsi un momento di più, infatti, su un modello economico, quello basato sulle energie fossili, che ha determinato guerre, inquinamenti globali e terrorismi non più accettabili, non solo sul piano ambientale, ma anche e soprattutto sul piano etico e politico. Guardiamo al futuro, concentriamoci sulla costruzione di un mondo regolato dal rispetto e dalla responsabilità, sia nei rapporti tra gli uomini e le culture, sia nei confronti dell’ambiente. Quello che è in gioco con questo referendum è l’indirizzo verso un mondo più pulito, più equo, più avanzato. Per questo il nostro invito è quello di andare a votare il prossimo 17 aprile e votare Sì per fermare le trivelle».