Referendum, il ministro Galletti vota No e rompe il fronte astensionista

La CGIL: «Italia senza un vero piano energetico. Andate a votare»

[12 aprile 2016]

Fiom referendum 1

Sul Referendum il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti  ha dato retta al presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi (e ai presidenti del Senato e della Camera Piero Grasso e Laura Boldrini) e un dispiacere al premier Matteo Renzi: non ha accolto l’appello all’astensione ed andrà a votare: «Ho sempre ritenuto tutte pienamente legittime le posizioni in campo nel referendum sulle trivellazioni, compresa quella di chi sceglierà l’astensione puntando al mancato raggiungimento del quorum. Poiché da più parti mi viene chiesto cosa farò domenica, la mia risposta è che andrò a votare e sosterrò le buone ragioni del ‘No».

Ragioni che non sembrano per niente buone alle associazioni ambientaliste che pure dovrebbero avere in Galletti un riferimento, né alle 9 Regioni che hanno promosso il referendum e ad una miriade di associazioni di categoria e locali che invocano proprio la difesa dell’ambiente del territorio e del mare, della quale Galletti è titolare, per votare Sì e difendere intere economie basate sul turismo e le risorse naturali.

Dopo la FIOM, schierata decisamente per il Sì, un invito ad andare a votare comunque la si pensi viene anche dalla Segreteria nazionale della CGIL: «Il prossimo 17 aprile saremo chiamati ad esprimerci con il voto sul referendum che riguarda le concessioni in essere per le trivellazioni in mare. Questo referendum, proposto da alcune Regioni italiane, intreccia – al di là del quesito specifico – i temi della politica energetica del nostro Paese. Nell’assenza di un vero piano energetico nazionale, le grandi questioni che attengono alla tutela dell’ambiente, all’utilizzo di fonti pulite e rinnovabili di energia, alla salvaguardia dell’occupazione, alla minore o maggiore dipendenza dell’Italia, al governo della transizione dal carbone e dalle fonti fossili, non trovano una definizione compiuta ed ogni scelta che il Paese si trova a fare si propone singolarmente. La CGIL, come nella migliore tradizione del Sindacato confederale italiano, fa appello alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate, ai pensionati ed a tutti i cittadini elettori affinché il 17 aprile esercitino il proprio diritto di voto. Il referendum è uno degli strumenti della nostra democrazia: votare non è solo il modo per sostenere i propri convincimenti, ma è anche la via per salvaguardare i cardini fondamentali del nostro sistema democratico e dare nuova forza alla partecipazione».