Referendum sulle trivelle, Rossi vota Sì: «Sbagliate le concessioni a vita»

Legambiente Toscana: il presidente della Regione ha accolto il nostro appello

[4 aprile 2016]

enrico rossi

Oggi il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, referente del Comitato promotore del referendum del 17 aprile, è in visita in Toscana per incontrare i comitati e le associazioni toscane e per dare il suo sostegno e appoggio a tutti quelli che stanno lavorando attivando positivamente per difendere il nostro mare da ogni tipo di aggressione e ringraziare per il lavoro che associazioni e comitati stanno portando avanti per il prossimo referendum del 17 aprile.

Un appello al quale risponde indirettamente dalle pagine nazionali del Corriere della Sera il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: «Le trivelle? Voterò sì, turandomi il naso». Nell’intervista pubblicata a firma di Monica Guerzoni, Rossi sottolinea che lo farà «obtorto collo, perché io non sono un ambientalista fondamentalista, come tanti che assolutizzano e dicono un secco no alle trivelle. La mia è una scelta minoritaria, ma non polemica. Io non lancio invettive».

Rossi, che si è candidato alla segreteria del Pd per la sinistra e in questi giorni conferma spesso la sua scelta “socialista”, è evidentemente molto preoccupato per quel che sta accadendo all’interno del suo Partito e spiega perché non ha firmato il ricorso delle Regioni insieme agli altri 8 presidenti Pd (poi diventati 7 con la defezione dell’Abruzzo): «È vero, pur essendo considerato molto antirenziano, non ho firmato contro questa norma dello sblocca Italia». Il presidente della Toscana aggiunge che secondo lui Renzi va rafforzato, non indebolito e sottolinea: «Non condividevo lo strumento del referendum, perché ha innescato uno scontro tra opposte fazioni. Però, nel merito, penso che l’idea di una concessione perenne sia contraria ad alcune regole europee sulla libera concorrenza. Non può bastare un rigo per prorogare le concessioni fino a esaurimento dei giacimenti. Lo sa che qui abbiamo un contenzioso da oltre 250 anni?».

Rossi si riferisce al marmo di Carrara e spiega: «Il privilegio assegnato ai cavatori nel 1751 dalla principessa Maria Teresa Cybo Malaspina ha innescato un contenzioso che ci ha portato, con il governo, fino alla Corte costituzionale. Io penso che, se le condizioni cambiano, deve esserci la possibilità di ridiscutere le scelte».

Dopo essersi dichiarato incuriosito ma non convinto del no di Prodi al referendum, Rossi aggiunge: «Per me sarebbe meglio valutare caso per caso, studiando nuove procedure, coinvolgendo i cittadini e magari rilasciando le concessioni tramite aste, che consentano al migliore offerente di fare gli interessi dell’ambiente e quelli del territorio». Per quanto riguarda la temuta perdita dei posti di lavoro, uno dei cavalli di battaglia del fronte astensionista, Rossi sottolinea che «bisogna tutelare sia gli interessi nazionali, che i posti di lavoro. Ma questo non si può fare assegnando concessioni sine die».

A Renzi che critica i «finti ambientalisti», tra i quali il premier sembra annoverare i 7 presidenti di regione Pd che hanno promosso i referendum,  Rossi risponde: «C’è qualcosa di vero, ma anche Renzi ideologizza molto. Il governo farebbe bene ad approntare un piano energetico nazionale, di cui ancora non si è vista traccia».

L’intervista si conclude con le conseguenze che le dimissioni della ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi avranno sul referendum del 17 aprile: «E’ chiaro che la vicenda accenderà il dibattito sulle trivelle e chi vuole attaccare il governo lo farà –  dice Rossi –  Renzi sta facendo moltissimo, però la concentrazione del potere a Palazzo Chigi è un problema. Schiacciare tutto su leaderismo e personalismo non basta. Se il segretario del Pd vuole governare ancora, deve rimettere in campo il partito».

La prima reazione alle dichiarazioni di Rossi arriva da Legambiente Toscana: «La posizione per il Sì al referendum del 17 Aprile espressa oggi sul Corriere della Sera dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è importantissima, in quanto meditata e “sofferta”, provenendo da chi non ha ricorso contro questa norma dello Sblocca Italia. Legambiente apprezza l’onestà intellettuale di Rossi, che ha così risposto positivamente all’appello del presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e del responsabile Mare di Legambiente Toscana Umberto Mazzantini, affinché si esprimesse chiaramente sul merito del quesito referendario».

Secondo  Ferruzza, «E’ importante il riferimento di Rossi al contenzioso che dura da oltre 250 anni sul marmo di Carrara, a proposito delle concessioni estrattive rilasciate senza data di scadenza,  ma è ancora più importante che il presidente della Regione Toscana richiami la necessità, ormai non più rimandabile, di un piano energetico nazionale che faccia finalmente uscire l’Italia e la Toscana dall’era dei combustili fossili, in vista di un modello energetico più equo e sostenibile. Modello i cui pilastri portanti sono: efficienza energetica, distribuzione decentrata sui territori, ascolto delle comunità locali, sviluppo delle fonti rinnovabili: degli obiettivi tutt’altro che fondamentalisti, sanciti peraltro dal recente Accordo di Parigi che anche l’Italia avrebbe sottoscritto».