Referendum sulle trivelle: una petizione per l’election day

Lanciata da Greenpeace e indirizzata a Renzi e Alfano: «Non sperperare i nostri soldi»

[26 gennaio 2016]

Andrea Boraschi, di Greenpeace, ha lanciato su change.org la petizione “Un Election Day per dire NO alle trivelle”, rivolta al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro degli Interni Angelino Alfano, nella quale si legge che «In vista del referendum sul tema trivelle, Le chiedo di indire un Election Day in occasione del primo turno delle elezioni amministrative della prossima primavera: per ridurre i costi dell’organizzazione referendaria e per favorire la partecipazione democratica al voto». Mentre scriviamo la petizione ha superato le 5.400 firme.

Boraschi sottolinea che «Risparmiare centinaia di milioni di euro di soldi pubblici accorpando il referendum sulle trivelle con le amministrative: è un atto doveroso in tempi di crisi economica e di spending review. Per questo chiediamo un Election Day!»

L’ambientalista racconta la sue esperienza di attivista NO-Triv: «Solo pochi mesi fa ero sulla nave Rainbow Warrior nel Canale di Sicilia. Una piattaforma petrolifera di ENI era stata occupata dagli attivisti di Greenpeace, in maniera pacifica e non violenta, per protestare contro il decreto Sblocca Italia del governo. Da allora non abbiamo mai smesso di opporci alle miopi politiche energetiche di Renzi: trasformare i nostri mari e i nostri territori in un Texas di serie B, sacrificando l’Italia al profitto dei petrolieri».

Boraschi ricorda quanto dicono ormai da anni le associazioni ambientaliste nazionali e i comitati locali: «Per estrarre quantitativi irrisori di petrolio e gas si mettono a repentaglio il paesaggio, il mare e settori vitali dell’economia come il turismo e la pesca: una politica energetica in aperta contraddizione con gli impegni presi in sede internazionale per salvaguardare il clima».

La situazione è però cambiata, anche politicamente: «Ma l’Italia non ci sta – sottolinea Boraschi –  e ben nove regioni si sono schierate contro il governo, in un conflitto senza precedenti, promuovendo un referendum. Nella prossima primavera gli italiani saranno chiamati a scegliere se puntare sulle trivelle sacrificando i nostri tesori ambientali, oppure chiedere un futuro diverso, pulito e rinnovabile. Il governo ha un’opportunità semplice per facilitare la partecipazione di tutti e risparmiare un’enorme quantità di denaro pubblico, stimabile tra i 350 e i 400 milioni: fissare un Election Day e così accorpare l’appuntamento referendario con il primo turno delle amministrative della prossima primavera. Ma Renzi sembra aver deciso il contrario. Per affossare il referendum e difendere le lobby fossili è disposto a sprecare centinaia di milioni di euro dei cittadini italiani. Diciamolo chiaramente: non si può fare. Firma per chiedere anche tu al premier Renzi e al ministro degli Interni Alfano di rispettare lo spirito democratico e non sperperare i nostri soldi. Firma anche tu per chiedere l’Election Day».