Remote: accumulare energia pulita e rinnovabile sul Monviso e a Ginostra

Un progetto finanziato dall’Ue per installare 4 sistemi ibridi di accumulo di energia power to power in Italia, Grecia e Norvegia

[22 ottobre 2018]

Nel mondo ci sono più di 10.000e isole nelle quali vivono 750 milioni di persone e in molte di quelle che hanno tra i 1000 e i 10.000 abitanti il carburante più utilizzato per produrre energia è il diesel, con una spesa consistente per l’importazione di combustibili fossili e un forte impatto ambientale. In Italia ci sono 77 isole di cui 23 all’interno di laghi e 1 in un fiume. Nel bacino del Mediterraneo, le isole abitate sono 158, con una popolazione variabile tra i 5 milioni di abitanti della Sicilia, e le poche unità di Isole protette come Asinara, Montecristo, in Italia o Schiza, in Grecia. Il 40,5% delle isole del Mediterraneo ha meno di 1.000 abitanti, il 29.7% meno di 500 e un considerevole numero di questi territori, importanti sotto il profilo turistico e ambientale, vivono senza collegamento alla rete elettrica.

Oltre alle isole, nel mondo e in Italia ci sono numerosissime aree remote e isolate, come quelle montane e interne poco collegate alle principali vie di comunicazione e alle infrastrutture.

Il  progetto europeo Remote è finanziato da Fuel Cells and Hydrogen 2 Joint Undertaking e riceve il sostegno dall’Unione Europea  nell’ambito del programma Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione, Hydrogen Europe and Hydrogen Europe research, è coordinato dal Dipartimento di energia del Politecnico di Torino e condotto insieme a 10 partner europei: Ballard Power Systems Europe (DK), Hydrogenics Europe (BE), Powidian (FR), Enel Green Power (IT), Orizwn (EL), IRIS (IT), Tronderenergi (N), SINTEF (N), EPS ELVI Energy (IT), CERTH – Ethniko Kentro Erevnas Kai Technologikis Anaptyxis (GR). LO staff del progetto spiega che «Lo sfruttamento dell’energia rinnovabile disponibile, in inglese RES – Renewable Energy Sources, è un fattore chiave di innovazione per questi territori, soprattutto in chiave ambientale. Si tratta infatti di definire un percorso di produzione energetica, che riduca drasticamente l’impronta ambientale determinata dall’uso di combustibili fossili. Le fonti rinnovabili, tuttavia, presentano problemi di intermittenza che rendono difficile conciliare la domanda di energia con la continuità di servizio. Una criticità che può essere risolta grazie allo sviluppo tecnologico di soluzioni di energy storage efficienti, ad alta densità energetica, economiche e affidabili poiché capaci di garantire la continuità del servizio».

Remote ha proprio l’obiettivo di «dimostrare la sostenibilità economica e tecnica di sistemi di energy storage, vere e proprie batterie ad accumulo, basate sulla tecnologia a idrogeno combinata con un elettrolizzatore che converte l’energia in eccesso prodotta da sistemi di energia rinnovabili (pale eoliche, pannelli fotovoltaici,…) in idrogeno. Il sistema di accumulo a idrogeno e celle a combustibile (fuel cell), poi, riconverte quando necessario l’idrogeno stesso in elettricità, superando così il problema dell’intermittenza, tipico delle fonti rinnovabili come eolico e solare».

Per sviluppare Remote si stanno allestendo 4 stazioni dimostrative, alimentate con elettricità prodotte  da fonti rinnovabili, collocate in altrettante aree isolate, legate ad un approvvigionamento energetico sia da microreti – microgrids, sia totalmente staccate dalla rete elettrica. Si tratta di due località italiane: Ambornetti, in Piemonte alle pendici del Monviso, e Ginostra, sull’Isola di Stromboli, in Grecia,  e di due località straniere; Agkistro nella regione di Serres in Grecia e l’isola di Froan nel mar di Norvegia.

Al Politecnico di Torino spiegano ancora: «Fonti rinnovabili e variabili come eolica, solare-fotovoltaica, integrate con sistemi di accumulo power to power basati sull’idrogeno, sono infatti in grado di fornire una fonte di energia affidabile, costante, economica, e, soprattutto, ecologica poiché costituiscono un’alternativa reale all’uso dei motori diesel per la produzione di energia locale, con l’enorme impatto ambientale che i combustibili fossili impongono, in special modo in aree di elevato valore ambientale come quelle scelte. Le 4 località del progetto Remote sono state scelte per il mix di energie rinnovabili che permettono di mettere in campo nei test, collocandole in contesti ambientali e d’uso molto diversi. Si passa infatti dal caldo, soleggiato, ventoso Mediterraneo alla fredda e tempestosa Scandinavia, fino al particolare clima delle Alpi occidentali italiane. Fornire energia pulita e un servizio affidabile alle popolazioni che vivono in queste aree è una sfida tecnologica sotto il profilo sociale ed economico, poiché l’accesso a fonti di energia pulita dal costo contenuto, è un tassello essenziale per lo sviluppo di questi territori dal punto di vista demografico, turistico ed imprenditoriale».

Ad Ambornetti, Ginostra, Agkistro e  Froan ci sarà una pressoché completa sostituzione dei combustibili fossili con energia rinnovabile, arrivando ad un’autonomia energetica che in alcuni casi raggiungerà il 100% del fabbisogno. E al Politecnico di Torno concludono: «L’esperienza acquisita con Remote  in aree isolate e off-grid, inoltre, aprirà la strada  all’implementazione di soluzioni di energy storage basate sull’idrogeno per scale di produzione sempre maggiori».