Rigassificatore Edison, il Comune di Rosignano ricorre al Tar contro il Governo

Sull'infrastruttura energetica c’è già il veto della Regione, e nemmeno la sottosegretario Velo è d’accordo

[1 agosto 2017]

Il Comune di Rosignano Marittimo (LI) ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) contr o la decisione del Ministero dell’ambiente di escludere da Valutazione di impatto ambientale (Via) la Revisione alla Variante Progetto Rosignano. A deciderlo è stata la giunta di centrosinistra, ribadendo «la posizione di contrarietà al progetto del Rigassificatore Edison», già espressa dal sindaco Alessandro Franchi e dallo stesso ente con precedenti atti amministrativi.

La questione rigassificatore Edison è stata affrontata durante l’incontro tra il sindaco di Rosignano Marittimo Alessandro Franchi e la sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo, entrambi del Pd; la Velo ha seguito l’iter del progetto anche come parlamentare del territorio.

Il sindaco Franchi ha ribadito durante una conferenza stampa il parere contrario del Comune, in quanto «il progetto è di natura prettamente commerciale, non ha apprezzabili ricadute industriali né occupazionali sul nostro territorio, aggrava l’impatto ambientale e aumenta i livelli di rischio industriale. Ci conforta la posizione di contrarietà espressa anche dalla Regione Toscana che, condividendo le ragioni della nostra amministrazione, ha preannunciato la non disponibilità a concedere nessuna intesa al Ministero dello sviluppo economico, intesa necessaria per le definitive autorizzazioni. Continueremo tuttavia a far valere in ogni sede le nostre posizioni, a cominciare dal ricorso al Tar contro il provvedimento ministeriale per il quale abbiamo approvato una delibera di Giunta per l’affidamento a un professionista esterno».

Anche la Velo ha preso le distanze dalla decisione del suo ministero e ha detto di condividere le considerazioni del Comune sulla non compatibilità del progetto al modello di sviluppo del territorio, e ha poi illustrato il procedimento che ha portato la commissione Via ministeriale a escludere il nuovo progetto da una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale. La sottosegretario ha sottolineato che «il provvedimento ministeriale ha accolto le richieste di Edison non assoggettando il progetto a nuova Via ma inserendo due importanti prescrizioni, cogenti e parte integrante e sostanziale dello stesso provvedimento: la prima riguarda lo spostamento del terminale di etilene da Vada a Rosignano, la realizzazione del progetto esecutivo e la rinaturalizzazione dell’area di San Gaetano; la seconda prevede che tutti gli interventi, compresi quelli relativi allo spostamento dello stoccaggio dell’etilene, siano realizzati entro 5 anni. E’ all’esame del Parlamento la nuova Strategia Energetica Nazionale che deve definire la nuova programmazione energetica del Paese a breve medio e lungo periodo. uando la SEN sarà approvata il Mise dovrà definire quanti impianti di rigassificazione serviranno e pubblicare un bando per scegliere quali realizzare. In ogni caso, per qualsiasi intervento l’autorizzazione finale spetta al Mise che può procedere soltanto in presenza di un’intesa con la Regione competente. In questo caso la Regione Toscana ha già espresso la volontà di non concedere l’intesa per il progetto Edison. Come rappresentante politica di questo territorio in questi giorni parlerò con il ministro Calenda e con il Presidente del Consiglio Gentiloni per spiegare loro le ragioni della contrarietà del Comune e del territorio».

Il sindaco Franchi ha detto che avvierà «le verifiche per accertare se, stante le dichiarazioni volontarie e integrative di Edison rimesse al Ministero dell’Ambiente, Ineos è in condizione di sostenere autonomamente l’investimento per lo spostamento del terminal di etilene e per liberare l’area di San Gaetano dagli insediamenti industriali oggi presenti». La palla ora passa al ministero dello Sviluppo economico che dovrà esprimersi su di un’infrastruttura energetica dove il Comune (a guida Pd), la Regione (a maggioranza Pd) e il sottosegretario all’Ambiente (anch’ella esponente Pd) hanno ribadito il loro diniego di fronte alla decisione piovuta dal Governo (ancora una volta a guida Pd). La speranza, ancora una volta, è che dalla politica possa arrivare una sintesi, a prescindere dal Tar.