Rinnovabili, Coordinamento Free al Senato: «Soddisfare i target europei»

Per l’eolico occorrerà installare ogni anno circa 2 volte e mezzo la capacità realizzata nel 2017 e per il fotovoltaico circa 10 volte

[13 settembre 2018]

Una delegazione del Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica  (Coordinamento FREE), di cui facevano parte il presidente Giovan Battista  Zorzoli e il membro del Comitato direttivo Francesco Ferrante è stata audita dalla Commissione Industria del Senato sulle modalità di sostegno all’attività produttiva mediante sistemi di generazione, accumulo e autoconsumo di energia elettrica.
Il Coordinamento, che ha presentato un documento,  dice di aver «Illustrato gli obiettivi specifici, in termini di efficienza energetica e di produzione elettrica con fonti rinnovabili, richiesti per realizzare un piano energia-clima che nel 2030 soddisfi i target fissati a livello europeo, nonché le misure da adottare a tal fine».
Per quanto riguarda l’efficienza energetica, Free, basandosi sui risultati conseguiti, ha evidenziato che «Malgrado i significativi investimenti già realizzati, alla positiva crescita del Pil non corrisponde l’altrettanto positiva diminuzione dei consumi energetici», per questo  suggerisce di «agire sull’uso razionale di tutto le risorse, diffondendo nell’industria l’economia circolare».
Dato che per l’eolico occorrerà installare ogni anno circa 2 volte e mezzo la capacità realizzata nel 2017 e per il fotovoltaico circa 10 volte, per minimizzare l’impatto territoriale il Coordinamento Free ha proposto di «installare su coperture civili e industriali 15-20 GW di fotovoltaico, obiettivo realistico se verranno rese permanenti le detrazioni fiscali per l’edilizia civile e i super-ammortamenti per quella industriale e saranno aboliti tutti i vincoli esistenti alla vendita dell’energia così prodotta».

Per Feee  saranno «Altrettanto importanti le misure per promuovere la costituzione di comunità energetiche locali« con «l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, in partnership con imprese.
Anche grazie al potenziamento degli incentivi per sostituire le coperture in amianto, reintrodotti nella bozza del decreto sulle rinnovabili, e alla copertura dei bacini idroelettrici con moduli fotovoltaici galleggianti, la capacità fotovoltaica da installare a terra potrebbe essere ridotta a circa un sesto del totale, purché nel realizzarla si adottino tecnologie avanzate – moduli fotovoltaici bifacciali e/o montati su inseguitori della traiettoria solare – la prima in fase di sviluppo in Italia, la seconda già prodotta con know-how proprio nel nostro paese. Anche l’utilizzo esteso di accumuli elettrochimici, necessario per garantire la continuità della fornitura elettrica degli impianti eolici e fotovoltaici e per consentire la diffusione di contratti pluriennali di compravendita dell’energia, darà ossigeno alle imprese italiane che già li stanno producendo».