Rinnovabili, efficienza energetica autoproduzione e autoconsumo: approvati i nuovi obiettivi obbligatori dell’Ue

Kyoto Club, il Coordinamento Nazionale Free e EU-Ase: è l’Europa che ci piace

[28 novembre 2017]

La Commissione Itre, industria, ricerca energia del Parlamento europeo ha approvato  la revisione della Direttiva efficienza energetica: la risoluzione sull’efficienza energetica è stata adottata con 33 sì, 30 no e 2 astensioni, quella sulle energie rinnovabili è passata con una maggioranza più ampia:43 favorevoli, 14 contrari e 7 astenuti. Le due risoluzioni prevedono per tutta l’Unione europea  l’obiettivo legalmente vincolante di ridurre del 40% il consumo di energia entro il 2030 e la continuazione dell’aumento annuale del +1,5% di efficienza energetica dopo il 2020, mentre entro il 2030 almeno il 35% di tutta l’energia dell’Ue dovrà provenire da fonti rinnovabili. Inoltre è previstoi un sostegno ai cittadini che produrranno in proprio l’energia che consumano.

Il relatore del provvedimento, il socialista spagnolo  José Blanco Lopez, ha sottolineato che «L’Europa deve fare di più, deve essere più ambiziosa in materia di energia rinnovabile se vuole raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, combattere il cambiamento climatico e guidare la transizione energetica. La commissione industria ed energia, a maggioranza molto ampia, difende l’aumento obbligatorio in materia di energie rinnovabili dell’Ue dal 27% al 35%, al fine di fare dell’autoconsumo un vero diritto, di offrire d sicurezza e certezza agli investitori e di aumentare l’ambizione in materia dio de carbonizzazione nei settori dei trasporti, del riscaldamento e del raffreddamento».

Infatti gli eurodeputati hanno modificato le proposte legislative per garantire che i consumatori possano prodursi l’elettricità in proprio, consumarla e installare dei sistemi di stoccaggio senza doiver pagare diritti o tasse. Inoltre la Commissione chiede agli Stati membri di togliere gli ostacoli all’autoproduzione per promuovere lo sviluppo dell’autoconsumo di energie rinnovabili.

Gli eurodeputati voglio aiutare  le persone a costituire delle cooperative per le energie rinnovabili nelle loro comunità che installino congiuntamente pannelli solari o pale eoliche e chiedono quindi agli Stati membri di «Assicurare che i consumatori, in particolare i clienti residenziali, possano unirsi in una tale comunità dell’energia rinnovabile senza essere sottoposti a delle condizioni o a delle procedure ingiustificate»,

Le modifiche apportate dalla Commissione Itre piacciono molto al mondo delle rinnovabili: Harry Verhaar, responsabile affari pubblici e governativi di Philips Lighting e presidente del Consiglio di amministrazione dell’Alleanza europea per l’efficienza energetica (EU-Ase), ha detto: «Ci congratuliamo con i membri della commissione Itre per questo importante risultato. Votando a favore di un obiettivo europeo vincolante del 40% al 2030, i deputati inviano un importante messaggio che conferma il loro impegno a guidare un’economia verde e sostiene il principio dell’efficienza energetica in primo luogo. Ciò rende l’Europa più in linea con l’accordo di Parigi e contribuirà alla crescita, all’aumento della competitività e alla creazione di posti di lavoro».

Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei e presidente EU-Ase, ha aggiunto: «Questo è solo un voto e un passo avanti, ed è molto importante che il resto del Parlamento europeo segua l’esempio della commissione Itre  e difenda la posizione forte del Parlamento nei prossimi triloghi. Noi continueremo a lavorare con il Parlamento e con le altre parti interessate affinché esca un parere favorevole anche dalla sessione plenaria». Una posizione condivisa anche dal Coordinamento Nazionale Free.

Sergio Andreis, direttore esecutivo di Kyoto Club conclude sinteticamente: «Questa è l’Europa che ci piace!»