Il rischio delle energie rinnovabili per la fauna selvatica. Csm: convivenza possibile

Bradnee Chambers (Cms): si può fare, basta applicare le linee guida della nostra task force

[23 ottobre 2017]

I risultati del recente studio “Bird and bat species’ global vulnerability to collision mortality with wind farms revealed through a trait-based assessment”,  pubblicato su Proceedings of the Royal Society B da un team internazionale di di ricercatori guidato da Chris B. Thaxterdel British Trust for Ornithology, sugli im patti delle pale eoliche sulle popolazioni di uccelli e pipistrelli potrebbero aiutare progettare e localizzare meglio gli impianti eolici per ridurre la mortalità da collisione degli animali.

Lo studio pubblicato a settembre e al quale hanno preso parte anche ricercatori di Rspb, BurdLife International e Iucn,  ha determinato il tasso di collisione riguardante l i diversi tipi di pale oliche per misurare la potenziale vulnerabilità di 9.538 specie di uccelli e di 888 specie di pipistrelli in tutto il mondo.

I ricercatori hanno scoperto che ad essere particolarmente vulnerabili alle collisioni sono gli uccelli migratori e che 31 dei 55 volatili “minacciati” dagli impianti eolici sono predatori, mentre le specie di pipistrelli con un areale più vasto corrono, in media, più rischio di collisione rispetto a quelle più stanziali. I tassi di collisione risultano essere più alti per i pipistrelli che per gli uccelli.

Gli autori dello studio sottolineano che «E’indispensabile considerare gli impatti delle centrali eoliche sulle popolazioni di pipistrelli e uccelli, in particolare migratrici e le specie molto diffuse».

L’impatto delle energie rinnovabili è uno dei temi al centro della 12esima Conferenza delle sparti della Convention on migratory Species (Cop12 Cms) iniziata oggi a Manila, nelle Filippine,  e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu richiedono sia l’accesso di tutti a un’energia economica e azioni per combattere il cambiamento climatico che la salvaguardia degli e cosistemi e della biodiversità. Per questo è importante che la crescente industria delle energie rinnovabili cooperi con gli ambientalisti per assicurare la tutela delle specie vulnerabili.

Cms e ricercatori dicono che «I campi eolici e le dighe idroelettriche, nonché le linee di trasmissione, sono particolarmente preoccupanti, perché che incidono sulla fauna selvatica aviaria, terrestre e acquatica». Per questo la Cms ha sviluppato linee guida per i progettisti e le compagnie elettriche per ridurre l’impatto delle fonti rinnovabili e ha creato un’ Energy Task Force per lavorare con governi, accordi multilaterali sull’ambiente, investitori, organizzazioni accademiche e non governative per sostenere la loro attuazione.

Alla Cop12 di Manila la Cms presenterà la risoluzione “Renewable Energy and migratory species”  con un invito alle parti ad attuare le linee guida ed a prendere alcuni impegni precisi per le energie rinnovabili:

Energia eolica: intraprendere un’attenta pianificazione fisica con particolare attenzione alla mortalità degli uccelli (in particolare delle specie a lunga vita e bassa fecondità) e dei pipistrelli, causata dalle collisioni con le turbine eoliche, e all’aumento del rischio di mortalità per le balene, i delfini e le focene per le funzioni uditive permanentemente ridotte a causa del rumore generato dalla costruzione e dal funzionamento delle centrali eoliche. Inoltre, occorre prendere in considerazione mezzi per ridurre gli effetti del disturbo e dello spostamento sulle specie pertinenti, incluse misure appropriate come ad esempio l’arresto su richiesta;

Energia solare: evitare le aree protette, in modo da limitare ulteriormente gli impatti della  distribuzione delle centrali solari; intraprendere un’attenta pianificazione per ridurre gli effetti del disturbo e dello spostamento sulle specie pertinenti, nonché per ridurre al minimo i rischi di ferite e traiumi causati dai pannelli solari he potrebbero essere conseguenze di una serie di tecnologie per l’energia solare;

Energia dell’oceano: prestare attenzione ai possibili impatti sulle specie migratorie del maggior rumore e del disturbo del campo elettromagnetico, soprattutto durante i lavori di costruzione negli habitat costieri, e delle possibililesioni;

Idroelettrico: intraprendere misure per ridurre o mitigare gli effetti noti sugli spostamenti  delle specie acquatiche migratorie, ad esempio attraverso l’installazione di misure come vie di passaggio per i pesci;

Geoenergia: evitare le perdite di habitat, gli effetti di disturbo e barriera per continuare a mantenere gli impatti ambientali complessivi al basso livello attuale.

Il segretario esecutivo della Cms, Bradnee Chambers, ha sottolineato che «Lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie per fornire l’energia da fonti rinnovabili di cui il mondo necessita sono essenziali se vogliamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Per fermare o invertire il cambiamento climatico e fornire alla crescente popolazione umana del mondo l’energia necessaria. Quindi, l’energia idroelettrica, oceanica, eolica e solare devono far parte del mix. Ma l’energia rinnovabile non è la pallottola d’argento che ci aiuterà a superare le barriere per costruire un futuro più pulito, migliore e sostenibile. Indipendentemente dal modo in cui viene prodotta, l’elettricità deve essere trasmessa da dove viene generato a case, uffici, fabbriche, ospedali e scuole dove è necessaria. E questo richiede una sostanziale infrastruttura di piloni e cavi che lasciano il segno sul territorio e che sono una grande preoccupazione per coloro che si occupano della conservazione della natura, possono avere effetti negativi sugli habitat e sulle rotte migratorie della fauna selvatica».

A settembre si è riunita per la seconda volta la task force internazionale convocata dalla Cms che nel 2016 si era costituita a Città del Capo e che riunisce una serie di esperti di governi, agenzie per lo  sviluppo, industria e ambientalisti. Alla Cms spiegano che «L’obiettivo della Task Force è quello di raggiungere i decision-makers che sono in grado di avere effettivamente un effetto sul territorio per assicurare che le tecnologie dell’energia rinnovabile siano installate in modo da non danneggiare la fauna selvatica, che è già di fronte a minacce senza precedenti . Sarebbe tragicamente ironico se le soluzioni create per affrontare il cambiamento climatico, uno dei fattori più importanti di quella che definiamo la “crisi della fauna selvatica”, spingessero eoltre il bordo le specie già all’orlo dell’estinzione».

Chambers sottolinea che «Il mondo sviluppato sta facendo passi da gigante nellas crescita delle fonti di energia convenzionali: in Germania, un giorno di maggio, sono stati prodotti 45,5 GW di energia da fonti rinnovabili, solo poco meno della domanda nazionale di energia (45,8 GW). Ma ci sono anche delle ripercussioni: nell’agosto 2016  Der Spiegel spiegava che le centrali eoliche uccidono 250.000 pipistrelli ogni anno solo in Germania. Negli Usa impazza la polemica impazza  sulle stime del numero di uccelli vittime delle turbine eoliche, ma anche se ne sono vittime “solo” poche centinaia di individui di specie rare, a lunga vita e a crescita lenta, come le aquile, per la popolazione può essere devastante».

La Csm, così come lo studio, dicono che questa distruzione di fauna selvatica «è in gran parte evitabile ed è ancora più frustrante che le soluzioni siano relativamente semplici. Limitate modifiche nella progettazione degli impianti, come il numero di turbine e la distanza tra loro, l’altezza delle pale, la loro dimensione e la velocità di rotazione possono ridurre significativamente il numero di morti. Anche la corretta considerazione del posizionamento delle centrali eoliche nelle fasi iniziali del processo di pianificazione, tenendo conto degli interessi della fauna selvatica, può contribuire ad avere risultati soddisfacenti per tutte le parti. Altre soluzioni includono la “chiusura su richiesta” che richiede la disattivazione delle turbine nei momenti più sensibili per la fauna selvatica, come la stagione migratoria o durante periodi con basse velocità di vento, ossia quando i pipistrelli sono più attivi. Dato che in questi momenti le turbine sono anche produttive al minimo produttive».

La situazione più difficile sembra quella dell’Asia sudorientale con una popolazione destinata a crescere del 16% nel periodo 2014-2025: le Filippine che ospitano la Cop12 Cms passeranno da 100 a 119 milioni di abitanti al quale il governo si è impegnato a fornire l’accesso all’elettricità nei prossimi anni, affrontando allo stesso tempo i già devastanti effetti del cambiamento climatico che entro il 2060 si prevede possa ridurre del 6% il PIL dell’intera Asia meridionale. «Le fonti rinnovabili – dice Chambers – sono un elemento importante della politica energetica, ma stanno lottando per tenere il passo della domanda: nelle Filippine la quota di energia idroelettrica, geotermica, solare, eolica e da biomassa della produzione energetica totale è scesa dall’oltre un terzo nel 2006 a un quarto nel  2015.

Nel 2014, alla Cop11  Cms di Quito i governi adottarono le linee guida un’appropriata distribuzione delle energie rinnovabili e le nuove linee guida presentate a Manila le completano con misure che cercano di ridurre le vittime da collisione e da elettrocuzione, riducendo allo stesso tempo l’interruzione delle forniture elettriche e le spese di riparazione e manutenzione.

Chambers  conclude assicurando che dopo la Cop12 dui Manila «la Task Force continuerà a lavorare sui principi di apertura e inclusione, in modo da trovare soluzioni che consentano ai cittadini di avere l’elettricità necessarie per la loro vita quotidiana, anche nel Sud-Est asiatico, senza compromettere la la sopravvivenza della fauna selvatica già in pericolo. Il progresso sociale ed economico può essere realizzato senza esacerbare la crisi della fauna selvatica e il conseguimento dello sviluppo e la conservazione dell’ambiente non si escludono reciprocamente. Le soluzioni win-win fanno sicuramente parte del nostro modo di fare: questo è un caso in cui possiamo dividerci la nostra torta e mangiarla».