Rosignano, la Solvay resta e rilancia: protocollo e investimenti per 115 milioni di euro

108 milioni di aiuti pubblici (10,8 all'anno) fino al 2026

[1 dicembre 2016]

rosignano solvay spiagge bianche

Il sottosegretario allo sviluppo economico (Mise), Ivan Scalfarotto, il presidente della Toscana, Enrico Rossi e l’amministratore delegato di Solvay Group, Jean Pierre Clamadieu, hanno firmato ieri pomeriggio a Roma un protocollo di intesa che «sancisce la permanenza della multinazionale a Rosignano e dà il via a investimenti per 115 milioni di euro, aprendo le porte del parco industriale ad altre imprese». Quello di Rosignano è l’unico impianto in Italia che produce carbonato di sodio, componente fondamentale per l’industria del vetro e per un terzo dell’industria chimica italiana. Il protocollo sottoscritto a Roma durerà 4 anni fino al 31 dicembre del 2020 e la sua attuazione, che inizierà nel gennaio 2017, sarà monitorata da un Comitato Tecnico di Protocollo in cui siederanno due rappresentanti del Mise e uno della Regione Toscana e al quale sarà invitato a partecipare un rappresentante di Solvay.

La Regione spiega che «Solvay investirà 75 milioni di euro per rinnovare i propri impianti, 40 milioni saranno investiti nell’area da Siad spa, il gruppo italiano che produce gas tecnici, mentre le agevolazioni pubbliche concesse alla Solvay da parte del Mise e della Regione ammonteranno a 108 milioni di euro (10,8 all’anno) da qui al 2026. Il valore complessivo delle firme poste sul Protocollo dal presidente della Toscana, Enrico Rossi, dal sottosegretario allo sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, e dall’amministratore delegato di Solvay Group, Jean Pierre Clamadieu, è quindi di 223 milioni di euro, tra investimenti e aiuti di Stato».

Il presidente della Regione Enrico Rossi evidenzia che «Questa operazione alla quale abbiamo lavorato a lungo, concordemente e direi con efficacia  ci permette di cogliere tre obiettivi strategici: fare in modo che Solvay resti a Rosignano scongiurando il pericolo di delocalizzazione della produzione; mantenere i livelli occupazionali e continuare a dare lavoro ad almeno 1.500 addetti; pensare addirittura ad una crescita occupazionale e produttiva, favorendo l’insediamento di nuove imprese in questo polo produttivo. Direi che siamo di fronte ad una delle operazioni più riuscite del nostro programma di rilancio della nostra costa. Abbiamo scongiurato una crisi generale del parco industriale di Rosignano, visto che dalla presenza della Solvay dipendono anche le attività di Ineos, Inovyn e dell’indotto. E’ proprio un bel giorno per questa regione e per i suoi cittadini. La Toscana del manifatturiero si consolida, puntando su investimenti e crescita occupazionale. Grazie a tutti coloro che l’hanno reso possibile, dal Ministero, al Gruppo Solvay, senza dimenticare gli uffici regionali».

Con il Protocollo il Gruppo Solvay si impegna a realizzare tre progetti energetico ambientali: «Circa 40 milioni di euro verranno investiti per rifare la ormai obsoleta centrale a cogenerazione Rosen con l’acquisto di una nuova turbina e il rifacimento impiantistico che aumenterà il rendimento della centrale destinata a produrre energia elettrica sufficiente ad alimentare l’intero polo industriale, e ne migliorerà l’impatto ambientale grazie al minor consumo di gas e ad una riduzione dell’anidride carbonica emessa pari a 540.000 tonnellate l’anno. Richiederanno invece investimenti rispettivamente per 12 e 2,7 milioni di euro il cosiddetto “Progetto salina”, ovvero la costruzione del nuovo impianto di trattamento degli effluenti liquidi, e la realizzazione di una nuova torre di raffreddamento. Grazie a “Salina” sarà possibile abbattere il tenore di ammoniaca e i metalli pesanti emessi dalla sodiera, oltre a ridurre i consumi di vapore, sale e acqua dolce. La nuova torre di raffreddamento dell’acqua dolce sostituirà quella ormai obsoleta costruita negli anni Cinquanta, garantirà un minore impatto visivo, ridurrà il consumo di energia elettrica fino al 10% e consentirà all’impianto di consumare 470 tonnellate di vapore in meno all’anno. Altri 20 milioni di euro Solvay li destinerà a realizzare due nuove linee per la produzione di acqua ossigenata purissima, destinata al mercato dell’elettronica. Andranno ad affiancarsi alle due linee già annunciate nell’estate scorsa».

Secondo il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, «L’Accordo sottoscritto al Mise è importante soprattutto per due ragioni: perché consente di dare stabilità alla presenza dell’industria sul nostro territorio scongiurando l’eventualità di una crisi, e perché crea le condizioni per attrarre investimenti, quindi dà una nuova prospettiva all’occupazione e accresce la competitività. Con la scadenza degli incentivi energetici nel 2017 correvamo il rischio che il parco industriale di Rosignano perdesse competitività e si andasse verso la progressiva deindustrializzazione. Perciò il Mise, la Regione e il Comune hanno lavorato per dare continuità nei prossimi anni alla presenza dell’industria sul territorio, ma anche per creare le condizioni per l’insediamento di nuove imprese: con il bando di Invitalia sono disponibili 10 milioni di investimenti per realtà che vorranno lavorare nell’area, cui si aggiungono gli altri 10 milioni di investimento della Regione».

La Regione riconosce che l’intervento della mano pubblica nel piano di rilancio del polo industriale di Rosignano è consistente: 108 milioni di euro nei prossimi dieci anni che, sotto forma di agevolazioni, andranno a finanziare il programma di sviluppo della multinazionale belga.

Il Mise e la Regione Toscana «si impegnano a favorire la progettualità del Gruppo Solvay attraverso misure di sostegno riducendo alcune componenti tariffarie che incidono sul costo di trasporto del gas, forme di compensazione rispetto al pagamento delle quote di anidride carbonica prodotte dalle centrali a cogenerazione, favorire l’interlocuzione della multinazionale con la Banca Europea per gli investimenti per ottenere finanziamenti a tasso agevolato. La Regione si impegna ad esentare, a partire dall’inizio del 2017, i grandi impianti di cogenerazione situati all’interno delle aree di crisi industriale complessa dal pagamento dell’addizionale regionale sul gas».

Anche per l’area industriale si prospetta un nuovo futuro di sviluppo: «Solvay si impegna infatti a rendere disponibili i 37 ettari di aree libere presenti nel parco industriale di Rosignano – dice la Regione – per favorire, attraverso la cessione del diritto di superficie o forme equivalenti, l’insediamento di nuove imprese legate da rapporti di filiera o complementarietà rispetto a quelle già esistenti e non concorrenti rispetto al Gruppo o alle società già insediate. Per favorire la promozione del polo industriale rosignanese, Solvay si impegna inoltre a realizzare uno sportello informativo all’interno del parco industriale – la vetrina del Parco industriale – destinato a offrire a potenziali investitori tutte le informazioni necessarie; creare una banca dati che raccolga tutte le informazioni utili ai potenziali investitori nell’area; predisporre una piattaforma software che renda semplice l’accesso alle informazioni circa l’assetto urbanistico dell’area in raccordo con il Comune di Rosignano».