Il ruolo della geotermia nel quadro energetico nazionale

Nel rapporto sviluppato dal ministero dello Sviluppo economico una panoramica sugli impieghi geotermici in Italia

[1 luglio 2016]

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Il ministero dello Sviluppo economico ha presentato la nuova Relazione sulla situazione energetica nazionale, un documento nel quale viene illustrato l’andamento del settore energetico nell’anno precedente a quello di presentazione. Partendo da un quadro generale, il Mise osserva come il consolidarsi dell’offerta di greggio e gas ha esercitato un’ulteriore pressione al ribasso sui prezzi; a tale riduzione è seguita una ripresa dei consumi nei paesi Ocse, in particolare in Europa.

È inoltre proseguita la diffusione delle fonti rinnovabili con un contributo rilevante delle economie emergenti, in particolare della Cina. In questo contesto, assume particolare rilievo constatare che per la prima volta dopo 10 anni si è ridotto il commercio mondiale di carbone.

Per quanto riguarda l’Italia in particolare, nel 2015 – dopo un trend negativo di 4 anni – è aumentata la domanda di energia primaria, sostenuta dalla più favorevole congiuntura economica (che rimane tuttavia a livelli storicamente bassi). Pur permanendo una significativa dipendenza dalle fonti estere, per il nostro Paese è continuata la transizione verso un sistema energetico più efficiente, autonomo e a minor intensità di carbonio.

A tale transizione contribuisce in modo rilevante l’energia geotermica. Le stime per il 2015 indicano che la fonte rinnovabile maggiormente utilizzata per la produzione di energia elettrica continua a essere quella idraulica (41% della generazione da Fer), con la risorsa geotermica che comunque apporta una produzione pari a 6,2 TWh (il 6% del totale di energia elettrica da Fer).

Per quanto riguarda invece il settore termico, nel 2014 risultano consumati circa 9,9 Mtep di energia da Fer per riscaldamento, 9,0 dei quali sono stati consumati in modo diretto (attraverso caldaie, stufe, camini, pannelli solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del calore geotermico), con la geotermia che ha contribuito per complessivi 0,1 Mtep.