Ryanair. O’Leary: «Ingiusta la tassa sulle emissioni di gas serra», ma i dati sconfessano presunti danni sul traffico aereo

A Greenreport.it Micheal O’Leary, amministratore delegato di Ryanair conferma la propria posizione contraria all’Emission Trade Scheme

[11 settembre 2013]

«Ed ecco un regalo per lei», dice l’amministratore delagato di Sat Gina Giani porgendo un dono dalla città di Pisa a Micheal O’Leary, il numero uno di Ryanair. «Money?», domanda tutto sorridente lui, prima di prendere in mano la statuetta della torre pendente e trionfare: «Finalmente ce l’ho».

È con questo spirito di grande intesa e toni informali con le amministrazioni locali che è stato siglato il nuovo accordo di partnership fra Ryanair e Sat, la società che gestisce l’aeroporto Galilei a Pisa, in anticipo rispetto alla scadenza prevista, cioè gennaio 2016. Un accordo quinquennale per dare un’ulteriore spinta al traffico Ryanair a Pisa, che ha un obbiettivo di crescita del 15%, passando da 2,6 milioni di passeggeri a 3 milioni entro il 2018.

La compagnie irlandese ha già lanciato la sua programmazione per l’estate 2014 da Pisa, e snocciola qualche numero a conferma della sua posizione sul territorio: sette aeromobili presso la base di Pisa, 50 rotte, 446 voli settimanali, oltre 2,6 milioni di passeggeri all’anno e oltre 6.000 posti di lavoro, diretto e indiretto, a partire dall’aeroporto.

«La soddisfazione dei nostri clienti è sempre alta – ha detto – la nostre tariffe continuano ad essere le più basse d’Europa, senza tasse ulteriori sul carburante». E a sentire i dati snocciolati da John Alborante, nuovo responsabile vendite per l’Italia, sui sondaggi effettuati fra i clienti le cifre di gradimento variano dall’85 al 98%, nonostante le numerose spese accessorie che compongono le tariffe Ryanair, la macchinosità di certe procedure, gli alti costi per il bagaglio e nonostante l’aumento di 0,25 centesimi – risibile rispetto alla cifra complessiva del biglietto – introdotto lo scorso anno.

Da gennaio 2012 infatti la compagnia ha dovuto introdurre una tassa sui voli per far fronte all’Emission Trade Scheme, il programma per la riduzione di emissioni di gas serra nel quale è stata inserita anche l’aviazione europea. Una scelta su cui da sempre Ryanair si è detta contraria, perché, dice «l’aviazione incide per meno del 2% sulle emissioni di CO2 dell’UE».

«La prosecuzione di questa tassa ecologista senza senso – diceva Ryaniar a inizio 2012 – danneggerà il traffico, il turismo, la competitività europea e i posti di lavoro in un momento in cui nessun’altra potenza economica include l’aviazione nei propri piani ETS». Ad oggi, dati alla mano, non sembra che i clienti della più grande compagnia low cost europea siano poi tanto scontenti della tassa sulle emissioni, ma O’Leary non ha comunque cambiato idea al riguardo: «Continuo a pensare che sia una tassa ingiusta – ha detto a greenreport – perché penalizza solo i clienti e le compagnie europee, visto che Asia e Usa ad esempio, che pure rappresentano mete importanti per i nostri scali, non pagano questa tassa».

Sullo stesso futuro di Ryanair O’Leary conferma la sua attitudine ottimista, nonostante l’annuncio, dato qualche settimana fa, del primo profit warning previsto per l’ultimo quadrimestre di quest’anno. Un annuncio che è stato registrato dalle borse con una perdita del 15% sul titolo, e che si tradurrà in un utile netto in calo, vicino al livello più basso della forbice di ricavi previsti tra i 570 e i 600 milioni di euro. Un calo che ha fatto dire al “Telegraph”, che Ryanair “forse sta perdendo i suoi clienti perché ci sono troppe spese accessorie nel biglietto”,  ma che O’Leary legge invece diversamente: “Non bisogna credere a tutto quello che dicono i giornali”, ha commentato, “oltretutto un ricavo previsto di 570 milioni è comunque un ottimo risultato. Ritengo inoltre che questo dato potrebbe rivelarsi positivo per i clienti perché induce ad un abbassamento dei prezzi».

Per quanto riguarda infine la sua presenza a Pisa, dove ormai Ryanair è di casa, O’Leary non si sbilancia sul progetto di fusione con l’aeroporto di Firenze, fortemente voluto dalla Regione Toscana. «Non sta a Ryanair intervenire su queste scelte – ha detto – confidiamo negli amministratori locali e nel rapporto di amicizia che ci lega a Firenze».