Sale la tensione nel Golfo Persico: incrociatore Usa spara verso le navi dei pasdaran iraniani

Nuovo record delle esportazioni di petrolio iraniano verso l'Italia: 230.000 barili al giorno

[9 gennaio 2017]

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Nel giorno in cui la Repubblica islamica dell’Iran annuncia la scomparsa dell’ayatollah Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, attuale presidente del Consiglio per la determinazione degli Interessi dello Stato iraniano e che è stato rappresentante speciale di Khomeini durante la guerra con l’Iraq di Saddam Hussin e poi presidente dell’Iran dal 1989 al 1997, Pars Today  denuncia che «Un incrociatore della marina statunitense avrebbe sparato alcuni colpi di avvertimento in direzione delle navi dei Pasdaran nel Golfo Persico».

La notizia in realtà e è stata diffusa dalla Reuters che spiega che «La Uss Mahan domenica ha sparato alcuni colpi di avvertimento in direzione di quattro navi della corpo della Guardia rivoluzionaria iraniana (pasdaran) che si avvicinavano ad alta velocita nello Stretto di Hormuz alla nave americana».

La Reuters cita fonti militari statunitensi secondo le quali la Uss Mahan avrebbe sparato per indurre le imbarcazioni dei pasdaran a ridurre la velocità, ma quest’ultime avrebbero ignorato gli spari e sarebbero passate comunque.

La stampa iraniana sottolinea che «Lo Stretto di Hormuz si trova tra l’Iran e la nazione araba dell’Oman e dista circa 14.700 chilometri dal territorio degli Stati Uniti. L’Iran ha sempre ribadito che la presenza di forze militari di Paesi lontani nelle acque del Golfo Persico può’ solo essere fonte di tensioni e che le nazioni della regione sono in grado di garantire la sicurezza di questo mare».

Pars Today  scrive che «I Pasdaran non hanno ancora reagito ufficialmente alla notizia diffusa dalla Reuters».

La tensione monta a pochi giorni dell’ingresso di Donald Trump alla Casa Bianca, insieme a uno staff di governo che comprende numerosi falchi amici di Israele e nemici giurati dell’Iran e del suo programma nucleare.

La cosa preoccupa molto gli altri membri del G5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) che hanno firmato l’accordo con l’Iran, voluto fortemente da Obamna e che ora Trump potrebbe stracciare. Tra i Paesi più preoccupati c’è l’Italia che, pur non facendo parte del G5+1 ha molto lavorato con l’Un ione europea per arrivare a un accordo con Teheran dei quali sembrerebbe essere uno dei Paesi che ne trae i maggiori benefici.

Infatti, oggi l’Iran ha annunciato un «Nuovo record per l’Iran nell’esportazione di petrolio all’Italia: 230 mila barili al giorno» e fonti iraniane precisano che «Il nuovo record nel volume di esportazioni di greggio verso l’Italia e’ esito dei due contratti firmati con Eni e Saras SpA».