La stampa di Teheran: Usa inaffidabili

Colpo di scena: già saltato l’accordo sul nucleare iraniano?

[25 novembre 2013]

Oggi la radio ufficiale internazionale dell’Iran, Irib, rilancia l’irritazione di parte della stampa iraniana secondo la quale gli Usa stanno dimostrando di essere inaffidabili perché l’accordo sul nucleare raggiunto domenica alle 3 di notte a Ginevra: sarebbe infatti stato già violato dal segretario di Stato Usa John Kerry, dicendo che gli Stati uniti a Ginevra non hanno mai accettato l’arricchimento dell’uranio al 5% da parte della Repubblica islamica. L’impressione è che sia in corso un’offensiva mediatica dei giornali conservatori iraniani per rimettere in discussione l’accordo di Ginevra, una pressione che fa il paio con le difficoltà dell’amministrazione Usa di fronte alle pressioni israeliane e della destra statunitense.

Ma il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, parlando ai giornalisti iraniani e stranieri a Teheran, ha confermato che l’accordo «Copre diversi settori importanti, ma il più importante è il riconoscimento del diritto iraniano all’arricchimento. Il diritto di utilizzare la tecnologia nucleare per usi pacifici, compreso l’arricchimento dell’uranio, costituisce un diritto inalienabile, ai sensi del Trattato di non proliferazione (Tnp), che deve essere rispettato da tutti i paesi del mondo.  L’intesa di Ginevra è un risultato importante e un primo passo verso la soluzione di una crisi inutile. Le due parti devono lavorare insieme sulla base di un piano di parità , il rispetto reciproco ed interessi comuni per risolvere definitivamente la disputa nucleare».

Probabilmente Kerry vuole tranquillizzare la potente lobby filo-israeliana Usa. Anche il presidente Barack Obama ha telefonato al premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e  il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha spiegato che Obama auspica di potersi confrontare con l’alleato israeliano durante i negoziati internazionali con l’Iran, anche se comprende lo scetticismo di Netanyahu sulle intenzioni di Teheran.

Secondo il premier del governo di destra israeliano,  «L’accordo sul nucleare raggiunto a Ginevra con l’Iran è un errore storico», e intervenendo al Consiglio dei ministri ha usato toni bellicosi: «Israele non è vincolato dall’accordo raggiunto fra Teheran e il gruppo 5+1 e si riserva il diritto di difendersi». Come avevamo già scritto su greenreport.it, l’opzione di un possibile intervento militare contro l’Iran di Israele favorito dall’Arabia Saudita resta (e forse si rafforza) con l’accordo. Netanyahu  è arrabbiatissimo: «Oggi il mondo è diventato un posto più pericoloso perché il regime più pericoloso del mondo ha fatto un passo significativo nell’ottenere le armi più pericolose del mondo».  Mentre per una volta i laburisti israeliani dicono che forse sarebbe bene partecipare alla trattativa con gli iraniani e sul futuro assetto del Medio Oriente, il ministro per l’Intelligence, Yuval Steinitz, che monitora il programma nucleare di Teheran,  ha detto che «L’intesa è basata “sull’inganno dell’Iran». Ma come ricorda Irib, «Israele accusa l’Iran di voler sviluppare l’arma atomica, mentre al contrario di Teheran non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare, non ha mai permesso agli ispettori dell’Aiea di visitare i suoi impianti ed è in possesso di almeno 300 testate atomiche».

Anche il  presidente israeliano, l’ex laburista Shimon Peres, sembra prendere le distanze da Netanyahu e ritiene che l’accordo G5+1–Iran abbia solo un carattere transitorio: «Il suo successo o il suo fallimento vanno giudicati sulla base dei fatti, non di parole». Poi Peres si è rivolto direttamente agli iraniani: «Voi non siete i nostri nemici, e noi non siamo i vostri. La questione può essere risolta per vie diplomatiche».

Intanto anche l’Italia ha espresso soddisfazione per l’accordo di Ginevra: «Si tratta di un passo importante per la pace in Medioriente»,  ha sottolineato la ministra degli esteri Emma Bonino.

Il presidente russo Vladimir Putin rivendica quello che ritiene un altro successo della sua diplomazia dopo lo smantellamento delle armi chimiche in Siria: «La posizione della Russia sul programma nucleare iraniano ha trovato il sostegno e il riconoscimento della comunità  internazionale. I colloqui sull’Iran sono un passo verso la soluzione di uno dei problemi più complicati della politica globale. L’accordo di Ginevra è stato concluso grazie all’approccio positivo adottato dai leader dei 6, dall’Iran, così come da parte dei rappresentanti delle strutture europee. Quest’accordo rappresenta una lista equilibrata di misure ed avrà senza alcun dubbio un’incidenza positiva sull’evoluzione della situazione internazionale, in Medio Oriente prima di tutto. Un progresso è stato realizzato, ma solamente un primo passo di un cammino lungo e difficile. In comune con i nostri partner, siamo pronti a perseguire la ricerca di una soluzione più ampia mutualmente accettabile che assicuri all’Iran il diritto inalienabile di sviluppare un suo programma nucleare civile sotto il controllo dell’Iaea e garantisca la sicurezza per tutti i Paesi del Medio Oriente, tra i quali Israele».

E proprio l’International atomic energy agency  si è felicitata per l’accordo G5+1 Iran, considerandolo «Un altro importante passo avanti» dopo l’accordo tra Iaea ed Iran dell’11 novembre a Teheran. Il direttore generale dell’Iaea, il giapponese Yukiya Amano, che non è mai stato tenero con gli iraniani, ha assicurato che «L’Iaea è pronta a compiere il suo ruolo nella verifica delle misure legate al nucleare».

Secondo Washington, si è impegnata a spendere le attività di arricchimento dell’uranio oltre il 5% e a neutralizzare gli stock di uranio arricchiti al 20%; inoltre la Repubblica islamica ha promesso di non istallare altre centrifughe e di sospendere i lavori nel reattore di Arak, consentendo agli ispettori Iaea di accedere quotidianamente ai siti di arricchimento di Natanz e Fordo.

Il presidente iraniano Hassan Rohani ha ricordato agli americani ed alla destra conservatrice del suo Paese che non sembra gradire il disgelo con l’Occidente che  «Il positivo risultato dell’accordo sul nucleare è stato raggiunto grazie al rispetto dei diritti dell’Iran  in questo campo. Le minacce non possono portare alcun frutto. L’Iran non ha mai cercato l’arma atomica. Nell’accordo il diritto all’arricchimento dell’uranio in Iran è stato accettato e continuerà ad essere applicato nei siti di Natanz, Fordo, Arak, Isfahan e Bandar Abbas. L’Iran è  fra i Paesi che hanno tecnologia nucleare e tecnologia dell’arricchimento dell’uranio e tale tecnologia continuerà a crescere in diversi settori nucleari pacifici».