Sarà lanciato in orbita il termosifone spaziale degli studenti dell’università di Pisa

Per il team del PHOS Project missione spaziale alla base svedese di Kiruna

[6 marzo 2015]

I ragazzi del PHOS Project, il gruppo di studenti dell’Università di Pisa selezionati dall’ESA – l’Agenzia Spaziale Europea – per testare a bordo di una sonda spaziale un dispositivo da loro interamente progettato e costruito. Pulsating Heat Pipe (PHP), una specie di “termosifone spaziale”, stanno per partire per la Svezia, dove il 19 marzo sarà lanciato in orbita dalla base spaziale di Kiruna il loro PHP, che verrà così testato in un ambiente a gravità ridotta.

In una nota l’ateneo pisano sottolinea che «PHOS è stato l’unico progetto italiano a essere stato scelto per partecipare al programma Rexus/Bexus (Rocket and Balloon Experiments for University Students), un programma promosso da ESA in collaborazione con altri enti, che coinvolge gli studenti di tutta Europa».

In Svezia andranno in sette: Gian Marco Guidi, Federico Belfi, Giorgio Cicero, Francesco Creatini, Davide Di Prizio, Davide Fioriti e Stefano Piacquadio), in rappresentanza dell’intero team composto da 21 ragazzi che comprende: Giulia Orlandini, Nicolò Morganti, Simone Fontanesi, Alessandro Frigerio, Michele Rognini, Pietro Nannipieri, Andrea Pasqui, Giulia Becatti, Rambod Rahmani, Martina Pezzini, Matteo Montanaro, Manuel Camero, Francesco Pini e Michela Biagini. In prevalenza provengono dall’area di Ingegneria, ma ci sono studenti di altre aree disciplinari che, con le loro competenze, si occupano degli aspetti di marketing e comunicazione. I professori che fin dall’inizio hanno supportato i ragazzi sono Federico Baronti, Paolo Di Marco, Luca Fanucci e Sauro Filippeschi dell’Università di Pisa e Mauro Mameli, Miriam Manzoni e Marco Marengo dell’Università di Bergamo, che collaborano al progetto.

Partecipando a questo programma il gruppo di studenti ha affrontato tutte le tappe di un vero e proprio progetto in ambito spaziale, seguendo gli strettissimi vincoli imposti dagli standard europei. Gian Marco Guidi, team leader e project manager, spiega: «L’idea di base del team è un’evoluzione, a livello di configurazione, di un dispositivo per lo scambio termico bifase detto PHP, studiato dal team di ricercatori che supporta gli studenti  Il PHP è un tubo di calore altamente economico e performante che avrà in futuro numerose applicazioni in ambito spaziale. Il nostro obiettivo è dimostrare che funziona molto bene in condizioni di gravità ridotta: da qui il nome Pulsating Heat Pipe Only for Space». I ragazzi saranno i primi al mondo a testare tale dispositivo con questa configurazione e in queste condizioni.

Oggi gli studenti e i docenti del PHOS Project sono stati accolti a Palazzo alla Giornata dal prorettore per gli Studenti, Rosalba Tognetti, che ha voluto salutare il team alla vigilia della partenza per la missione spaziale. «Di fronte a progetti di questo tipo, non possiamo che esprimere tutto il nostro orgoglio e la nostra soddisfazione – ha detto la Tognetti – Il PHOS Project è un’iniziativa che testimonia la vivacità e la voglia di mettersi in gioco dei nostri studenti; ragazzi che, in maniera autonoma e indipendente, si vanno a cercare e intraprendono esperienze formative al di fuori delle aule universitarie, portandole avanti con grande entusiasmo e investimento di tempo. Al team PHOS auguriamo buon viaggio, convinti che l’avventura in Svezia lascerà loro un bagaglio di esperienze fondamentali per la crescita professionale e umana».