Scandalo nucleare in Francia. Dissimulate anomalie, fermati altri 5 reattori: 26 in tutto

Grossa emissione radioattiva nella centrale nucleare di Golfech

[28 ottobre 2016]

Il 24 ottobre Edf ha pubblicato sul sito della centrale di Golfech un breve comunicato su uno scarico radioattivo avvenuto il 19 ottobre, durante l’entrata in funzione di un dispositivo per il trattamento degli effluenti liquidi del circuito primario: è stato riscontrato un aumento della radioattività nell’ambiente.

Secondo Réseau “Sortir du Nucléaire”, le informazioni disponibili sollevano diversi problemi: «Edf non ha comunicato la quantità di radioattività emessa, contentandosi di menzionare il superamento del limite, fissato a 4 milioni di Bequerel per m3. Di quanto è stato superato questo limite? Quale è stata la quantità di radioattività effettivamente emessa? Quali sono stati i gas radioattivi emessi? Secondo la loro natura, gli impatti sull’ambiente e la salute possono essere molto diversi. Di quale/i malfunzionamento/i  è sintomo questo importante emissione? Si tratta di un errore umano  di manipolazione? Di un cattivo funzionamento di materiale legato a una manutenzione insufficiente? Di una defaillance delle attrezzature?». L’incidente è avvenuto pochi giorni dopo che  l’Autorité de sûreté nucléaire (Asn) ha chiesto di fermare 5 altri reattori in seguito allo scandalo di Creusot che ha rivelato delle falsificazioni di documenti e dei difetti nell’acciaio di pezzi fondamentali per la sicurezza.

Il 18 ottobre l’Asn aveva chiesto a Edf di fermare per almeno tre mesi 5 reattori nucleari (Civaux 1, Fessenheim 1, Gravelines 4, Tricastin 2 e 4) equipaggiati con generatori di vapore “sospetti”, nei quali l’acciaio presenta un livello di carbonio troppo elevato. “Sortir du Nucléaire” spiega che «questa anomalia costituisce un rischio permanente di rottura brutale che condurrebbe a una perdita di refrigerante del reattore e poi a un incidente grave. Questo problema è ancora più grave perché la rottura di questi pezzi è normalmente ritenuta da escludere».

Una decisione che arriva mentre sono già stati fermati 21 reattori francesi (e in un altro ci sono forti sospetti) , una gran parte dei quali nel quadro dei controlli legati a dei componenti che presentano potenzialmente dei difetti. La contestatissima centrale di  Fessenheim è stata fermata completamente.

I no-nuke francesi ricordano che «mentre le attrezzature interessate sono essenziali per la sicurezza e la lista dei reattori colpiti è ancora suscettibile di allungarsi, sarebbe inaccettabile che la politica energetica non cambi principi. E’ fuori questione che vengano avallati i progetti di Edf di prolungare di gran lunga la durata di funzionamento dei suoi reattori, proprio quando sono stati scoperti dei pezzi più fragili del previsto. La Programmation Pluriannuelle de l’Énergie, attualmente vuota di contenuti sulla componente nucleare, deve essere urgentemente rivista per integrare questo nuovo contesto e, infine, prevedere gli arresti effettivi e definitivi di altri reattori oltre a Fessenheim, così come un’accelerazione del risparmio energetico  e dello sviluppo delle energie rinnovabili. Anche se questa situazione non dovesse portare a un black-out, dimostra che Edf, non avendo accettato di prendere in considerazione una riduzione della quota del nucleare, potrebbe renderlo realizzabile senza sforzo e dovrà prepararsi a subire un’uscita di emergenza».

Mentre in Francia le chiusure dei reattori si susseguono insieme agli scandali nucleari, per gli antinucleari i difetti di fabbricazione di pezzi essenziali per il buon funzionamento degli impianti vengono scientemente dissimulati.  “Sortir du Nucléaire” è convinto che «questi scandali illustrano in maniera eclatante i limiti del sistema di controllo della sicurezza nucleare, per la quale si postula che gli industriali sono in buona fede e che dichiarino loro stessi i loro problemi. E, vista la mancanza di mezzi dell’Asn e delle pressioni che può subire da parte di Edf, si può temere che numerosi pezzi difettosi vadano ancora controllati. Non aspettiamo che questo sistema fallimentare ci porti a un incidente. I rettori interessati devono essere chiusi definitivamente e un’uscita dal nucleare deve essere avviata subito».