Il Segretario Usa all’energia: ridurre il consumo di combustibili fossili è immorale

Il “realismo energetico” di Trump: gli altri Paesi vogliono condannare i più poveri a non accedere all’energia

[9 marzo 2018]

Parlando alla CERAWeek energy conference in Texas, il segretario all’energia statunitense, Rick Perry, ha definito «immorali»,  gli sforzi internazionali per ridurre l’uso di combustibili fossili, sostenendo che il passaggio alle energie rinnovabili rappresenterebbe una minaccia per il progresso economico dei Paesi in via di sviluppo, mantenendo le persone in condizioni di povertà, Secondo quanto riportato dall’Houston Chronicle Perry ha mostrato un’inedita vena terzomondista e un amore verso i più poveri (soprattutto se non sono americani) che sembrava essere merce rara nell’amministrazione Trump: «Guardate negli occhi quelle persone che stanno morendo di fame e dite loro che non possono avere  l’elettricità – ha detto Perry in una sala gremita di big della compagnie energetiche e di  politici – E questo perché come società abbiamo deciso che i combustibili fossili sono cattivi. Penso che sia immorale».

La cosa strana è che Perry non si chieda perché nel mondo dei combustibili fossili la povertà, la disuguaglianza e le guerre stiano aumentando e come mai miliardi di persone non abbiano – qui ed ora – accesso all’energia elettrica. Peccato che Perry non si chieda perché siano proprio i Paesi più poveri a chiedere a quelli ricchi di accelerare al massimo l’applicazione dell’Accordo di Parigi. Forse sarebbe  troppo facile rispondere a questa domanda, facendo miseramente crollare il castello ideologico fossile di Perry e dell’intera Amministrazione Trump.

Nel suo discorso alla CERAWeek energy conference, Perry ha anche affermato che gli Stati Uniti stanno vivendo un’epoca di «realismo energetico», incrementando  la produzione di petrolio e gas, oltre a fonti di energia rinnovabili. Peccato che questo “realismo energetico”, che somiglia più al “realismo magico” di libri che probabilmente Perry e Trump non hanno mai letto, non sia condiviso da nessun altro Paese del mondo, visto che gli Usa sono stati gli unici ad uscire dall’Accordo di Parigi sul clima.

Ma secondo il segretario all’energia, «L’America è ora al vertice dell’indipendenza energetica, ma il presidente vuole andare oltre. Vuole condividere l’abbondanza dell’energia americana con il mondo. Esporteremo più combustibili ed esporteremo le stesse tecnologie che ci hanno reso un produttore di energia pulita e abbondante», Il tutto mentre il “generoso” Trump mette dazi – da molti ritenuti suicidi -su acciaio e alluminio e dichiara una guerra commerciale che rischia di terremotare l’economia mondiale.