La quarta edizione del rapporto sul mercato geotermico EGEC offre un'istantanea della situazione che si presenta a fine anno 2014. Il rapporto completo sarà pubblicato nel 2015, integrando i dati del World Geothermical Congress 2015 che si terrà a Melbourne (Australia)

Il settore geotermico in sviluppo costante nel 2014 ma non è ancora stato raggiunto il vero potenziale

[19 dicembre 2014]

Lo sviluppo dei mercati europei legati alla geotermia nell’anno che sta per volgere al termine sono stati illustrati  nel rapporto “EGEC 2014 Market Report Update” che presenta un’analisi completa della situazione  attuale e fa alcune previsioni per lo sviluppo nel 2015,  indicando le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi europei per l’energia rinnovabile nel 2020.

La sintesi del rapporto indica che il settore geotermico è sulla buona strada per il teleriscaldamento, che vi è stato uno sviluppo importante nel settore dell’energia elettrica geotermica (anche se con tempi più lunghi del previsto), mentre non è affatto soddisfacente la crescita dell’energia geotermica superficiale, ovvero la bassa entalpia che può essere utilizzata per la climatizzazione degli edifici.

Il teleriscaldamento geotermico continua a mostrare un discreto dinamismo in Europa, con otto nuovi sistemi realizzati e divenuti operativi nel 2014, con una potenza installata di 76,2 MWth. Sono 204 i progetti attualmente in fase di sviluppo, che significa 10 progetti in più rispetto allo scorso anno. La capacità totale installata in Europa è ora di 4,5 GWth, corrispondenti a 247 impianti; di questi 162 sono nei paesi dell’Unione Europea, con una produzione di 4.256 GWh.

Lo sviluppo del settore legato al calore geotermico, è in buona parte dovuto anche ai cambiamenti politici in atto nel settore energetico, scrive EGEC, che spingono i governi a ricercare per le forniture di energia sempre più risorse locali, sicure e stabili, tutte caratteristiche che contraddistinguono la geotermia.  Un processo particolarmente evidente nelle aree dell’Europa centrale e orientale dove è presente un potenziale geotermico estremamente buono, anche se è sempre più riconosciuto un potenziale geotermico diffuso in tutto il continente. In passato lo sviluppo del settore è stato frenato dalla mancanza o scarsità di adeguati modelli di finanziamento e dalla concorrenza sleale dei combustibili fossili: ma adesso queste barriere si stanno finalmente rimuovendo.
«Mentre l’Europa centrale e orientale vedrà rapidi progressi, possiamo anche aspettarci di vedere interesse in aree in cui il potenziale geotermico non è stato pienamente riconosciuto in passato» ha dichiarato Philippe Dumas, Segretario Generale di EGEC.

Anche il settore geotermoelettrico ha continuato a crescere –indica EGEC nel suo rapporto- ma a un ritmo molto più lento di quanto sarebbe stato possibile. Nel 2014 sono entrati in produzione otto nuovi impianti, con una nuova capacità installata di 170 MWe. Attualmente sono 77 le centrali elettriche in Europa, con una capacità installata totale di 2 GWe. Di questi impianti 51, con una capacità totale installata di 950 MWe, sono nella UE-28, e producono 5,56 TWh di energia elettrica all’anno.
Il rapido sviluppo del mercato turco e i 128 progetti di esplorazione in corso saranno  fondamentali per garantire la   crescita prevista della capacità europea installata di circa 2 GWe nel 2014 per giungere ai circa 3,5GWe nel 2018.

«Il mercato geotermoelettrico europeo sta facendo fatica  per tre motivi principali -ha spiegato Dumas– la sottovalutazione del potenziale, la mancanza di un sostegno finanziario associato a misure di politiche pubbliche  e per l’insufficiente riconoscimento del ruolo della geotermia per bilanciare la griglia, essendo baseload e flessibile”

Lo sviluppo del settore della geotermia a bassa entalpia  è costante, anche se ancora insoddisfacente: Svezia, Germania, Francia e Svizzera continuano ad essere i principali attori, che rappresentano il 64% del mercato, anche se vi potrebbero essere tassi elevati di crescita in Italia, Polonia e Repubblica Ceca.

Il mercato legato all’utilizzo della bassa entalpia deve dunque affrontare una serie di sfide che EGEC sintetizza nella mancanza di consapevolezza circa i vantaggi della tecnologia, la mancanza di condizioni di parità nel mercato del calore e una bassa ristrutturazione degli edifici esistenti così come l’impiego nelle nuove costruzioni. Con una migliore comprensione di come queste barriere possano essere superate, di come migliorare i quadri di riferimento legislativi e con una maggiore inclusione di sistemi geotermici poco profondi nella pianificazione regionale e locale, il mercato dovrebbe mostrare una crescita più incisiva.