Per sfruttare al meglio l’energia dei piccoli produttori ci vogliono smart grid più efficienti

Il progetto Connect con il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’università di Pisa

[3 agosto 2017]

L’obiettivo dell’”Innovative smart components, modules and appliances for a truly connected, efficient and secure smart grid” (Connect) è quello di «Realizzare smart grid capaci di distribuire in modo sempre più efficiente l’energia di numerosi piccoli produttori che eccede l’autoconsumo».

A Connect, appena finanziato all’interno del Joint Undertaking Ecsel partecipano  il gruppo di ricerca guidato dal professore Giuseppe Iannaccone del dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’università di Pisa  e il Politecnico di Bari attraverso il Consorzio nazionale interuniversitario per la nanoelettronica (Iunet) e impegnerà per 36 mesi 19 partner provenienti da 5 Paesi europei.  A coordinare il progetto è Infineon, la più grande società tedesca nel settore dei semiconduttori,  partner industriali italiani sono STMicroelectronics ed Enel.

Iannaccone spiega che «La rete elettrica tradizionale è unidirezionale, cioè distribuisce energia da pochi grandi impianti di produzione a molti consumatori. Oggi invece, abbiamo la necessità di avere una rete bidirezionale che possa trasportare anche l’energia immessa in rete da numerosi piccoli produttori attraverso, ad esempio, i pannelli solari o da impianti di produzione da altre fonti rinnovabili e che eccede l’autoconsumo».

All’università di Pisa sottolineano che «Questa produzione distribuita, però, è per definizione intermittente e la nuova rete deve quindi essere in grado di sopportare in modo flessibile e sicuro le forti variazioni della potenza elettrica immessa e trasportata. Per farlo, ed è questa una sfida di Connect, occorre sviluppare Smart Grid, cioè “reti intelligenti” sempre più efficienti capaci di gestire i picchi di richiesta e convogliare l’energia dove serve per evitare interruzioni di fornitura elettrica e ridurre il carico dove necessario con benefici anche per l’ambiente».

Iannaccone  conclude evidenziando che «L’Ateneo ha un doppio ruolo nel progetto Cnnect: da un lato svilupperemo chip capaci di convertire l’energia ad alta efficienza e dall’altro convertiremo reti distribuite di sensori e attuatori per il controllo dei consumi in piccole reti intelligenti. La trasformazione di un’infrastruttura tecnologica classica in un sistema intelligente capace di adattarsi sfruttando un flusso di informazioni in tempo reale è uno degli aspetti caratterizzanti la fase di sviluppo industriale che va sotto il nome di Industria 4.0».