La “EcoPartnership” tra Los Angeles e Shanghai

Si tingerà di verde l’energia del più grande porto del mondo

[11 luglio 2014]

Il porto di Los Angeles e il porto di Shanghai hanno firmato un accordo formale per lo scambio di informazioni, conoscenze tecniche e buone pratiche per espandere l’utilizzo dell’energia costiera nel porto di Shanghai. La firma della “ecopartnership” è arrivata a conclusione del sesto meeting dell’U.S.-China Strategic and Economic Dialogue co-presieduto per gli Usa dal segretario di Stato  John Kerry e dal segretario al tesoro Jacob Lew e per la Cina  dal vice-premier  Wang Yang e dal consigliere di Stato Yang Jiechi, che ha affrontato  le sfide comuni e le opportunità poste da una vasta gamma di questioni bilaterali, regionali e globali alle due più grandi potenze economiche e politiche del mondo.

Il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti si è complimentato per «Il crescente interesse della Cina per la riduzione delle emissioni delle navi, come parte dei suoi sforzi più grandi per migliorare la qualità dell’aria» ed ha detto che «L’EcoPartnership rafforza i legami stabiliti nel 1998 nell’ambito del Los Angeles-Shanghai Friendship Port Agreement. Los Angeles continua a vedere i benefici per la salute ed economici della crescita verde e siamo ansiosi di sostenere il nostro partner commerciale numero 1 mentre si espande il suo programma di rifornimento energetico costiero».

Il direttore esecutivo del Porto di Los Angeles, Gene Seroka, ha sottolineato: «Siamo onorati di condividere la nostra conoscenza ed esperienza con il porto di Shanghai e di sostenere questa progressiva iniziativa ambientale del più grande porto del mondo. Siamo particolarmente entusiasti di farlo all’interno dell’EcoPartnership Program  che è stato approvato ai massimi livelli da entrambi i governi».

I cinesi sono particolarmente interessati a collaborare con il Porto di Los Angeles, che si definisce con lo slogan “A cleaner port. A brighter future”, dato che è il primo porto americano ed è fortemente impegnato a sviluppare operazioni strategiche, innovative e sostenibili. Come porto leader nel Nord America per il trasporto container e per  valore di carico, il porto produce più di 830.000 posti di lavoro a livello regionale  e 35 miliardi dollari in stipendi ed entrate fiscali all’anno.

A mettere la firma sotto la dichiarazione di intenti della  EcoPartnership  sono stati Chris Cannon, direttore environmental management del porto di Los Angeles, e Jianping Sun,. Direttore della commissione municipale trasporti di Shanghai, la Commissione, che controlla il mega-porto cinese, che ha detto che «L’EcoPartnership si basa sul lavoro di collaborazione dei due porti per far avanzare le pratiche sostenibili in tutta l’industria marittima, compresa la creazione della Pacific Ports Clean Air Collaborative nel 2006. Abbiamo raggiunto numerosi successi. Questa nuova partnership ed i nostri progetti pilota avranno impatti significativi e positivi per i porti del Pacifico e promuoveranno lo sviluppo sostenibile dei porti a massimizzare i benefici per la qualità dell’aria ben oltre quel che può essere realizzato da un singolo porto»

L’EcoPartnership Program Usa-Cina propone degli obiettivi all’interno del Ten-Year Framework for Cooperation on Energy and the Environment istituito nel 2008. L’accordo Los Angeles-Shanghai è una delle 6 nuovi EcoPartnerships firmate all’ultimo dell’U.S.-China Strategic and Economic Dialogue che si vanno ad aggiungere ai 24 partenariati approvati precedenza con l’intento di favorire la collaborazione tra le due grandi potenze su energia elettrica, acqua, aria, trasporti, zone umide, riserve naturali e aree protette ed efficienza energetica.

«In particolare – spiega una nota dell’amministrazione della città americana – il porto di Los Angeles condividerà con il porto di Shanghai le sue conoscenze su temi che includono i regolamenti, le norme, gli standard, le politiche, le tariffe elettriche ed i programmi di incentivazione per promuovere l’alimentazione energetica costiera. L’expertise tecnica di Los Angeles, che ha più di un decennio di esperienza, aiuterà Shanghai a realizzare il suo programma pilota nel Waigaoqiao Phase II container terminal in quanto aggiunge energia costiera alla Yangshan Deepwater Port – Phase III ed allo Shanghai Wusong Cruise Terminal».

Californiani e cinesi inizieranno a sviluppare un piano entro i prossimi 30 giorni, con l’obiettivo di attuare l’iniziativa di tre anni e sottolineano che «Garantire attrezzature e pratiche coerenti accelererà la riduzione delle emissioni in entrambi i porti. Standard uniformi ed infrastrutture compatibili che permettano ai vettori marittimi di massimizzare i loro investimenti nelle navi non inquinanti potrebbero portare a rotte green shipping che aumenteranno gli scambi in entrambi i porti».

Uno degli esempi che fanno a Los Angeles è quello dello “shore power”, «Che permette alle navi all’ormeggio di spegnere i motori ausiliari e sfruttare energia pulita per alimentare i sistemi di bordo vitali, il che ha effetti benefici senza precedenti sulla qualità dell’aria. Attaccandosi all’elettricità a terra si riduce le emissioni di diesel particulate matter (DPM),  ossidi di azoto (NOx) e ossidi di zolfo (SOx) fino al 95% per ogni nave attraccata. Ma i porti devono avere le infrastrutture necessarie e le navi devono essere equipaggiate per connettersi allo shore power».

Il porto di Los Angeles è uno dei  leader globali per lo sviluppo di pionieristici programmi contro l’inquinamento dell’aria e lo shore power è una tra le numerose strategie clean air che il porto californiano ha messo in atto per ridurre drasticamente l’inquinamento da parte delle navi e di altre infrastrutture portuali. Dal 2005 al 2012 il porto Usa ha ridotto del 79% le emissioni di  diesel particulate matter, dell’88% quelle di  SOx e del 56% quelle di NOx, mentre continua la riduzione delle emissioni delle navi, come prevede l’attuazione delle California’s shore power rules  approvate quest’anno e che dovrebbero portare ad un inquinamento portuale ancora più ridotto. Un sogno per la Cina soffocata dallo smog del suo inarrestabile sviluppo.