Illustrati alcuni primi contenuti del ricorso al TAR delle associazioni contro la centrale

Sindaco di Sulmona, Wwf, Legambiente e Italia Nostra: «No alla centrale Snam»

«Appello a tutti gli abruzzesi per la partecipazione alla sfilata N0 Snam del 21 a Sulmona»

[9 aprile 2018]

Oggi, durante  una conferenza stampa. la sindaca di Sulmona Annamaria Casini, insieme ai responsabili regionali di Wwwf  Legambiente e Italia Nostra. ha ribadito ancora una volta «la necessità di

far sentire la voce di tutti gli abruzzesi» e ha sottolineato «l’importanza della mobilitazione, alla quale

hanno aderito e stanno aderendo in tantissimi, per una difesa collegiale di un territorio ancora una

volta minacciato da interessi del tutto estranei a quelli della collettività».

Da Comune di Sulmona e ambientalisti viene ribadito «Un fermo no alla centrale di compressione e al metanodotto che Snam vorrebbe realizzare in zona sismica 1 nonostante l’opposizione di cittadini e istituzioni»  e insieme hanno rivolto un appello a tutti gli abruzzesi per la partecipazione alla manifestazione “No SNAM – No Gasdotto, No Centrale, Stop HUB del gas” in programma sabato 21 aprile dalle 15 a Sulmona.

Il presidente regionale di Italia Nostra, Mimmo Valente, confermando la convinta adesione alla sfilata del 21, ha annunciato che anche la sua associazione «sta valutando l’opportunità di rivolgersi alla magistratura amministrativa contro il decreto governativo favorevole al contestatissimo impianto di Sulmona».

Il delegato Abruzzo del Wwwf, Luciano Di Tizio e il presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco hanno llustrato alcune delle tante criticità sulle quali sta lavorando l’avvocato Francesco Paolo Febbo per la stesura del ricorso al TAR che le due associazioni presenteranno entro la metà di maggio. Tra queste sono state evidenziate: «La non strategicità dell’opera: secondo lo scenario della Ue nel 2030, se venissero realizzate tutte le infrastrutture programmate, la capacità delle importazioni di metano in Europa arriverebbe a 1.000 miliardi m3/anno, cioè un livello tre volte maggiore della domanda prevista. I consumi al contrario non potranno che diminuire in relazione alle politiche climatiche: ogni punto percentuale di aumento dell’efficienza garantisce una riduzione del 2,6% delle importazioni di metano e il Parlamento Europeo ha proposto di alzare ulteriormente l’attuale obiettivo 2030 della Commissione sull’efficienza dal 30% al 40%. Senza dimenticare che, per forza di cose e in risposta ai cambiamenti climatici in atto, nei decenni successivi le politiche di efficienza saranno ancora più aggressive. La contraddittorietà e illogicità dell’iter legato alla realizzazione dell’opera: non convincono anche dal punto di vista del rispetto delle norme il percorso autorizzativo seguito e alcune scelte strumentali a esso affini. Lo stravolgimento di fatto del senso della normativa sul dibattito pubblico: questa procedura è nata con l’obiettivo di rendere trasparente il confronto con i territori sulle opere pubbliche permettendo di informare e far partecipare le comunità interessate, attraverso garanzie sul coinvolgimento, risposte adeguate e tempi chiari. Il dibattito pubblico è uno strumento fondamentale non solo per informare i cittadini ma anche per costruire un confronto sull’utilità e sull’impatto delle opere che vengono proposte nel nostro Paese»

Oltre a questo per Di Tizio e Di Marco ci sono «Gli elevati rischi legati alla realizzazione dell’opera per l’uomo, da quello sismico all’incolumità pubblica. Gli elevati rischi per il territorio e natura, la centrale ed il gasdotto mettono a rischio aree protette nazionali e regionali, siti Natura 2000, l’areale di tutela dell’orso bruno marsicano e altre specie faunistiche prioritarie, come lupo e camoscio».

Per Comune di Sulmona e associazioni ambientaliste si tratta di «Una serie di ragioni che avrebbero dovuto spingere il governo a una maggiore cautela e comunque a una maggiore considerazione dell’opposizione che migliaia di cittadini e le istituzioni locali a ogni livello ribadiscono da anni. Ancora di più un governo che ha approvato il decreto in questi giorni, dopo le elezioni, quando era rimasto in carica unicamente per l’ordinaria amministrazione. Certamente non è invece una questione ordinaria un progetto di così ampia portata contro il quale in più regioni l’opposizione è totale e convinta».