Sito dei test nucleari in Corea del nord: un deserto dove nascono bambini deformi

Le testimonianze dei disertori: forte contaminazione nucleare e città chiusa

[8 novembre 2017]

Secondo il giornale sudcoreano  Chosun Ilbo che riferisce testimonianze di fuoriusciti nordcoreani «Il sito dei test nucleari  della Corea del Nord a Kilju, nella provincia settentrionale di Hamgyong, si sta trasformando in un deserto dopo sei test nucleari sotterranei. I nordcoreani che hanno disertato dalla regione hanno detto che l’80% degli alberi che sono stati piantati muoiono, i pozzi sotterranei sono scomparsi e i neonati nascono con malformazioni».

L’agenzia ufficiale russa Sputnik/Ria Novosti, che ha rilanciato l’inchiesta di Chosun Ilbo  ricorda che «Più di  200 persone sarebbero probabilmente perite all’inizio di settembre nel crollo di un tunnel nel sito dei test nucleari in Corea del Nord, proc vocato da un potente test atomico sotterraneo. L’incidente si è prodotto qualche giorno dopo il sesto test dal  2006 e l’ultimo, come data, test nucleare al quale Pyongyang ha proceduto il 3 settembre, affermando di aver attuato con successo un test di una bomba all’idrogeno».

La Research association of vision of North Korea, alla quale aderiscono anche fuoriusciti  nordcoreani, ha intervistato 21 persone fuggite dalla Corea del nord che  negli ultimi due anni abitavano nella contea di Kilju e che riferiscono di nascite di bambini deformi negli ospedali, mentre altri evidenziano che chi vive a Punggye-ri, dove si trova il sito dei test nucleari,  beve acqua che proviene dalle sorgenti del monte Mantap e che gli abitanti sono preoccupati per la contaminazione da radiazioni. Un profugo che è riuscito a parlare per telefono con dei suoi familiari racconta che gli è stato riferito che dopo il sesto test nucleare tutti i pozzi sotterranei si sono prosciugati.

Secondo Suh Kyun-ryul, che insegna ingegneria nucleare all’Università Nazionale di Seoul, «A causa dello strato di terreno crollato, sotto si  devono essere formate delle fessurazioni che stanno portando alla contaminazione dello strato sotterraneo e dell’acqua».

Secondo i disertori nordcoreani, le autorità non avvertono gli abitanti prima di condurre test nucleari sotterranei. Un nordcoreano che è riuscito a fuggire nel 2010 dice di essere stato presente a Punggye-ri  durante due test nucleari nell’ottobre 2006 e nel maggio 2009 e denuncia che allora solo i familiari dei soldati erano stati messi al sicuro in rifugi sotterranei. I cittadini comuni erano completamente ignari dei test.

D’altronde Punggye-ri è completamente militarizzata e i soldati  che sorvegliano il sito dei test nucleari convivono con alcuni contadini che riforniscono la base militare,

I profughi e i disertori nordcoreani raccontano che prima dei test veri e propri vengono eseguiti test con i detonatori e i cittadini di  Punggye-ri, vengono mobilitati per scavare i pozzi per questi test. Gli incidenti non sono rari e testimoni riferiscono di corpi visti galleggiare nel fiume, spesso con braccia o gambe rotte.

L’ex capo del Korea Institute for National Unification, Kim Tae-woo, sottolinea che «In molti altri paesi sono state riportate  vittime da test di detonazione. Considerando il triste record sui  dei diritti umani della Corea del Nord, dubito che siano state prese rigorose misure di sicurezza prima dei test di detonazione».

Altri disertori nordcoreani dicono che nell’intera regione di Punggye-ri sono scomparse le trote e i funghi commestibili, una vera specialità, visto che negli anni ’80 pesci e funghi venivano inviati come regali ai funzionari nordcoreani  di alto rango, ma questi prodotti sono scomparsi dopo il primo test nucleare nel 2006.

Un altro fuoriuscito,  che lavorava come funzionario forestale a Kilju  ha confermato che l’(0% degli alberi utilizzati per rimboschire le montagne è morto e che, nonostante la cattiva qualità delle piantine, il numero di alberi che muoiono è più alto che in altri  rimboschimenti montani in Corea del nord.

Punggye-ri  è una città chiusa e ai suoi abitanti è proibito andare nella capitale Pyongyang. Chosun Ilbo  ha intervistato una persona che ha visitato Kilju dopo il sesto test nucleare e che spiega che «i residenti di Kilju che hanno preso appuntamenti in un grande ospedale a Pyongyang non sono stati ammessi a entrare nella capitale dopo il sesto test nucleare».

Il regime nazional-stalinista dinastico nordcoreano sta cercando di impedire che quel che succede all’interno dell’area dei test nuclari di Kilju si sappia anche in altre aree della Repubblica popolare democratica di Corea e i fuoriusciti della zona dicono che chi è scoperto a  portare o a caricare su treni che vanno verso il confine con la Corea del sud campioni di terreno, acqua e foglie della contea di Kilju viene arrestato e inviato nei campi di prigionia.

A ottobre il ministero dell’unificazione sudcoreano  ha condotto test sulla contaminazione radioattiva su 30 disertori nordcoreani di Kilju.