Slow Food Toscana ha un nuovo comitato esecutivo

Tra i progetti che continueranno a essere promossi spicca Gusto Pulito, il progetto nato nel 2007 grazie all’impegno congiunto con il CoSviG e la Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili

[11 giugno 2018]

Il comitato esecutivo di Slow Food Toscana si rinnova e rilancia, nel segno dei successi conquistati giorno per giorno in sempre più numerosi anni d’attività, proponendo «un rinnovato impegno a “camminare i territori” rafforzando i progetti educativi, il dialogo e l’azione con produttori, co-produttori e con quanti condividono le idee dell’associazione, in un momento in cui è più che mai evidente come quella “centralità del cibo” che fu anni fa un’intuizione, si dimostra un concetto capace di aggregare idee e progetti di cambiamento».

È questo l’input col quale si è concluso presso il palazzo del Pegaso della Regione Toscana il Congresso di Slow Food Toscana del 27 maggio, incastonato tra il 7° Congresso internazionale di Slow Food svoltosi a Chengdu (Cina) nel settembre/ottobre scorso – e nel corso del quale sono state sancite le nuove linee guida dell’Associazione – e in vista del Congresso di Slow Food Italia che si terrà non a caso in Toscana, a Montecatini, il 6-7-8 luglio 2018.

Ad aprire il Congresso del 27 maggio è stato il ricordo di Stefano Beltramini, già segretario di Slow Food Toscana, tristemente scomparso lo scorso gennaio: «Stefano è stato capace di voler bene alle persone – ha ricordato in quest’occasione il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale – senza mai rinunciare a dirti quello che aveva da dirti, anche le critiche. Questa capacità di essere amico profondo e leale credo sia un patrimonio di cui fare tesoro».

«Questa giornata fa bene e a tutti noi che crediamo in Slow Food – ha poi proseguito Pascale – Slow Food Toscana si conferma un riferimento per tutta l’Associazione nazionale: lo è sempre stato e lo conferma in questi anni per molti progetti che sono stati di riferimento per l’associazione nazionale e che sono frutto di un lavoro continuo di tanti anni. Non posso fare a meno di fare gli auguri a chi ha preso in mano l’associazione. La porteranno avanti con la forza di quanti hanno diretto il regionale in questi anni e che saranno a disposizione nei prossimi anni».

Anche il presidente del Consiglio della Regione Toscana, Eugenio Giani, è intervenuto per ribadire la necessità di «continuare con questo lavoro, perché Slow Food è un’associazione che può svolgere un’azione di autenticità nei percorsi della Regione del suo modo di vivere e consumare».

È stata poi la volta di Raffaella Grana, presidente uscente di SlowFood Toscana che ha concluso il suo secondo mandato, e che proseguirà il proprio percorso all’interno dell’Associazione come consigliere di Slow Food International, che ha voluto esprimere il proprio ringraziamento verso «tutti quanti, soci, membri dei Comitati toscani, produttori, amministratori, le altre associazioni amiche e quanti ho avuto il privilegio di incontrare in questa bella e totalizzante esperienza, e un grande in bocca al lupo a Massimo Bernacchini che si appresta ad un incarico così complesso come quello dell’esecutivo nazionale in questo momento di cambiamento».

Questo il neoeletto comitato esecutivo di Slow Food Toscana: Gianrico Fabbri, Barbara Nappini, Daniela Filippi, Antonella Giusti, Riccardo Armini, Leonardo Torrini, Silvia Rolandi, Marco de Martin Mazzalon, Duccio Lazzeretti, il cui primo atto è stato l’approvazione di un documento programmatico che conferma l’impegno del precedente gruppo dirigente.

Tra i progetti che Slow Food Toscana continuerà a promuovere spiccano dunque Slow Folk, Isole Slow, gli Stati Generali dell’Appennino e Gusto Pulito.

Proprio quest’ultimo, Gusto Pulito, è il progetto nato nel 2007 dalla volontà di entrare fisicamente nelle scuole per spiegare alle nuove generazioni che se il cibo doveva essere “Buono, pulito, giusto…”, attraverso l’uso delle fonti rinnovabili, si poteva fare di più, rendendolo “sostenibile” dal punto di vista energetico.

Un obiettivo portato avanti grazie all’impegno di Slow Food, CoSviG (il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche) e della Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili (CCER), che proprio a gennaio ha celebrato i suoi primi dieci anni di vita, mentre già da tempo il presidente di Slow Food International Carlo Petrini ha definito un «esempio virtuoso da portare anche dove non c’è la geotermia», dono della natura che la Toscana ha saputo coltivare.