Smart cities: a Palermo le università e l’industria protagoniste dell’innovazione

A Ecomondo la mostra “Città intelligenti 10.0 - L’era del cambiamento”

[2 novembre 2015]

smart cities

«Col supporto di impostazioni politiche e sociali basate su innovazione tecnologica e ricerca abbiamo la possibilità di ridisegnare le nostre città per migliorare la qualità dei servizi ma soprattutto la qualità della vita dei cittadini», è quanto è emerso dal convegno I-CiTies 2015 svoltosi a Palermo e organizzato dal Laboratorio Nazionale Smart Cities & Communities del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI) in collaborazione con l’Associazione Energy@home, «per confrontarsi sui principali progetti italiani nel settore dell’Informatica e delle tecnologie ICT e per stimolare una innovazione virtuosa in grado di rispondere e anticipare i bisogni di chi vive le città, di aumentare l’efficienza energetica di edifici e abitazioni, di ideare nuovi servizi che aumentino la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini».

La sottosegretario allo sviluppo economico, con delega alle smart cities, Simona Vicari, ha invitato l’Università e i centri di ricerca industriale a «giocare sempre più un ruolo proattivo e di indirizzo per creare innovazione e per valorizzarla tramite iniziative di collaborazione pubblico/privato.

Energy@home, una ONG fondata nel 2012 che oggi ha 26 soci: Electrolux, Enel Distribuzione, Indesit Company, TIM, Edison, Vodafone, Whirlpool, ABB, Altran, Apio, Assurant Solutions, Deutsche Telekom, EuropAssistance, Eurotherm, Flash Reply,  Freescale, Gemino, Gewiss, i-EM srl, ISMB, Lyt Inc., MAC srl, Reloc, Renesas, STMicroelectronics, Urmet Group.  Rappresenta un caso di  positiva collaborazione tra aziende – sia concorrenti su medesimi mercati, sia appartenenti a settori differenti – che studiano assieme le tecnologie e le modalità per creare nuove opportunità di mercato e per costituire un “ecosistema” in ambito residenziale che miri all’efficienza energetica. «La comunicazione Internet of Things tra i dispositivi in casa diviene lo strumento per fornire ai consumatori nuovi servizi e le funzionalità necessarie al monitoraggio e al controllo della propria smart home nonché dei propri consumi elettrici – spiegano a Energy@home – Nel breve termine Energy@home si focalizza sullo sviluppo di un mercato di servizi a valore aggiunto post-contatore per il consumatore domestico e per la smart home. Nel medio termine, essa punta a stimolare la creazione di un nuovo mercato per i servizi di flessibilità della domanda grazie ai quali i consumatori potranno rendere disponibile al sistema elettrico, a fronte di una specifica remunerazione, una quota di flessibilità della potenza impegnata».

Tre i pilastri tecnologici della Smart City delineata dai progetti dei ricercatori del Laboratorio Nazionale Smart Cities del CINI e dalle aziende di Energy@home partecipanti ci sono: «una rete di comunicazione capillare adatta a collegare sensori, attuatori e dispositivi anche senza l’uso di batterie (la Internet of Things); piattaforme aperte e interoperabili capaci di acquisire ed elaborare la grande mole di dati generata e soprattutto di renderla disponibile in forma di open data; servizi smart per migliorare la qualità della vita dei cittadini in modo sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 fino ad abbatterla dello 80%, traguardo fissato al 2050 dalla Commissione Europea. Ma alcuni progetti hanno anche delineato la possibilità di ottenere la riduzione totale delle emissioni di CO2 con quartieri del futuro che diventano completamente auto-sufficienti dal punto di vista energetico».

Giuseppe Anastasi, professore di Ingegneria informatica all’università di Pisa, organizzatore del convegno e direttore del Laboratorio Nazionale Smart Cities del CINI ha sottolineato che «Il primo obiettivo di una città intelligente è favorire al massimo la partecipazione dei cittadini I cittadini possono diventare i sensori e gli attuatori intelligenti del sistema con la capacità di segnalare problemi e proporre soluzioni utilizzando gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Ad esempio, i ricercatori del CINI stanno sperimentando in alcune città italiane sensori di piccole dimensioni che ognuno può portare con sé e che sono in grado di riportare in tempo reale e in maniera capillare lo stato dell’ambiente cittadino e la qualità dell’aria nei punti chiave della vita quotidiana. Il Laboratorio Nazionale rappresenta oggi il principale punto di riferimento della ricerca universitaria nazionale nei settori dell’Informatica e dell’Information Technology per le smart cities».

Fabio Bellifemine, direttore dell’ Associazione Energy@home, è convinto che «Nella città del futuro tutto potrà migliorare grazie alla introduzione delle tecnologie informatiche e di comunicazione in questi due giorni abbiamo visto come queste tecnologie possano rendere più educative le esperienze di visita dei musei, come possano supportare le decisioni della Pubblica Amministrazione aumentando la partecipazione dei cittadini, rendere più efficiente e sostenibile la mobilità nonché l’accesso all’energia, migliorare la qualità della vita e il benessere degli anziani, creare ambienti smart in grado di osservare, imparare e adattarsi all’ambiente, in sintesi come possano creare un mondo migliore».

Giuseppe Lo Re, professore di ingegneria informatica all’università di Palermo e coordinatore del nodo locale del Laboratorio Nazionale Smart Cities, ha concluso: «La partecipazione al Convegno è stata superiore alle nostre aspettative. Nel  2016 molti di questi progetti passeranno da una fase di laboratorio a una sperimentazione in campo e sarà importante accedere alle opportunità di finanziamento della ricerca in ambito nazionale ed europeo e fare sistema con il tessuto industriale italiano. Ecco perché è con vero piacere che abbiamo accolto le aziende della Associazione Energy@home che lavorano in prima linea con questa prospettiva con le quali auspichiamo di poter collaborare ancora in futuro».

Il prossimo appuntamento italiano con le smat cities è  a Ecomondo, la Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile: Dal 3 al 6 novembre, nell’area espositiva Legambiente (Padiglione B7), della Città sostenibile, Legambiente presenta la mostra “Città intelligenti 10.0 – L’era del cambiamento”.  «L’idea   – spiegano quelli del Cigno Verde – è mettere in rete idee e soluzioni già possibili per ripensare le nostre città intorno ai bisogni dei cittadini e delle Amministrazioni: città moderne ed efficienti in grado di mettere in moto un’economia che porta benessere e qualità della vita, senza aggredire l’ambiente».

Nella mostra saranno esposti esempi di buone pratiche realmente esistenti, come l’uso di nuovi materiali a partire dal RECYCLETHERM KM0 di Manifattura Maiano, l’isolante termoacustico in fibre tessili riciclate a filiera corta 100% riciclato e riciclabile, con fasi di approvvigionamento e produzione svolti in un raggio di soli 15 km.  Non mancheranno, inoltre, servizi e tecnologie che rivoluzionano la riqualificazione integrata in edilizia puntando all’efficienza e alla maggiore sicurezza, come il microgeneratore TOTEM di Totem Energy che riduce le emissioni fino al 40%;  sarà possibile toccare con mano l’illuminazione pubblica che sa coniugare la smart city allo smart metering, oggi già disponibile con tecnologia led, in grado di far scoprire un tesoro ambientale ed economico nascosto per le Amministrazione pubbliche, presentato dal Dibawatt (R) di Menowatt GE.

Sul tema dei rifiuti, Contarina illustra strategie in grado di ridurre la tariffa puntuale ai cittadini, quindi il mercato del riuso dei Raee rigenerati di Adriatica Green Power nell’ambito del progetto con Legambiente Second Life; l’uso di plastica seconda vita per raccoglitori della differenziata di Eurosintex, e le best practice segnalate da AzzeroCO2 che strizzano l’occhio alla spending review delle Amministrazioni Pubbliche.