Sono gli Usa la superpotenza energetica del mondo, anche nella geotermia

Obama propone che gli Stati uniti investano il 40,1% in più sulle tecnologie geotermiche

[26 febbraio 2016]

Obama cambiamento climatico

Le prolungate turbolenze del mercato petrolifero mondiale hanno portato l’Energy Information Administration (EIA) degli Usa a tagliare le stime sulla domanda 2016, da 95,19 a 95,02 milioni di barili al giorno.

La guerra dei prezzi iniziata ormai sul finire del 2014 ha portato i protagonisti del fracking – dove gli Stati uniti sono in prima fila – a tagliare nell’ultimo anno la produzione di almeno 600mila barili. Eppure, sottolineano da Forbes, l’America continua a rappresentare la vera superpotenza energetica del pianeta.

Tra le sue risorse, infatti, non spiccano soltanto quelle legate alla produzione di idrocarburi. Nella 64esima edizione del BP Statistical Review of World Energy si sottolinea come in realtà gli Usa siano i primi produttori al mondo di petrolio, del gas naturale, nell’energia nucleare, nell’eolico, nel settore dei biocarburanti e nella geotermia. Questo, naturalmente, guardando ai livelli di produzione assoluta.

A livello di copertura percentuale del fabbisogno energetico, tuttavia, le cose sono leggermente diverse.

L’Islanda, ad esempio, soddisfa il 30% del proprio fabbisogno di energia elettrica grazie alla geotermia, 100 volte di più di quanto non riescano a fare gli Usa (fermi allo 0,3%); una speciale classifica dove a livello globale trionfa il Kenya, che arriva al 50%. In termini assoluti, però, dicevamo, le cose cambiano di molto: per quanto riguarda la geotermia gli Stati Uniti vantano una capacità installata sul loro immenso territorio pari a 5 volte quella islandese. Una quota che continua a crescere: nell’ultimo anno gli Usa hanno aggiunto 48 MW di nuova capacità installata arrivando così ad un totale di oltre 3.900 MW.

Gli Usa rappresentano dunque già oggi un gigante di livello globale nel settore della produzione geotermoelettrica, ma puntano a crescere ulteriormente. L’Energy Information Administration (EIA) stima che nel corso del 2016 la produzione di energia elettrica da geotermia aumenterà di un ulteriore 4%, all’interno di un trend positivo (+9%) comune a tutto il settore delle energie rinnovabili.

Non si tratta solo di contingenze di mercato, quanto di un vero e proprio indirizzo politico. A livello federale, infatti, si punta molto allo sviluppo della geotermia: il presidente Obama nell’ultima proposta di bilancio in tema d’innovazione e sicurezza energetica (riferita all’anno 2017) ha richiesto un aumento del budget destinato alle tecnologie geotermiche pari al 40,1% rispetto a quanto stanziato nel 2016 per un totale complessivo di 99,5 milioni di dollari, rispetto ai 55 milioni di dollari del 2015.